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Borghezio, un razzista e un fascista non pentito | Torino. Disinfettata la Lega… e Cronacaqui
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19.06.2010

Borghezio, un razzista e un fascista non pentito | Torino. Disinfettata la Lega… e Cronacaqui

La libertà in gabbia

Due anarchici alla sbarra per aver detto che Borghezio è un fascista e un razzista. Testo del volantino diffuso il 18 giugno a S. Salvario.

Dai il Flit alla Lega!
Dai il Flit alla Lega!

Il 18 giugno è cominciato il processo contro due di noi. L’accusa? Diffamazione e minacce nei confronti di Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord e, per inciso, noto razzista e fascista non pentito.

I fatti?

Alla vigilia del 25 aprile dello scorso anno davanti alla sede della Lega apparve un fantoccio con la faccia di Borghezio appeso a testa in giù, come Mussolini a piazzale Loreto. Manifesti analoghi furono affissi in città. Un gesto simbolico per mostrare che il fascismo è al governo e in parlamento.

Borghezio è uno dei volti del fascismo di oggi.

Nel 1993 viene condannato ad una multa di 750.000 lire per aver picchiato un bambino marocchino.

Nel 2000, a capo di un robusto e bellicoso manipolo di camicie verdi, sale sull’intercity Torino Milano. In uno scompartimento occupato da ragazze nigeriane fa partire una vera “pulizia etnica” spruzzando i sedili e le malcapitate con il “flit”, il disinfettante.

Il primo luglio dello stesso anno appicca il fuoco al ricovero di alcuni immigrati rumeni sotto un ponte. Per un pelo non ci scappa il morto. Dopo un’iniziale condanna a 8 mesi se la caverà in Cassazione con una multa.

Lo scorso anno in Francia, ad un convegno dell’estrema destra, credendosi a microfoni spenti, Borghezio suggeriva ai suoi camerati che “occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. È un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera … ma, dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi”. In Francia ne discussero TV e giornali. In Italia pochissimi ne hanno parlato. E chi oserebbe? Il ministro dell’Interno è il leghista Maroni. I fascisti sono al governo nel nostro paese.

E stanno chiudendo ogni spazio al dissenso alla contestazione politica e sociale.

Non si contano più le denunce, le inchieste, i rinvii a giudizio. Nel mirino chi resiste al razzismo, chi occupa case abbandonate, chi si oppone alla guerra e al militarismo.

È in gioco quel che resta della libertà di dire e di fare. È in gioco sin la possibilità di criticare l’ordine costituito. È in gioco libertà di tutti.

 

I nostri due compagni sono accusati aver detto e scritto che Borghezio è un fascista ed un razzista.

Sono accusati di aver voluto ricordare, alla vigilia del 25 aprile, che la Lega Nord è il fascismo che torna, che il fascismo non è morto quando i partigiani combattevano e morivano per la libertà e per la giustizia sociale.

Oggi il fascismo colpisce ogni giorno.

I CIE, centri per immigrati senza carte, stanno trasformandosi nei lager del nuovo secolo. Sono le galere che lo Stato italiano riserva a quelli che non servono più. I muri che rinchiudono i migranti, sono intrisi del dolore di uomini e donne che vi assaggiano processi lampo, soprusi, pestaggi, umiliazioni, stupri.

Il diritto legale di vivere nel nostro paese è riservato solo a chi ha un contratto di lavoro, a chi accetta di lavorare come qui nessuno più era obbligato a fare. Oggi i migranti, con permesso o in nero, sono i nuovi schiavi di quest’Europa fatta di confini e filo spinato. Gente la cui vita vale poco o nulla.

È scritto nelle leggi. Leggi razziste.

Ma a quelli come Borghezio non bastano certo. Il loro appetito assassino è insaziabile. Ogni giorno, ogni ora, qualcuno muore in mare, inghiottito dalle norme che impediscono la libera circolazione degli individui. Quelle leggi che la Lega Nord vorrebbe sempre più dure, sempre più feroci. Campi di concentramento e deportazioni non sono ricordo di un infame passato ma sono nelle nostre città, a pochi metri dai giardinetti dove giocano i nostri figli.

Contro il razzismo di Stato non basta la testimonianza, non basta l’indignazione. Bisogna mettersi in mezzo: contrastare retate e deportazioni, rifiutare ronde e militari in strada, sostenere chi lotta nei CIE, chi sciopera contro la schiavitù legale, chi cerca di scavalcare i muri e buttare giù le barriere.

Ribellarsi è giusto, l’indifferenza è complicità.

 

L’Italia è in guerra. Come ai tempi di Mussolini. Quelli come Bossi, Maroni, Borghezio sono fatti della stessa pasta.

 

E gli anarchici, oggi come allora, finiscono in tribunale.

