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07.05.2008

Comunicato di un compagno dalla Alta Valle di Susa

COMUNICATO AGLI AMICI, ATTIVISTI E SIMPATIZZANTI NO TAV

E’ stato fissato per il giorno 19 giugno a Susa il primo processo ad
attivisti NO TAV per i fatti occorsi a Venaus nel dicembre 2005. Infatti è
arrivata nei giorni scorsi la comunicazione della citazione in giudizio ai
danni del sottoscritto insieme a Giorgio Rossetto del comitato di lotta
popolare. I reati contestati sono: solo per me, furto, e, per tutti e due,
danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. I fatti si riferiscono
alla mattina del 6 dicembre 2005 poche ore dopo lo sgombero violento
effettuato dalla polizia ai danni del presidio di Venaus; il luogo è il
viadotto dell’autostrada proprio sopra i prati appena sgomberati. L’accusa è
quella di aver sottratto una macchina fotografica da una autovettura della
polizia stradale, l’aver danneggiato quell’auto stessa e l’aver ostacolato
l’operato dei due agenti intervenuti durante il blocco del traffico
effettuato da diverse decine di persone in risposta alla vigliacca azione
notturna delle forze dell’ordine.
E’ molto probabile che questo procedimento giudiziario venga adoperato per
alimentare quel clima di discriminazione che da tempo si sta cerca di
costruire attorno al movimento NO TAV. La lobby dei poteri forti che
comprende mass-media, partiti e industriali continua a lavorare per dividere
e indebolire l’opposizione al TAV per poter tentare un'altra volta di
riaprire i cantieri e dare il via a quello che sarebbe un disastro per la
val di Susa
Rispetto ai fatti nello specifico di cui sono accusato non credo sia
importante sapere chi e che cosa ha fatto o non ha fatto. Tutto ciò che è
successo in quei giorni nelle strade di Venaus e della Valsusa è stato
semplicemente un fenomeno di naturale ribellione di fronte ad una brutale
imposizione (i sondaggi per il TAV) e ad una grave limitazione della libertà
( ricordiamo la militarizzazione).
I danni a cui si riferiscono i reati in oggetto sono ben poca cosa di fronte
alla devastazione che si porta dietro un’ opera come il TAV, senza contare
l’ affronto subito dall’intera comunità della val di Susa in quei giorni.
Da parte mia posso dire che queste accuse non solo non mi fanno paura, ma
contribuiscono a rafforzare la mia passione per la lotta che da anni conduco
in difesa della Terra, contro le imposizioni del potere in nome
dell’ideologia dello sviluppo economico che sta portando la società umana e
l’intero pianeta verso il collasso.
Chiedo la solidarietà a tutti quelli che, come me, si battono per un mondo
diverso, senza TAV, per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli.
Siete tutti invitati alle udienze del processo.

Saluti ribelli

Luca Abbà Frazione Cels-Exilles 6 maggio 2008