Borghezio, un razzista e un fascista non pentito | Torino. Disinfettata la Lega… e Cronacaqui
La libertà in gabbia
Due anarchici alla sbarra per aver detto che Borghezio è un fascista e un razzista. Testo del volantino diffuso il 18 giugno a S. Salvario.
Il 18 giugno è cominciato il processo contro
due di noi. L’accusa? Diffamazione e minacce nei confronti di Mario
Borghezio, europarlamentare della Lega Nord e, per inciso, noto razzista
e fascista non pentito.
I
fatti?
Alla
vigilia del 25 aprile dello scorso anno davanti alla sede della Lega
apparve un fantoccio con la faccia di Borghezio appeso a testa in giù,
come Mussolini a piazzale Loreto. Manifesti analoghi furono affissi in
città. Un gesto simbolico per mostrare che il fascismo è al governo e in
parlamento.
Borghezio
è uno dei volti del fascismo di oggi.
Nel
1993 viene condannato ad una multa di 750.000 lire per aver picchiato un
bambino marocchino.
Nel
2000, a capo di un robusto e bellicoso manipolo di camicie verdi, sale
sull’intercity Torino Milano. In uno scompartimento occupato da ragazze
nigeriane fa partire una vera “pulizia etnica” spruzzando i sedili e le
malcapitate con il “flit”, il disinfettante.
Il
primo luglio dello stesso anno appicca il fuoco al ricovero di alcuni
immigrati rumeni sotto un ponte. Per un pelo non ci scappa il morto.
Dopo un’iniziale condanna a 8 mesi se la caverà in Cassazione con una
multa.
Lo
scorso anno in Francia, ad un convegno dell’estrema destra, credendosi a
microfoni spenti, Borghezio suggeriva ai suoi camerati che “occorre
insistere molto sul lato regionalista del movimento. È un buon modo per
non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come
una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera … ma, dietro tutto
ciò, siamo sempre gli stessi”. In Francia ne discussero TV e giornali.
In Italia pochissimi ne hanno parlato. E chi oserebbe? Il ministro
dell’Interno è il leghista Maroni. I fascisti sono al governo nel nostro
paese.
E
stanno chiudendo ogni spazio al dissenso alla contestazione politica e
sociale.
Non si
contano più le denunce, le inchieste, i rinvii a giudizio. Nel mirino
chi resiste al razzismo, chi occupa case abbandonate, chi si oppone alla
guerra e al militarismo.
È in
gioco quel che resta della libertà di dire e di fare. È in gioco sin la
possibilità di criticare l’ordine costituito. È in gioco libertà di
tutti.
I
nostri due compagni sono accusati aver detto e scritto che Borghezio è
un fascista ed un razzista.
Sono
accusati di aver voluto ricordare, alla vigilia del 25 aprile, che la
Lega Nord è il fascismo che torna, che il fascismo non è morto quando i
partigiani combattevano e morivano per la libertà e per la giustizia
sociale.
Oggi il
fascismo colpisce ogni giorno.
I CIE,
centri per immigrati senza carte, stanno trasformandosi nei lager del
nuovo secolo. Sono le galere che lo Stato italiano riserva a quelli che
non servono più. I muri che rinchiudono i migranti, sono intrisi del
dolore di uomini e donne che vi assaggiano processi lampo, soprusi,
pestaggi, umiliazioni, stupri.
Il
diritto legale di vivere nel nostro paese è riservato solo a chi ha un
contratto di lavoro, a chi accetta di lavorare come qui nessuno più era
obbligato a fare. Oggi i migranti, con permesso o in nero, sono i nuovi
schiavi di quest’Europa fatta di confini e filo spinato. Gente la cui
vita vale poco o nulla.
È
scritto nelle leggi. Leggi razziste.
Ma a
quelli come Borghezio non bastano certo. Il loro appetito assassino è
insaziabile. Ogni giorno, ogni ora, qualcuno muore in mare, inghiottito
dalle norme che impediscono la libera circolazione degli individui.
Quelle leggi che la Lega Nord vorrebbe sempre più dure, sempre più
feroci. Campi di concentramento e deportazioni non sono ricordo di un
infame passato ma sono nelle nostre città, a pochi metri dai giardinetti
dove giocano i nostri figli.
Contro
il razzismo di Stato non basta la testimonianza, non basta
l’indignazione. Bisogna mettersi in mezzo: contrastare retate e
deportazioni, rifiutare ronde e militari in strada, sostenere chi lotta
nei CIE, chi sciopera contro la schiavitù legale, chi cerca di
scavalcare i muri e buttare giù le barriere.
Ribellarsi
è giusto, l’indifferenza è complicità.
L’Italia
è in guerra. Come ai tempi di Mussolini. Quelli come Bossi, Maroni,
Borghezio sono fatti della stessa pasta.
E gli
anarchici, oggi come allora, finiscono in tribunale.
Per
info e contatti:
Corso
Palermo 46 – ogni giovedì dalle 21 -tranne la prossima settimana che la
riunione è anticipata a mertedì 22 alle 21.
