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dalla F.A.I. Torinese: Casa per Tutti
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28.04.2009

dalla F.A.I. Torinese: Casa per Tutti

Martedì 28 aprile
Punto info “casa per tutti”.
Le lotte per la casa di rifugiati e baraccati, la repressione delle lotte,
i soldi pubblici destinati a preti e imam.
Dalle 18 in via Po 16.

Casa chiesa moschea

In questi giorni si fa un gran parlare di moschee. Ha cominciato Mario
Borghezio, quello che pochi anni fa incendiava con la benzina gli
immigrati a ponte Mosca. Lui, è chiaro, la moschea non la vuole perché è
un razzista. Subito fascisti e post fascisti vari si sono accodati alla
sua crociata.
L’assessore all’immigrazione, Ilda Curti, invece sostiene il progetto: le
giunte di centrosinistra sono solite appoggiarsi a preti ed imam perchè
sono utili strumenti di controllo degli immigrati.
Non ci sono invece contrasti in Sala Rossa sulla prossima ostensione della
Sindone che verrà finanziata da una montagna di soldi pubblici.
Lo diciamo chiaro: finanziare e sostenere iniziative islamiche o
cattoliche è un affronto alla libertà degli uomini e, soprattutto, delle
donne che subiscono il giogo di religioni maschiliste, autoritarie,
gerarchiche che negano l’autonomia dei singoli, mirando a modellare su di
se l’intera vita sociale.
Gli Stati sostengono le istituzioni religiose perché sono un robusto
puntello per un ordine basato sul dominio e la diseguaglianza.

Invece per la povera gente, quella che fa fatica ad arrivare a fine mese,
quella dei lavori precari senza un posto per vivere, le risorse non ci
sono mai.
Nel silenzio e nell’indifferenza si consuma la vita delle migliaia e
migliaia di uomini, donne e bambini, italiani ed immigrati che vivono in
strada, in baracche, roulotte, tra le rovine delle fabbriche abbandonate.
Per loro niente indignazione e niente soldi. Destra e sinistra sono
bipartisan.
Quelli che alzano la testa e decidono di dare dignità e futuro a se ed ai
propri figli trovano solo manganelli e polizia.
È successo la scorsa settimana a Milano a 300 profughi del Corno d’Africa
che avevano occupato un ex albergo in estrema periferia. Sgomberati, più
volte caricati e picchiati mentre occupavano per protesta i binari della
vicina ferrovia, poi blanditi con false promesse dai soliti politici e
infine lasciati in strada. Ad un compagno del Comitato antirazzista, la
cui presenza solidale non è mai mancata nelle lotte dei senza casa di
Milano, è stato consegnato un foglio di via dalla città. Anche lui profugo
in questo paese che accoglie a braccia chiuse e bastone levato chi fugge
la guerra, le persecuzioni, la fame.
Come a Torino lo scorso luglio. In via Germagnano, tra le baracche dei
rom, i bambini giocavano nel fango e tra i topi. Alcune famiglie, stanche
di una miseria che aveva segnato ogni momento delle loro vite, hanno
occupato una palazzina dell’Enel in via Pisa, vuota e abbandonata da anni.
Le truppe dello Stato in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione
nell’edificio il 15 luglio: i bambini, spaventati, si sono svegliati
urlando. Poi li hanno riportati alle baracche semiallagate lungo la Stura.
Due giorni dopo, in piazza d’Armi, a parlare di “Paure metropolitane”
c’era Ilda Curti.
Non potevano mancare gli antirazzisti. Armati di striscione, volantini e
megafono hanno raccontato a Curti le paure di chi, giorno dopo giorno,
vive ai margini di una città che spende per giochi e luci d’artista ma
permette che i bambini crescano senza una casa.
Curti non ha tollerato la contestazione e se n’è andata gridando “E, io,
che c’entro?” Le stesse parole di Chiamparino di fronte ai bambini che lo
inseguivano con lo striscione dove campeggiava la scritta “casa per
tutti”.
Quattro antirazzisti, accusati da Curti di “violenza privata”, “minacce” e
“ingiurie”, sono sotto inchiesta e rischiano sino a quattro anni di
reclusione.
La dignità degli uomini donne bambini di via Pisa è un forte, silente,
atto di accusa contro chi, in questa città, di fronte alla miseria, alle
baracche, ai bimbi morsi dai topi dice “E io che c’entro?”.
Tranne poi sostenere chiese e moschee per farli star buoni.

Prossimi appuntamenti


Primo maggio
Saremo al corteo con uno spezzone rosso e nero.
Appuntamento alle 9 in piazza Vittorio al banchetto della distro.
Seguirà il consueto pranzo del Primo Maggio con canti e festa.
Appuntamento dopo il corteo in corso Palermo 46.
Per prenotarsi per il pranzo al 338 6594361; mail fai_to@inrete.it

Martedì 12 maggio ore 21
in corso Ferrucci 65a
Anarchici contro il Muro.
Incontro con l’anarchico israeliano Ury Gordon
Azioni dirette, manifestazioni, solidarietà attiva ai palestinesi in lotta
contro il muro dell’apartheid.
La resistenza ai bombardamenti e all’occupazione di Gaza.

Federazione Anarchica Torinese – FAI

Corso Palermo 46 Torino – la sede è aperta ogni giovedì dalle 21 in poi
fai_to@inrete.it
338 6594361