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25.09.2009

aggiornamenti c.i.e @ 25 Settembre

Tempi terribili

Diario
«Ci furono tempi felici in cui si poteva scegliere liberamente: meglio morti che schiavi, meglio morire in piedi che vivere in ginocchio. E ci furono tempi infami in cui intellettuali rincretiniti hanno dichiarato che la vita è il sommo dei beni. Oggi sono arrivati i tempi terribili in cui ogni giorno si dimostra che la morte dà inizio al suo governo del terrore esattamente quando la vita è diventata il sommo bene; che chi preferisce vivere in ginocchio, muore in ginocchio; che nessuno può essere ucciso più facilmente di uno schiavo. Noi viventi dobbiamo imparare che non si può nemmeno vivere in ginocchio, che non si diventa immortali se si corre dietro alla vita, e che, se non si vuole più morire per nulla, si muore nonostante non si sia fatto nulla.»

H.A., 1942
Queste sono le immagini del massacro di Gradisca. Ora tocca a noi.
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macerie @ Settembre 24, 2009

Non gli passa più

Diario
Quest’oggi una quarantina di solidali con i 14 di Corelli hanno occupato la sede della Croce Rossa francese di Parigi. Fuori hanno appeso un grosso striscione con su scritto «La Croce Rossa rinchiude, la Croce Rossa espelle», distribuito volantini con la testimonianza di un recluso di Ponte Galeria a Roma e altri sul ruolo della Croce Rossa nella macchina europea delle espulsioni. Dopo lunghe discussioni, la direzione della Croce Rossa francese ha accettato di inviare alla sede della Croce Rossa Internazionale di Ginevra dei fax con gli slogan della giornata: «Libertà per i 14 rivoltosi della Via Corelli a Milano» e «Chiusura di tutti i CPT in Francia come in Italia come dappertutto».
il volto umano dei lager
In mattinata, invece, una quindicina di antirazzisti hanno voluto partecipare a modo loro all’inaugurazione del “Museo della Croce Rossa” di Trofarello, nei pressi di Torino. Curata con la collaborazione del Corpo Militare, l’esposizione comprendeva gavette, auto mimetiche, divise, borracce e tutta una serie di scampoli di trincea. Gli antirazzisti hanno dato il proprio contributo di completezza regalando al museo “Il volto umano dei lager”, scultura che permetterà ai posteri di ammirare in tre dimensioni un crocerossino nello svolgimento delle proprie funzioni umanitarie dentro ad un Cie: porgere il manganello ad un Alpino durante un pestaggio. I presenti - qualche militare, alcuni volontari ed una intera scolaresca in gita - sono rimasti impietriti nell’ascoltare la presentazione dell’Opera e nel vedere seicento microvolantini impreziosire improvvisamente i cimeli in esposizione. Solo una volontaria, alla fine, ha commentato sconsolata: «ci avete rovinato la mostra».
Ascolta il racconto dell’iniziativa, raccolto quasi in diretta da Radio Blackout:

macerie @ Settembre 24, 2009

Scene di guerra

Diario
pestaggi a gradisca_montaggio_immagini
Ancora un po’ di immagini che testimoniano dei pestaggi nel Cie di Gradisca d’Isonzo di lunedì mattina. Tra i feriti c’è chi ha avuto 60 punti di sutura, e in tanti denunciano la complicità del personale medico del Centro con la polizia. Ma non solo: i reclusi denunciano anche la sparizione di denaro e di altri oggetti (in particolar modo lettori mp3) durante la perquisizione che ha preceduto il massacro. La polizia sta cercando di insabbiare la vicenda, ricatta i feriti per evitare che questi denuncino i poliziotti e, per spezzare la resistenza, questa mattina ha trasferito una dozzina di prigionieri a Milano, in via Corelli. Come potete sentire dalla diretta che pubblichiamo qui sotto, però, la voglia di farsi sentire, dentro, è ancora alta. Sta a noi aiutarli.
Ascolta la diretta con un recluso di Gradisca d’Isonzo:
 