338
6594361
Torino. Disinfettata la Lega… e Cronacaqui
Lega=fascismo
Dai il flit alla Lega! Cronaca e foto
Torino, 18 giugno, largo Saluzzo. L’ufficio
“affari sociali” della Lega Nord ha già tirato giù le serrande quando
arrivano quelli della squadra di disinfestazione. La piazza è già
gremita di uomini in blu dell’antisommossa, coadiuvati da un folto
gruppo di esponenti della digos.
Sono
trascorsi dieci anni dal luglio del 2000, quando Mario Borghezio, oggi
europarlamentare del Carroccio, alla guida di un manipolo di camicie
verdi salì sull’intecity Torino Milano, entrò in uno scompartimento
occupato da ragazze nigeriane e usò contro di loro il “flit”,
l’insetticida, per “fare pulizia”. Etnica.
Nello
stesso giorno che in tribunale cominciava il processo contro due di noi,
accusati di aver minacciato e diffamato Borghezio per avergli dato del
razzista e del fascista, abbiamo deciso di disinfettare un pezzo di
Torino dal razzismo. Come non cominciare dalla sede leghista di S.
Salvario?
Sulla
saracinesca da anni campeggia una scritta “razzisti di merda”, che i
leghisti si sono ben guardati dal cancellare: evidente che ne sono
orgogliosi.
Gli
antirazzisti aprono due striscioni: sul primo campeggia la scritta “Il
fascismo oggi ha il volto della Lega”, sul secondo “Dai il flit alla
Lega!”. Poi si parte. Tuta bianca, mascherina e flit due disinfestatori
spruzzano la serranda mentre un breve comizio volante spiega a tanti
curiosi che si sono assiepati il senso dell’iniziativa. Un modo per
ricordare che in questo paese in parlamento e al governo stanno leghisti
e fascisti, gente che ha introdotto nell’ordinamento leggi razziste, ha
piazzato i militari in strada, conduce ogni giorno una guerra feroce
contro i poveri, gli immigrati e chiunque si opponga ad un ordine
sociale ingiusto e feroce.
Poi
parte un giro per il quartiere con frequenti soste agli angoli della
strada per raccontare le tante storie di chi vive ogni giorno sulla sua
pelle le retate, la caccia al clandestino, la schiavitù del lavoro sotto
ricatto di espulsione, le prigioni per immigrati senza carte. Ma non
solo. Perché ci sono anche le storie di lotta e di resistenza dei tanti
che non ci stanno, che si mettono di traverso, che lottano contro la
marea nera del razzismo di Stato.
Molti
si fermano, ammiccano, qualcuno applaude, solo pochi sputano fuori la
solita litania razzista ma non sanno che dire di fronte ad una realtà
che è più dura dei più consolidati pregiudizi.
Non
poteva mancare una sostarella alla sede del noto quotidiano Cronacaqui,
in via S. Anselmo. Quelli della redazione hanno tirato giù le
tapparelle. Invece, alla notizia citofonata che arrivava la squadra di
disinfestazione dal razzismo, gli inquilini del palazzo si sono
affacciati alla finestra, uno ha anche fatto un cenno di saluto.
Un’occasione
per ricordare il ruolo dei media nella costruzione a tavolino delle
tante emergenze “sicurezza” sulle quali il governo fonda il consenso
alla militarizzazione dei quartieri, ai controlli ossessivi, alle norme
che restringono i già esigui margini di libertà.
Un
spruzzatina anche alla targa stradale del noto razzista Lombroso ed
un’ultima capatina in largo Saluzzo concludono la giornata.
Chi sa
che qualcuno cominci a pensare. A pensare a questi anni, che hanno
portato al governo gente che “da il flit alle negre”.
Razzisti
di merda. Chi lo dice finisce in tribunale, ma
non per questo ci stancheremo di dirlo, augurandoci che le voci crescano
sino a farsi frastuono, travolgendo l’onda limacciosa del fascismo che,
passo dopo passo, avanza.
A
questo link trovate il volantino informativo diffuso a S. Salvario:
http://piemonte.indymedia.org/../article/9122
Per una
cronaca della prima udienza del processo:
http://piemonte.indymedia.org/../article/9159
La presentazione dell’iniziativa “Dai il Flit
alla Lega”: http://piemonte.indymedia.org/../article/9124
Chi
volesse vedere il manifesto dal quale è partita l’accusa lo trova qui:
http://piemonte.indymedia.org/../article/4710
Qui le
foto del fantoccio di Borghezio appeso il 23 aprile 2009 di fronte alla
sede della Lega in via Poggio 23:
http://piemonte.indymedia.org/../article/4772
Qui le
immagini e la cronaca delle iniziative antileghiste del 24 aprile 2010:
http://piemonte.indymedia.org/../article/8472
Report a
cura della Federazione Anarchica – Torino
Per
info sulle vicende e le iniziative:
Corso
Palermo 46 – ogni giovedì dalle 21 tranne la prossima settimana che la
riunione è anticipata a martedì 22.
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