10.12.2005
dai domiciliari su Venaus
Davanti a ciò che è successo stanotte non posso fare altro che arrabbiarmi ancora di più, anche per l’impossibilità (imposta dagli arresti domiciliari che durano da oltre 4 mesi) di portare fisicamente la mia solidarietà alla popolazione valsusina contraria al TAV.
Una “piccola” DIAZ su a Venaus nel cuore della notte, blitz delle forze dell’ordine così infame quanto brutale che riporta indietro di non troppi anni ai giorni di sangue genovesi del G8.
Un’azione repressiva, dopo le ennesime offese alla gente valsusina da parte del ministro dei trasporti Lunardi - ministro di un governo fascista.
Un governo che, con l’aiuto di polizia, carabinieri, digos, dà ancora prova della sua forza repressiva, mentre un fotografo, Mario Solavaggione, è finito a terra ed ha riportato una forte distorsione a una caviglia, dove davanti all’evidente e massiccia mobilitazione popolana valsusina (pacifica e democratica), usa la maniera democratica che più conosce e che più gli riesce meglio: la violenza di stato che democraticamente colpisce tutti !!
La violenza che giornali e televisioni hanno declamato da tempo, che non c’è mai stata da parte dei valsusini, come blocchi o presidi sia opera da attribuire a fantomatici eversivi e non vedere quello che è veramente - un movimento popolare.
E’ uscito un pò di tutto in questi ultimi tempi: fantomatici volantini scritti da chissà quale mano questurina, bombe pacco ad alto scoppio mediatico, infami accuse di Custodero su Repubblica a Silvano Pellissero.
E davanti all’evidenza, anche questa volta, lo stato con una missiva del viminale minimizza, si complimenta e precisa che nessuna carica è stata effettuata, niente o poco è successo, contrariando persino le immagini televisive dei vari tg nazionali di mezzogiorno.
Lo stesso repertorio usato a Genova prima e dopo la morte di Carlo Giuliani.
La vergogna non ha fine, sul Fenix capeggiava “Lo stato uccide”, per chi della valle aveva ancora qualche speranza nelle istituzioni credo che si dovrà ricredere.
E’ proprio quello stato che uccide non solo fisicamente, ma anche ideologicamente, le pratiche di lotta e di rivolta sociale, sia essa pacifica o meno.
Queste sono parole di getto, scritte da una persona che non può condividere questo momento - ma che è vicino a voi.
Sono solidale con la popolazione e con ogni forma di protesta contro l’ennesimo atto repressivo.
E’ ora di dargli una risposta.
E’ ora che se la suchino un pò!
Liberi tutti NO TAV!!
Yashin Il Purti
Una “piccola” DIAZ su a Venaus nel cuore della notte, blitz delle forze dell’ordine così infame quanto brutale che riporta indietro di non troppi anni ai giorni di sangue genovesi del G8.
Un’azione repressiva, dopo le ennesime offese alla gente valsusina da parte del ministro dei trasporti Lunardi - ministro di un governo fascista.
Un governo che, con l’aiuto di polizia, carabinieri, digos, dà ancora prova della sua forza repressiva, mentre un fotografo, Mario Solavaggione, è finito a terra ed ha riportato una forte distorsione a una caviglia, dove davanti all’evidente e massiccia mobilitazione popolana valsusina (pacifica e democratica), usa la maniera democratica che più conosce e che più gli riesce meglio: la violenza di stato che democraticamente colpisce tutti !!
La violenza che giornali e televisioni hanno declamato da tempo, che non c’è mai stata da parte dei valsusini, come blocchi o presidi sia opera da attribuire a fantomatici eversivi e non vedere quello che è veramente - un movimento popolare.
E’ uscito un pò di tutto in questi ultimi tempi: fantomatici volantini scritti da chissà quale mano questurina, bombe pacco ad alto scoppio mediatico, infami accuse di Custodero su Repubblica a Silvano Pellissero.
E davanti all’evidenza, anche questa volta, lo stato con una missiva del viminale minimizza, si complimenta e precisa che nessuna carica è stata effettuata, niente o poco è successo, contrariando persino le immagini televisive dei vari tg nazionali di mezzogiorno.
Lo stesso repertorio usato a Genova prima e dopo la morte di Carlo Giuliani.
La vergogna non ha fine, sul Fenix capeggiava “Lo stato uccide”, per chi della valle aveva ancora qualche speranza nelle istituzioni credo che si dovrà ricredere.
E’ proprio quello stato che uccide non solo fisicamente, ma anche ideologicamente, le pratiche di lotta e di rivolta sociale, sia essa pacifica o meno.
Queste sono parole di getto, scritte da una persona che non può condividere questo momento - ma che è vicino a voi.
Sono solidale con la popolazione e con ogni forma di protesta contro l’ennesimo atto repressivo.
E’ ora di dargli una risposta.
E’ ora che se la suchino un pò!
Liberi tutti NO TAV!!
Yashin Il Purti

