E’ morto Abel Paz
Un Saluto a Diego Camacho Abel Paz
E morto Diego, un amico, un anarchico, uno che ti racconta che le
barricate si fanno per il piacere della rivolta a Barcellona come a
Parigi, le chiese e le carceri si spianano , la dittatura – qualunque
dittatura – si combatte con le armi in pugno, la democrazia non è
libertà, i ristoranti di lusso si occupano convivialmente e si pranza
senza denaro perché i soldi si sono già bruciati in piazza dopo aver
spogliato le banche. La terra la coltiviamo insieme, senza padroni come
le fabbriche, quelle che non abbiamo bruciato. L’esercito si scioglie,
la polizia si disarma, che quando la guerra è persa si ricomincia a
combattere l’amore libero si ama.
Diego parava da dentro all’ultima rivoluzione anarchica del pianeta dove Lui aveva 16 anni.
E la sua voce è vivissima anche ora che è morto da solo, come aveva
vissuto gran parte della sua vita, il giorno di pasquetta , nella sua
casa di Calle Verdi a Gracia. Una cronaca diretta di un critico feroce,
un incontrolado delle barricate del ’37 contro gli stalinisti che da
allora è “sin carnet”, che non smette di trasmettere scintille anche
adesso.
Diego fa miracoli. Parlano i suoi libri che ha imparato a scrivere
nelle galere franchiste guadagnate facendo il maquis. A scriverli che
li capiscano tutti. E a stamparli –correttore di bozze- in esilio, in
Francia. Diego che negli ultimi anni parlava sempre meno. Ma parla
ancora e forse di più la voglia di quello che Lui definiva così “la
vida es una mierda” in cui ha voluto combattere e resistere finchè non
si è sentito “arto de vivir”, Chisciotte dell’idea, cavaliere della
morte.
Così ricordiamo Diego non solo come il biografo di Durruti, della
Colonna di ferro, di se stesso e della Barcellona rivoluzionaria e
anarchica e mancata torcia umana contro gli speculatori e gli avvoltoi
della carta stampata, come compagno di lotta infaticabile, dormiva 5
minuti anche su un tavolo e si riprendeva . Ma mentre baccagliava -a
qualunque età – donne di tutte le età, ruba una bottiglia a San
Salvario, fuma Ducados negli autogrill del formalismo italiano dicendo
“si può, si può” . Diego che perde forte a poker in una notte che non
era per gli storici(perde molto anche Paco Madrid) e si incazza mentre
cucina inventando un motivetto strampalato. Diego che scatta fotografie
proibite alla venere legata di Man Ray e perde quelle preziose dei
compagni che ha raccolto con fatica. Diego che a 85 anni percorre 160
km in treno per presentare il suo libro in Italia.
O diego che sul tetto del “Gaspacho” che brinda con lo champagne
insieme agli squatter migranti da Torino al cielo di Barcellona, al
nuovo anno il 2001.
Diego che non sopporta gli autoritarismi -di tutti i colori- , ma anche
le vaie CNT, odia i professori storici di professione e gli
individualisti che chiamava “aristocrata” gli attentatori gli
espropriatori e naturalmente anche gli “Okupa”.
A Noi suggeriva ridendo, di organizzare processioni e cerimonie nella
cappella sconsacrata del Barocchio, di andare in giro con le ostie ,
così ci avrebbe seguiti…
Diego contro tutti.
Torino Squatters
per non dimenticare Abel Paz
Torino
Cari compagni,
In occasione della morte di Diego Camacho Abel Paz,
il traduttore del libro
“CRONACA APPASSIONATA DELLA COLUMNA DE HIERRO"
(autoproduzione FENIX) Mario Schizzo Frisetti, sta preparando un giro
di presentazioni.
Se siete interessati a presentare il libro nel vostro spazio occupato, libreria ecc…
potrete contattarci scrivendo a fenix-occupato@inventati.org
con oggetto “Presentazione Columna”
Sarete al più presto contattati.
Autoproduzioni Fenix
Notizia da Claudio Venza
alle 16 (del 13 aprile, ndr) è morto all'ospedale di Sant Pau a Barcellona, il compagno Diego Camacho, alias Abel Paz.
Nato nel 1921 a Almeria ha militato fin da ragazzo nella CNT e nell'anarchismo.
Ha partecipato alla rivoluzione del 1936, all'esilio e alla lotta
clandestina decidendo, tra i pochi vecchi compagni, di tornare in
Spagna nel 1977 per aiutare la ricostruzione del movimento.
È autore della più importante biografia di Durruti e di 4 volumi di autobiografia.
Merc 15 Aprile serata per Diego
Salud!
dalla cdc della FAI
Per Diego Camacho Escaméz
La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana
partecipa con profonda commozione la scomparsa del compagno Diego
Camacho Escaméz (alias Abel Paz). Nel piccolo appartamento del
quartiere Gracia di Barcellona si è interrotto il percorso di una vita
interamente dedicata alle lotte che, in nome dei valori e delle
aspirazioni del movimento libertario, hanno caratterizzato il XX
secolo, un secolo che Camacho ha attraversato per intero e che lo ha
visto esposto in prima persona nelle vicende della sua Spagna,
oppressa dal franchismo e dal collaborazionismo pavido delle
democrazie europee, preoccupate di coltivare i propri interessi
piuttosto che di scongiurare le tragedie che dalla Spagna franchista
alla Seconda Guerra Mondiale hanno insanguinato l'intero continente
europeo.
Non è facile sintetizzare l'attività di un rivoluzionario di rango
come Diego Camacho e, del resto, testimonianza diretta della sua vita
di anarchico ribelle, che non rinuncia mai ad esercitare il suo senso
critico anche nei riguardi dei suoi compagni e delle organizzazioni
che li rappresentano, sono quella sorta di autobiografia puntualmente
contestualizzata, raccolta in ben quattro volumi (in italiano è stato
pubblicato solo il secondo: "Spagna 1936. Un anarchico nella
rivoluzione", 1998) e, per il taglio storiografico, i due volumi della
biografia di Durruti del 1999/2000, riproposti in italiano da Zero in
Condotta, da La Fiaccola e da BFS.
Noi e i molti compagni della FAI che lo hanno conosciuto personalmente
ne sottolineiamo l'impegno costante esercitato sino alla soglia della
morte in difesa dei valori di libertà, eguaglianza, giustizia.
Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI
Palermo, 16 aprile 2009
cdc@federazioneanarchica.org
www.federazioneanarchica.org

