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anarchici fiorentini, ieri ed oggi
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11.05.2009

anarchici fiorentini, ieri ed oggi

Quel 1° Maggio 1979 a Firenze
Il 30 Aprile 1979 durante un'assemblea ,di gran parte delle componenti ed individualità del movimento anarchico di Firenze, ci furono due proposte , la prima a cui aderirono la maggior parte
dei compagni presenti era di occupare un edificio in stato di abbandono di fronte all'ingresso della fabbrica del Nuovo Pignone.
La seconda proposta,sostenuta tenacemente da due compagne e due compagni della serigrafgia " A senza linea", era di non abbandonare il centro storico e a tal proposito era stato individuato un
appartamento del comune vuoto e con la porta murata ( appunto Vicolo del Panico 2 ) . L'assemblea si concluse stabilendo per l'indomani prima l'occupazione di Vicolo del Panico da
parte dei suoi sostenitori e poi il ricongiungimento con gli altri compagni e l'occupazione a fine mattinata dell'altro edificio con striscioni,volantinaggio etc.
Mi ricordo che ci trovammo di buon mattino armati di una rudimentale scala con mazzuolo e scalpello, eravamo allegri e spensierati ed attraversammo ridendo e scherzando come matti, alcune
vie del centro ancora deserte, vista l'ora mattutina del martedi 1° maggio 1979.
Arrivati a destinazione ,fu sistemata la scala ed immediatamente Sara e Pina ci salirono entrando nell'appartamento e dopo un'ora e varie foto rituali la porta era aperta e la sede occupata.Nel
frattempo erano arrivati anche altri compagni,e naturalmente anche l'immancabile " Digos " che si limitò ad identificare qualche compagno andandosene subito dopo.
Preso atto dell'occupazione,abbiamo messo una bella bandiera nera alla finestra,chiuso la porta e ci siamo diretti a raggiungere gli altri compagni di fronte alla Nuovo Pignone .
L'occupazione dello stabile davanti alla fabbrica più importanmte di Firenze durò solo poche ore forse perchè troppo vicina ad un sede dell'allora partito comunista italiano.
La giornata si concluse con un'assemblea di tutti i compagni nella sede occupata di Vicolo del Panico 2.
Tutto sommato quel 1° Maggio di 30 anni fà ,è stata proprio una bellissima giornata.
All'occupazione /i partecipò tutto il Movimento Anarchico che agiva e che non sonnecchiava chiuso nelle sedi .
Dall'assemblea scaturì un documento che ritengo ancora attuale e che riporto di seguito integralmente:Avere una sede a nome del Movimento Anarchico Fiorentino significa, per le individualità e gli
appartenenti ai vari organismi sottoindicati che sono presenti ed agiscono nel territorio della città di Firenze e dintorni, richiamarsi ad un principio generale che definisce tale sede, di appartenenza a tutto il movimento nel suo complesso, luogo d'incontro,di riunione e di lavoro per coloro che si
rifanno all'area anarchica e libertaria.
E' implicito in questa affermazione che qualunque organizzazione specifica,o gruppo, o individualità gia esistente od agente nel territorio fiorentino ( o che eventualmente si formerà in
seguito ), se d'accordo col principio di cui sopra,non troverà alcuna difficoltà ad utilizzare tale
struttura , nei limiti di spazio e tempo imposti dalla necessità del Movimento nel suo complesso .
Viceversa , nessuna organizzazione, o gruppo , o individualità in quanto tali avranno il diritto all'utilizzo esclusivo di tutta o parte della sede.
Firmato
Componente anarchica dell'ufficio di consultazione sindacale
Gruppo individuo donna Componente anarchica Comitato Proletari Casa
Centro serigrafico A - Senza Linea Centro redazionale di Umanità Nova

Individualità F.A.I.
Anarchici di Scandicci
Individualità anarchiche
Gruppi anarchici di Signa ,Lastra a Signa e San Donnino

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A tutti i fiorentini, a tutti i compagni

