17.02.2010
da Milano. Dopo l’uccione di Ahmaed Aziz Abdel el Sayed Abdou
da Volevano suonare e furono suonati…. - Indymedia piemonte
Come è nel loro stile, i razzisti sono riusciti a creare paura tra chi, nel
quartiere, ci abita e ci lavora, e vuole vivere in pace. Per quanto possibile, visti
i tempi che corrono.
Gli ANTI RAZZISTI hanno voluto vederci chiaro.
Hanno voluto vedere in faccia gli amici della legge e dell’ordine. Vediamo chi sono.
Sono i soliti vecchi faccendieri, usciti dalle fogne della speculazione immobiliare,
dei traffici (più o meno sporchi) e soprattutto dello sfruttamento selvaggio dei
lavoratori. Con qualche giovane pirla al seguito, che vive alle loro spalle. In
tutto, erano poco più di un centinaio.
Con molta protezione armata: polizia, carabinieri, guardie di finanza e polizia
locale (probabilmente, anche qualche guardia del corpo).
Gli ANTI RAZZISTI li hanno aspettati in via Padova.
Per due ore i razzisti sono restati fermi, all’inizio della via, protetti dalla loro
scorta armata.
Intanto gli ANTI RAZZISTI hanno sfilato in via Padova e nelle vie del adiacenti,
hanno tenuto comizi e hanno lanciato inviti alla solidarietà tra i lavoratori di ogni
razza e colore.
Gli ANTI RAZZISTI hanno parlato con italiani e non italiani, uomini e donne, giovani
e vecchi, egiziani e latino americani…
Tutti hanno manifestato la stessa rabbia per la presenza di sbrirri e soldati, che
creano solo tensione.
Da due anni, rastrellamenti, perquisizioni e fermi di polizia sono all’ordine del
giorno. E questi interventi sono accompagnati da campagne razziste, che vogliono
dividere i lavoratori per metterli
gli uni contro gi altri. Vogliono piegarli e sfruttarli, imponendo condizioni di vita
e di lavoro sempre peggiori.
Contro questi attacchi, l’unica risposta è la solidarietà tra lavoratori, con
l’autorganizzazione dal basso.
I lavoratori devono prendere nelle loro mani il proprio destino.
La manifestazione in via Padova di lunedì 15 febbraio dimostra che è possibile.
Sono loro, i padroni, ad avere paura.
Il prossimo passo è una grande manifestazione per venerdì 19 febbraio.
BREVE CRONACA DELLA MANIFESTAZIONE DEL 15 FEBBRAIO 2010 La tragica morte del giovane egiziano Ahmaed Aziz Abdel el Sayed Abdou ha provocato un rigurgito razzista. I razzisti, di ogni risma e colore, di destra e di sinistra, hanno promesso fuoco e fiamme, per riportare legge e ordine, nel quartiere di via Padova. E lunedì sera (15 febbraio), hanno organizzato una fiaccolata per via Padova.
Come è nel loro stile, i razzisti sono riusciti a creare paura tra chi, nel
quartiere, ci abita e ci lavora, e vuole vivere in pace. Per quanto possibile, visti
i tempi che corrono.
Gli ANTI RAZZISTI hanno voluto vederci chiaro.
Hanno voluto vedere in faccia gli amici della legge e dell’ordine. Vediamo chi sono.
Sono i soliti vecchi faccendieri, usciti dalle fogne della speculazione immobiliare,
dei traffici (più o meno sporchi) e soprattutto dello sfruttamento selvaggio dei
lavoratori. Con qualche giovane pirla al seguito, che vive alle loro spalle. In
tutto, erano poco più di un centinaio.
Con molta protezione armata: polizia, carabinieri, guardie di finanza e polizia
locale (probabilmente, anche qualche guardia del corpo).
Gli ANTI RAZZISTI li hanno aspettati in via Padova.
Per due ore i razzisti sono restati fermi, all’inizio della via, protetti dalla loro
scorta armata.
Intanto gli ANTI RAZZISTI hanno sfilato in via Padova e nelle vie del adiacenti,
hanno tenuto comizi e hanno lanciato inviti alla solidarietà tra i lavoratori di ogni
razza e colore.
Gli ANTI RAZZISTI hanno parlato con italiani e non italiani, uomini e donne, giovani
e vecchi, egiziani e latino americani…
Tutti hanno manifestato la stessa rabbia per la presenza di sbrirri e soldati, che
creano solo tensione.
Da due anni, rastrellamenti, perquisizioni e fermi di polizia sono all’ordine del
giorno. E questi interventi sono accompagnati da campagne razziste, che vogliono
dividere i lavoratori per metterli
gli uni contro gi altri. Vogliono piegarli e sfruttarli, imponendo condizioni di vita
e di lavoro sempre peggiori.
Contro questi attacchi, l’unica risposta è la solidarietà tra lavoratori, con
l’autorganizzazione dal basso.
I lavoratori devono prendere nelle loro mani il proprio destino.
La manifestazione in via Padova di lunedì 15 febbraio dimostra che è possibile.
Sono loro, i padroni, ad avere paura.
Il prossimo passo è una grande manifestazione per venerdì 19 febbraio.

