Dibattito NoInceneritore
NO INCENERITORE
Neanche il Gerbido verrà risparmiato dalla
congrega degli speculatori. La logica inesorabile delle costosissime e
devastanti Grandi Opere, costruite e mantenute con i soldi pubblici – i cui
guadagni però vengono privatizzati – e finiscono nelle tasche dei soliti
impresari legali o mafiosi e dei politici di destra e di sinistra che gli
aprono la strada; colpisce anche zone periferiche, già depresse ed inquinate
come il Gerbido.
E' stata recintata un'ampia superficie dove
vogliono iniziare i lavori, che dovrebbero finire nel 2011 per la costruzione
di un MEGAINCENERITORE di rifiuti carrozzato Bertone, che la creatività dei
burocrati italiani ha chiamato TERMOVALORIZZATORE. Noi lo chiamiamo
CANCROVALORIZZATORE.
Infatti negli Stati Uniti, in Giappone e
nelle vicina Germania, dopo i disastri prodotti, gli inceneritori vengono
smantellati. In Italia, sempre all'avanguardia, si inizia a costruirli fidando
nell'ignoranza di chi dovrà pagarli, cioè di tutti noi che volenti o nolenti
paghiamo le tasse. Ma li pagheremo anche con la nostra salute.
E' dimostrato l'aumento dell'incidenza di
tumori nelle aree investite dalle nano-polveri prodotte
dall'inceneritore, nel caso di quello del Gerbido, in un raggio di decine di chilometri,
che arriverà ad investire i comuni già martoriati della bassa Val di Susa come
la collina torinese.
Ricordiamo che il MEGAINCENERITORE si ergerà
a 2km dall'ospedale San Luigi e a 1,2km dalla futura “Città della salute”, a
due passi dall'Abit e dal Centro Agro Alimentare e dalle svariate cascine
private che allevano animali per la produzione di latte, formaggi e uova,
vittime predilette della diossina, prodotta dall'inceneritore.
Questi elementi potrebbero già essere più che
sufficienti per non volerlo.
Ma oltre a ciò, l'inceneritore non
termovalorizza nulla, per bruciare i rifiuti indifferenziati spreca immense
quantità di energia, richiedendo anche l'uso del gas e di 1.800.000m3
di acqua l'anno.
Il 30% dei rifiuti inceneriti si trasforma in
ceneri, che dovranno essere smaltite in discariche per i rifiuti speciali,
ovvero in rifiuti tossici. Ovunque esista un inceneritore si è
incrementata la produzione di rifiuti, il suo nutrimento. Tragica la situazione
di Brescia.
Quale alternativa alla marea montante di
pattume che invade le nostre città? La più semplice è quella della raccolta
differenziata che può arrivare, se ben gestita a riciclare oltre il 60% dei
rifiuti, eliminando 2/3 del problema (esistono poi appositi apparati TMB -
Trattamento Meccanico Biologico - per il riciclaggio e compostaggio dei
rifiuti). Meglio ancora un cambiamento della filosofia dei nostri consumi.
Ma nella Torino del disastro
post-olimpionico, la città più indebitata d'Italia, l'amatissimo sindaco
Chiamparino ha già annunciato che mancano i fondi per portare avanti la
raccolta differenziata così com'è… Sembra che non manchino invece per
costruire il MEGAINCENERITORE. Magia delle scelte politiche!
Di fronte a queste scelte devastanti che
favoriscono soltanto gli speculatori e i loro tirapiedi politici, è
indispensabile opporsi con decisione, prima che avvelenino tutto il territorio
in cui viviamo. Sviluppare e diffondere contro-informazione e dibattito
(inutile aspettare giornali e tv asserviti). Per affrontare gli inquinatori
istituzionali e metterli in condizione di non nuocere.
OSSERVATORIO
ECOLOGICO VOLANTE
Venerdì 23 Gennaio 2009
*Ore 21:00*
All’improvviso nel Gerbido sorgerà un nuovo Inceneritore?
Se ne discuterà presso:
*Cascina Roccafranca*
Via Rubino 45 Torino
Mezzi pubblici
40, 44, 55, 58