Sulla rivolta di Gradisca del 21 settembre leggi anche:
Gradisca, il giorno dopo
Rivolta al Cie di Gradisca
Sui pestaggi dentro ai Cie leggi anche:
Il tram
E sui furti nei Centri:
Sciopero della fame e della sete a Ponte Galeria

macerie @ Settembre 23, 2009

Duri di comprendonio

Diario
Trentino - incomprensibile!

macerie @ Settembre 23, 2009

Milano, un processo osceno

Diario
Continuano le udienze del processo contro i 14 rivoltosi di via Corelli, e continua ad ampliarsi il raggio d’azione dei divieti nei confronti dei solidali. Dopo aver vietato l’ingresso in aula, dopo aver vietato l’ingresso in tutto il tribunale, ora viene addirittura impedito a qualche decina di solidali di volantinare sul marciapiede, sorvegliati, respinti e braccati da centinaia di poliziotti in assetto antisommossa.
Ascolta una diretta su Radio Blackout con una compagna da Milano

Ascolta un’altra diretta con un compagno presente al presidio

Aggiornamento ore 14.00. Il presidio di fronte al tribunale è ancora in corso, e i compagni stanno aspettando la pausa dell’udienza per sentire le novità direttamente dagli avvocati. Comunque si ritiene che il processo, e quindi il presidio, continuerà fino al tardo pomeriggio. Sono confermate le due mini-cariche di questa mattina: è volata qualche manganellata ma non si registrano feriti, fortunatamente.
Ricordiamo che le prossime udienze sono state fissate per giovedì 8 e martedì 13 ottobre.
A fine udienza, ecco alcune valutazioni dell’avvocato Mauro Straini, raccolte da Radio Onda d’Urto:
 
Aggiornamento ore 02,30. Solo a tarda notte si scopre che i due reclusi di Corelli che hanno testimoniato durante l’udienza sono stati trasferiti per punizione a Gradisca.

macerie @ Settembre 23, 2009

Perquisizione a Bologna

Diario
Non si è fatta attendere molto la vendetta della polizia e della Misericordia contro i reclusi di via Mattei dopo le proteste di ieri. Da questa mattina è in corso una perquisizione, approfondita, delle celle e degli internati. Qualcuno è stato spogliato di fronte a tutti. Le guardia sono arrabbiate soprattutto perché la voce dei fatti di ieri è arrivata all’esterno: vorrebbero il silenzio, sempre. Intanto un gruppo di reclusi, forse 6, è stato trasferito a Torino, non sappiamo se per necessità “tecniche”o per alleggerire la tensione.
 
Aggiornamento. I cellulari sequestrati durante la perquisizione sono stati cinque o sei, non tutti, e non è sicuro il trasferimento verso Torino di alcuni reclusi. Al contrario, sembra stia entrando gente nuova nonostante il Centro sia al completo. Dentro si è sparsa la voce della versione truffaldina data da Giovanardi della protesta di ieri, e i reclusi ci tengono a confermare il racconto riportato dai solidali. Sanno bene che chi urla loro parole di libertà dall’altro lato delle gabbie non può offrire né protezioni politiche né grandi servizi sulla stampa asservita ma apprezzano l’energia del sostegno di fuori e ne sono incoraggiati: quando ieri una compagna ha provato ad entrare per un colloquio, i reclusi si sono messi a battere contro le sbarre e a spingere per riuscire ad arrivare più vicini possibile all’entrata e poter comunicare con lei - che intanto stava discutendo animatamente con le guardie che non la volevano far passare. Urla di sostegno reciproco: la compagna trattenuta dalla polizia e gli altri a spingere a qualche cancellata di distanza.
Passata la rivolta, sono tornati i racconti soliti fatti di abusi e trattamenti bestiali, carenze nei soccorsi medici, cibo disgustoso, pestaggi. Un recluso ha riferito che la sua visita mensile con la fidanzata è stata interrotta dopo soli cinque minuti e che la ragazza ha dovuto sopportare il pesante e non voluto corteggiamento del poliziotto di guardia. È emerso anche un tentativo di suicidio di qualche giorno fa.
Su questi temi, e in generale contro le norme del “Pacchetto sicurezza”, i compagni di Bologna hanno indetto un presidio nazionale per sabato prossimo, 26 settembre, alla scalinata della Montagnola.