Aggiornamento Repressione a Torino
Torino - Fuori gli sbirri dai quartieri!
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Fuori
gli sbirri dai quartieri!
Torino. Dopo un "normale controllo di polizia"
Eccezionale risposta blocca C.so Regina per ore
Vanchiglia, Torino. Un normale controllo di polizia, uno come tanti, nessuno
ci fa quasi più caso, assuefatti come siamo a una sicurezza che vuol dire
militarizzazione. Ma una sera qualcuno non ci sta: di fronte alla normale,
quotidiana arroganza di un poliziotto, un ragazzo si rifiuta di esibire i
documenti e di fornire le proprie generalità.
Spiazzato da tanta, eccezionale insolenza, lo sbirro non trova di meglio da
fare che estrarre la sua pistola e inseguirlo, armi in pugno. Normale – si dirà
– è già successo. Sì, e spesso è finita in tragedia.
Alla vista della pistola, alcuni avventori di un bar lì vicino che hanno
assistito a tutta la scena decidono che questo è troppo, ed escono sulla strada
per fermare il poliziotto. La gente si affaccia alle finestre, grida al poliziotto
di ritirare l'arma. Di questi tempi, tutti sanno che è normale essere ammazzati
da uno sbirro con
smanie da sceriffo. Nel giro di pochi istanti si precipitano sul posto cinque
volanti della polizia, e tre persone – due ragazzi e una ragazza – vengono
fermate con l'accusa di resistenza aggravata e lesioni. Abbastanza normale,
succede sempre così.
Quello che è veramente eccezionale, straordinario, è la spontanea reazione
del quartiere, che dopo pochi minuti si riversa su corso Regina Margherita, per
bloccarlo. L'idea è che in una città in cui è normale che uno sbirro estragga
l'arma per niente, allora non può essere normale circolare tranquillamente,
come se nulla fosse. Più passa il tempo, più persone accorrono al blocco (alla
fine i partecipanti saranno un centinaio). Agli automobilisti viene spiegato il
perché della situazione, e molti concordano con i manifestanti: la polizia sta
davvero esagerando.
Nel frattempo, e sono ormai le dieci di sera, arriva la notizia che due dei
tre fermati sono stati rilasciati, mentre per la ragazza il fermo si è
tramutato in arresto. I manifestanti decidono allora di partire in corteo per
spostare il blocco su corso San Maurizio. La polizia, che fino ad allora aveva
fronteggiato i manifestanti, forse
agitata dall'eccezionalità della protesta, accenna una carica. I manifestanti
allora si disperdono, cogliendo l'occasione per ribaltare diversi cassonetti:
dopo Napoli, pare ormai abbastanza normale agire così.
Nella fuga, un ragazzo e una ragazza inciampano e vengono fermati dalla
polizia. E allora, e per la seconda volta, i manifestanti riescono a
riorganizzarsi e a spostare la protesta sotto la questura di via Grattoni, per
chiedere la liberazione immediata degli arrestati, per gridare che è ora di
farla finita con l'arroganza della
polizia.
Rompere
il silenzio!
CORTEO
Sabato
19 gennaio
ore 14.00 - Piazza Castello - Torino
http://torino19gennaio.altervista.org
Cronologia
della giornata di ieri