 

Per info e contatti:

Corso Palermo 46 – ogni giovedì dalle 21 -tranne la prossima settimana che la riunione è anticipata a mertedì 22 alle 21.

fai_to@inrete.it

338 6594361

Torino. Disinfettata la Lega… e Cronacaqui


Lega=fascismo

Dai il flit alla Lega! Cronaca e foto

Disinfestatori
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Torino, 18 giugno, largo Saluzzo. L’ufficio “affari sociali” della Lega Nord ha già tirato giù le serrande quando arrivano quelli della squadra di disinfestazione. La piazza è già gremita di uomini in blu dell’antisommossa, coadiuvati da un folto gruppo di esponenti della digos.

 

Sono trascorsi dieci anni dal luglio del 2000, quando Mario Borghezio, oggi europarlamentare del Carroccio, alla guida di un manipolo di camicie verdi salì sull’intecity Torino Milano, entrò in uno scompartimento occupato da ragazze nigeriane e usò contro di loro il “flit”, l’insetticida, per “fare pulizia”. Etnica.

 

Nello stesso giorno che in tribunale cominciava il processo contro due di noi, accusati di aver minacciato e diffamato Borghezio per avergli dato del razzista e del fascista, abbiamo deciso di disinfettare un pezzo di Torino dal razzismo. Come non cominciare dalla sede leghista di S. Salvario?

 

Sulla saracinesca da anni campeggia una scritta “razzisti di merda”, che i leghisti si sono ben guardati dal cancellare: evidente che ne sono orgogliosi.

 

Gli antirazzisti aprono due striscioni: sul primo campeggia la scritta “Il fascismo oggi ha il volto della Lega”, sul secondo “Dai il flit alla Lega!”. Poi si parte. Tuta bianca, mascherina e flit due disinfestatori spruzzano la serranda mentre un breve comizio volante spiega a tanti curiosi che si sono assiepati il senso dell’iniziativa. Un modo per ricordare che in questo paese in parlamento e al governo stanno leghisti e fascisti, gente che ha introdotto nell’ordinamento leggi razziste, ha piazzato i militari in strada, conduce ogni giorno una guerra feroce contro i poveri, gli immigrati e chiunque si opponga ad un ordine sociale ingiusto e feroce.

 

Poi parte un giro per il quartiere con frequenti soste agli angoli della strada per raccontare le tante storie di chi vive ogni giorno sulla sua pelle le retate, la caccia al clandestino, la schiavitù del lavoro sotto ricatto di espulsione, le prigioni per immigrati senza carte. Ma non solo. Perché ci sono anche le storie di lotta e di resistenza dei tanti che non ci stanno, che si mettono di traverso, che lottano contro la marea nera del razzismo di Stato.

Molti si fermano, ammiccano, qualcuno applaude, solo pochi sputano fuori la solita litania razzista ma non sanno che dire di fronte ad una realtà che è più dura dei più consolidati pregiudizi.

 

Non poteva mancare una sostarella alla sede del noto quotidiano Cronacaqui, in via S. Anselmo. Quelli della redazione hanno tirato giù le tapparelle. Invece, alla notizia citofonata che arrivava la squadra di disinfestazione dal razzismo, gli inquilini del palazzo si sono affacciati alla finestra, uno ha anche fatto un cenno di saluto.

Un’occasione per ricordare il ruolo dei media nella costruzione a tavolino delle tante emergenze “sicurezza” sulle quali il governo fonda il consenso alla militarizzazione dei quartieri, ai controlli ossessivi, alle norme che restringono i già esigui margini di libertà.

 

Un spruzzatina anche alla targa stradale del noto razzista Lombroso ed un’ultima capatina in largo Saluzzo concludono la giornata.

Chi sa che qualcuno cominci a pensare. A pensare a questi anni, che hanno portato al governo gente che “da il flit alle negre”.

Razzisti di merda. Chi lo dice finisce in  tribunale, ma non per questo ci stancheremo di dirlo, augurandoci che le voci crescano sino a farsi frastuono, travolgendo l’onda limacciosa del fascismo che, passo dopo passo, avanza.

 

A questo link trovate il volantino informativo diffuso a S. Salvario:

http://piemonte.indymedia.org/../article/9122

 

Per una cronaca della prima udienza del processo:

http://piemonte.indymedia.org/../article/9159

 

La presentazione dell’iniziativa “Dai il Flit alla Lega”: http://piemonte.indymedia.org/../article/9124

 

Chi volesse vedere il manifesto dal quale è partita l’accusa lo trova qui:

http://piemonte.indymedia.org/../article/4710

 

Qui le foto del fantoccio di Borghezio appeso il 23 aprile 2009 di fronte alla sede della Lega in via Poggio 23:

http://piemonte.indymedia.org/../article/4772

 

Qui le immagini e la cronaca delle iniziative antileghiste del 24 aprile 2010:

http://piemonte.indymedia.org/../article/8472

 

Report a cura della Federazione Anarchica – Torino

Per info sulle vicende e le iniziative:

Corso Palermo 46 – ogni giovedì dalle 21 tranne la prossima settimana che la riunione è anticipata a martedì 22.

fai_to@inrete.it

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