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Alessandro e Domenico ai domiciliari
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02.06.2009

Alessandro e Domenico ai domiciliari

Sono stati scarcerati con obbligo di dimora Alessandro e Domenico, i due manifestanti arrestati a Torino il 19 maggio al corteo contro il G8 University Summit.
La decisione e' stata presa questo pomeriggio, Lunedì Primo Giugno,  dal giudice dopo l'udienza del tribunale del riesame di questa mattina, durante la quale e' stato discusso il ricorso presentato dai difensori dei due giovani.
In contemporanea con l'udienza, davanti al Palagiustizia si e' svolto un presidio per chiedere il rilascio dei due ragazzi.

Qui la lettera di dfomenico Sisi appena scarcerato:

La solidarietà rafforza l'unità e la reciproca fiducia, grazie per il sostegno.

Ciao a tutti, cari compagni e compagne, studenti e studentesse, proletari e proletarie, sono Domenico Sisi, appena stato scarcerato dopo 14 giorni di
detenzione, vi scrivo queste parole per ringraziarvi della solidarietà ricevuta per chiedere la nostra liberazione mia e di Alex.
Per la precisione sono agli arresti domiciliari dalle ore 20 alle 7 e ho l'obbligo di dimora nel comune di Beinasco (TO) durante il giorno, idem per il compagno Alex nella sua città (Sassari), sicuramente una misura cautelare più leggera, che compunque mi impedirà in gran parte di essere al vostro fianco nelle iniziative di tutti i giorni, cercherò cmq di essere presente e dare il mio contributo in qualche modo.
Purtroppo oltre alla libertà, questo attacco repressivo mi ha anche fatto perdere il lavoro, infatti ho appena ricevuto la lettera di licenziamento dal
mio lavoro di operaio, vi dico soltanto che le loro motivazioni sono le informazioni che hanno tratto dai giornali sul mio conto, e che non ho
giustificato la mia assenza. I giornali borghesi sono la falsità vivente che rispecchia l'infame marcio del sistema padronale sfruttatore assassino.
I primi 5-6 giornì sono stati i più difficili perchè non si riesce a comunicare con l'esterno, i primi francobolli sono riuscito ad averli dopo 7 giorni! Rimediare una penna, sapere se puoi mandare un telegramma, riuscire a muoverti nella loro burocrazia, ci si sente parecchio isolati.
Vorrei ora parlare della solidarietà che avete praticato nei nostri confronti, sostenendoci moralmente con i telegrammi e con le lettere, con i vostri presidi e le iniziative varie, ora che sono appena arrivato a casa ho visto anche le foto degli striscioni (mi son quasi sentito in imbarazzo), per i presidi c'erano i detenuti di fronte alla nostra cella che dalle loro finestre (rivolte verso l'esterno) ci facevano la cronaca in diretta, dei tamburi, dei cori inneggianti alla libertà (che molte volte io stesso urlavo nei presidi in solidarietà ad altri compagni che resistono tutt'ora nelle carceri). Stamattina appena conclusa l'udienza ci hanno portato via d'urgenza per allontanarci dal presidio, vi abbiamo sentito quando il furgone vi è passato a fianco! Grazie!
Tutto ciò è stata una prova di come la solidarietà ha potuto spingere ed influenzare per la nostra scarcerazione e parziale liberazione, essa ha anche rafforzato l'unità e la coesione di tutto il movimento studentesco dell'onda e di varie situazioni antagoniste, ha dato una vera e propria dimostrazione della sua qualità con la sua pronta risposta, migliorando la coesione fra le varie realtà sparse in Italia. Sicuramente il movimento studentesco deve continuare sulla strada del miglioramento organizzativo cercando di trovare la saldatura con le altre classi, in primis quella operaia, solo così potrà crescere e progredire nel suo già promettente avvio di questi ultimi mesi. L'aggravarsi della crisi non può far altro che liberare nuove forze in campo che le realtà già attive devono solo saper cogliere e incanalare al loro fianco.
La solidarietà rafforza l'unità e la reciproca fiducia.
Ringrazio tanto tutti coloro che hanno portato avanti la solidarietà, il movimento dell'Onda e poi in particolar modo l'Associazione Parenti e Amici degli arrestati il 12 febbraio, i compagni/e per la Costruzione del Soccorso Rosso, i compagni del Collettivo Comunista Piemontese, i compagni dell'Askatasuna, RadioBlackout, le varie realtà torinesi e di altre città, e tutti i singoli compagni, chiedo scusa se non son riuscito
a citare tutti.
Nessun attacco può fermare la lotta quando si lotta. La solidarietà è un'arma! Uniti si vince!
A presto!
Domenico Sisi