Gli Anarchici rivendicano il loro diritto ad avere delle sedi nella città di Firenze. Perché fanno parte della storia di questa città. In prima linea nel combattere le ingiustizie sociali e per il riscatto e che è sempre stato l’obiettivo primo: libertà nell’uguaglianza sociale per gli individui La lotta, una corsa verso la libertà. In questo spirito la loro lotta è continuata contro tutti poteri e le polizie e per l’affrancamento degli sfruttati. Furono in prima linea nell’affrontare e combattere il fascismo, come, furono fra i più determinati nel condurre la lotta all’occupazione tedesca.In prima linea nel chiarire che le lotte sociali non si armano mai contro il popolo, come lo stereotipo vuole nel disegnare nell’immaginario, e non solo, l’immagine del bombarolo a tutti i costi. Gli anarchici sanno quando e come combattere. La strage, le stragi appartengono ad un patrimonio fascista ed istituzionale. Non sono martiri e non sono abbagliati da fedi di nessuna religione, tanto meno quella che guida le mafie politiche dietro la spartizione d’incarichi miliardari e la gestione del degrado del territorio. Certamente il loro impegno non lo hanno barattato con conquiste di seggiole e gestione del potere, ma in tutti gli anni, dal dopoguerra ad oggi, la loro presenza nelle lotte sociali, nella conquista di una qualità della vita nel territorio toscano ha inciso nella difesa e nella difesa delle conquiste sociali. Oggi, come ieri la loro presenza disturba i poteri della città. L’amministrazione comunale promette pace sociale e non vuole riconoscere la storia. Gli anarchici, oggi, come ieri, rivendicano la loro presenza politica contro un’amministrazione che persegue la commercializzazione della sua storia. Non è per una Firenze bottegaia e lercia che gli anarchici combattano. Gli anarchici rivendicano qui e subito le sedi che il fascismo ha chiuso. Chiedendo la solidarietà di tutte quelle componenti sociali che agiscono attivamente sul territorio per la costruzione di un sociale libero dalle brutture capitaliste e di mera logica di spartizione dei proventi e ricadute sui partiti che pensano a piazzarsi come i migliori gestori della cacciata degli sfruttati nei gironi della miseria e del silenzio. Loro possono vendere Firenze a tanti eserciti marcianti con coca cola e patatine fritte al posto del cervello e con sole macchine fotografiche a tracolla per vedere un corpo di una città parcellizzata e stravolta dalle nuove conquiste tecniche. La sventrano, la violentano, distruggono un patrimonio che ci proviene da secoli di stratificazioni di cultura tollerante e solidale. Basta! L’amministrazione comunale non può armare la mano di chi sta godendo della deriva destro-fascista della gestione sociale. Gli anarchici, hanno lottato e lotteranno sempre per la guerra sociale fino all’abbattimento delle gerarchie sociali, per l’abbattimento delle disuguaglianze e per la liberazione del territorio delle nefande cogestioni fra interessi economici, mafiosi e politici. (Là dove mafia s’intende qualsiasi gruppo o gruppi che gestiscono il territorio esclusivamente per ottenere benefici personali e di partito/associazione). Oggi l’amministrazione comunale vuole rispondere a tutto questo con i metodi, cari, ai più antichi nostalgici, con la repressione e i manganelli. Ma cacciare gli anarchici non è facile, né con i manganelli, né con politiche adulative. Gli anarchici rivendicano il loro diritto a riavere le sedi chiuse dai fascisti. La storia non si dimentica, neppure si trascrive. Chi collude o è un potere avrà sempre dagli anarchici una risposta antagonista. Gli anarchici chiedono la solidarietà di tutta la città proletaria e non dimentica. Difendiamo gli spazi occupati. Sono spazi sottratti al potere, sono la prova che quando non si abdica al potere, la socialità ritorna ad essere una gioia di vita. Contro la repressione, contro gli sfratti. Contro di chi, assessori e sindaco, non sanno vedere altro che con gli occhi foderati di soldi ed hanno reso Firenze una pattumiera e un formaggio con i buchi per costruire una città ad alta velocità che servirà solo a chi comanda a chi acquisisce i privilegi di classe. Contro la repressione delle polizie in tenuta antisommossa o in giacca e cravatta, o in gonnella come le amministratrici, vedi la nostra cara Tea Albini, valide in quanto a repressione ai migliori prefetti di ferro. No agli sgomberi, no alla repressione. Manifestazione nazionale il 15. Ottobre alle ore 10. Partenza, Piazza San Marco. Solidarietà con gli anarchici.

Gli Anarchici

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1979: occupazione di Vicolo del Pànico.
2005 :a Firenze ancora occupazioni.



Gli anarchici rivendicano il loro diritto ad avere delle sedi nella città di Firenze perché fanno parte della storia di questa città. In prima linea per contrastare le ingiustizie sociali: affrontando e combattendo il fascismo e l’occupazione nazista, prima e nelle lotte sociali, dopo. Gli anarchici sanno quando e come combattere. Le nostre lotte non le abbiamo barattate negli anni con occupazioni di seggiole e gestione del potere. La nostra presenza è stata e sarà sempre rivolta alle lotte sociali per una società d’eguali nelle libertà. Contro lo stato e i suoi servi. L’amministrazione comunale promette e desidera la pace sociale. Ma dallo sfratto di vicolo del Pànico sono scaturite occupazioni ed oggi 20 novembre gli anarchici hanno di nuovo occupato uno spazio e rivendicano , come nel 1979 la riappropriazione delle sedi requisite dai fascisti. La sede di Vicolo del Pànico è stata uno degli spazi occupati più longevi ed è stato protagonista della storia di questa città. Oggi rivendichiamo il nostro diritto ad esistere e lottare, contro la società Produci-consuma-crepa. Contro l’inebetimento collettivo, contro la follia sociale del capitalismo che sfocia sempre in una guerra. Contro l’omologazione a modelli che c’inducono ad assomigliare più a cavie di laboratorio che ad individui. Gli anarchici, oggi, come ieri, rivendicano la loro presenza contro chi, assessori e sindaco, non sanno vedere altro che con gli occhi foderati dai soldi. Lo spazio occupato, recuperato all’abbandono e all’incuria, ma soprattutto all’inutilità per questa città e i suoi abitanti, riacquista un’importante ed essenziale funzione di spazio aperto, libero, di confronto, di crescita, di dialogo, di critica, dove idee, pensieri, esperienze, quindi cultura, possono circolare liberamente senza chiedere il permesso a nessuno. Sentita solidarietà da parte dagli abitanti del quartiere che ci hanno fornito di materiale di sopravvivenza: mobilio, cucina e la promessa di venire “dagli anarchici”. In difesa di tutti gli spazi occupati e autogestiti, dovunque. Contro gli sfratti, contro i rapporti di sfruttamento degli uomini e del territorio. In difesa di tutte le occupazioni.
Si invita tutti i compagni ad indirizzare al sindaco del comune di Firenze, Domenici Leonardo messaggi di solidarietà alle nuove occupazioni.
sindaco@comune.fi.it

Circolo anarchico Fiorentino 2 Rosso Firenze