cpt di Milano: Urla dei pestaggi in diretta radiofonica
I detenuti si ribellano, la polizia carica violentemente
Milano, C.P.T di Via Corelli Domenica 5 Aprile 2009
Intorno alle 22,30 di oggi i detenuti del lager di via Corelli a Milano si
ribellano e salgono in massa sui tetti dei gabbiotti nei quali sono rinchiusi.
Uno si arrampica su un palo. La rivolta è per i motivi di sempre: contro le
condizioni di vita, contro la nuova legge dei sei mesi… per la libertà!
La polizia interviene decisamente sin da subito e li tira giù dal tetto.
Venti minuti dopo, proprio mentre sono in diretta con Radio Blackout, la polizia
li carica di nuovo, senza motivo e selvaggiamente. Secondo le prime
testimonianze da dentro gli agenti non erano armati solo di manganelli: per
menare hanno usato anche "i fucili", forse gli attrezzi per lanciare i
lacrimogeni.
Nel momento in cui scriviamo, la situazione dentro sembra più calma. La
polizia è ancora schierata e sta prendendo gli immigrati a gruppetti per
portarli nella sala colloqui. Ascoltate le testimonianze da dentro che abbiamo
registrato con la radio.
Ascoltatele bene, e poi date retta ai vostri nervi, al vostro cuore e alla
vostra voglia di libertà.
La rivolta e la carica della polizia
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Dopo la carica
CPT Da Lampedusa a Corelli
da www.informa-azione.info
Si alzano grida di lotta e di libertà dai CPT
Lo stato reagisce coi manganelli
Non lasciamoli soli!
Ieri sera alcune decine di detenuti hanno deciso di protestare
contro le insopportabili condizioni di vita all'interno del CPT(CIE):
cibo avariato pessime condizioni igieniche, maltrattamenti continui.
Questioni
ben note, aggravate però dall'ultimo pacchetto sicurezza del governo
che prevede di poter prolungare il periodo di detenzione fino a sei
mesi, creando una condizione di sovraffollamento.
In particolare
dopo le rivolte di Lampedusa del mese scorso, lo stato ha dovuto
smistare centinaia di persone nei vari CPT italiani.
Gente che ha
messo in gioco la propria vita attraversando il Mediterraneo per poi
essere incarcerata e sottoposta a violenza razzista dalla democrazia
italiana che sempre più assume il volto triste dello squadrismo
fascista di stato.
E' questa la voce che abbiamo ascoltato in
diretta radio dopo che i detenuti sono saliti sui tetti per dare corpo
alla loro protesta.
A quel punto è scattata immediata la reazione delle forze dell'ordine che sono intervenute immediatamente e in gran numero.
Prima
hanno circondato gli immigrati e poi hanno cominciato a picchiare con i
manganelli per riportare l'ordine all'interno del CPT.
Dopo circa
un'ora i detenuti hanno dovuto rientrare nelle loro camerate, dove la
polizia e i carabinieri hanno continuato la loro azione.
Il bilancio
è di un ferito grave fra gli immigrati, portato via in ambulanza dopo
essere stato colpito alla testa dai poliziotti.
I prigionieri hanno
comunque dichiarato che continueranno la loro protesta e hanno già
lanciato appelli affinché tutti gli antirazzisti della città
intervengano per sostenerli e impedire che la repressione li colpisca
ulteriormente dopo essere stati incarcerati senza nessun motivo se non
quello di non possedere un permesso di soggiorno.
Chi, come noi, è
impegnato da anni in una durissima battaglia per la chiusura di questi
moderni lager, non può che dare il massimo appoggio ai detenuti in
lotta, facendo sentire la loro voce in tutti i quartieri della città e
aumentando la pressione politica sulle istituzioni che gestiscono
quella macchina repressiva e razzista che è il CPT di via Corelli.
Ma
l'appello dei detenuti non è rivolto solo ai militanti antirazzisti; in
realtà si rivolge a tutti i proletari della città, perché fino a che
esisteranno luoghi come via Corelli e leggi razziste che permettono
allo stato di mettere in prigione degli individui a causa della loro
provenienza, la libertà di tutti è profondamente minacciata.
E' in
gioco il futuro di tutti/e. Ed è compito di tutti/e lottare per
chiudere questi luoghi e abbattere le leggi che li hanno prodotti. Per
sempre Solidarietà coi detenuti in lotta
Tutti in via Corelli alle ore 18
Comitato antirazzista milanese

