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Dibattito NoInceneritore
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23.01.2009

Dibattito NoInceneritore


NO INCENERITORE

 


 

Neanche il Gerbido verrà risparmiato dalla congrega degli speculatori. La logica inesorabile delle costosissime e devastanti Grandi Opere, costruite e mantenute con i soldi pubblici – i cui guadagni però vengono privatizzati – e finiscono nelle tasche dei soliti impresari legali o mafiosi e dei politici di destra e di sinistra che gli aprono la strada; colpisce anche zone periferiche, già depresse ed inquinate come il Gerbido.
E' stata recintata un'ampia superficie dove vogliono iniziare i lavori, che dovrebbero finire nel 2011 per la costruzione di un MEGAINCENERITORE di rifiuti carrozzato Bertone, che la creatività dei burocrati italiani ha chiamato TERMOVALORIZZATORE. Noi lo chiamiamo CANCROVALORIZZATORE.
Infatti negli Stati Uniti, in Giappone e nelle vicina Germania, dopo i disastri prodotti, gli inceneritori vengono smantellati. In Italia, sempre all'avanguardia, si inizia a costruirli fidando nell'ignoranza di chi dovrà pagarli, cioè di tutti noi che volenti o nolenti paghiamo le tasse. Ma li pagheremo anche con la nostra salute.
E' dimostrato l'aumento dell'incidenza di tumori nelle aree investite dalle nano-polveri prodotte dall'inceneritore, nel caso di quello del Gerbido, in un raggio di decine di chilometri, che arriverà ad investire i comuni già martoriati della bassa Val di Susa come la collina torinese.
Ricordiamo che il MEGAINCENERITORE si ergerà a 2km dall'ospedale San Luigi e a 1,2km dalla futura “Città della salute”, a due passi dall'Abit e dal Centro Agro Alimentare e dalle svariate cascine private che allevano animali per la produzione di latte, formaggi e uova, vittime predilette della diossina, prodotta dall'inceneritore.
Questi elementi potrebbero già essere più che sufficienti per non volerlo.
Ma oltre a ciò, l'inceneritore non termovalorizza nulla, per bruciare i rifiuti indifferenziati spreca immense quantità di energia, richiedendo anche l'uso del gas e di 1.800.000m3 di acqua l'anno.
Il 30% dei rifiuti inceneriti si trasforma in ceneri, che dovranno essere smaltite in discariche per i rifiuti speciali, ovvero in rifiuti tossici. Ovunque esista un inceneritore si è incrementata la produzione di rifiuti, il suo nutrimento. Tragica la situazione di Brescia.
Quale alternativa alla marea montante di pattume che invade le nostre città? La più semplice è quella della raccolta differenziata che può arrivare, se ben gestita a riciclare oltre il 60% dei rifiuti, eliminando 2/3 del problema (esistono poi appositi apparati TMB - Trattamento Meccanico Biologico - per il riciclaggio e compostaggio dei rifiuti). Meglio ancora un cambiamento della filosofia dei nostri consumi.
Ma nella Torino del disastro post-olimpionico, la città più indebitata d'Italia, l'amatissimo sindaco Chiamparino ha già annunciato che mancano i fondi per portare avanti la raccolta differenziata così com'è… Sembra che non manchino invece per costruire il MEGAINCENERITORE. Magia delle scelte politiche!
Di fronte a queste scelte devastanti che favoriscono soltanto gli speculatori e i loro tirapiedi politici, è indispensabile opporsi con decisione, prima che avvelenino tutto il territorio in cui viviamo. Sviluppare e diffondere contro-informazione e dibattito (inutile aspettare giornali e tv asserviti). Per affrontare gli inquinatori istituzionali e metterli in condizione di non nuocere.


 


OSSERVATORIO ECOLOGICO VOLANTE


 
   
Venerdì 23 Gennaio 2009

*Ore 21:00*


All’improvviso nel Gerbido sorgerà un nuovo Inceneritore?
Se ne discuterà presso:


*Cascina Roccafranca*
Via Rubino 45 Torino
Mezzi pubblici
40, 44, 55, 58


http://www.sportidea.net/images/stories/Sportidea/Dove-Cascina.jpg