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17.12.2005

FUORI I TERRORISTI DI STATO DALLA VALSUSA

FUORI I TERRORISTI DI STATO DALLA VALSUSA

Non avevano mai trattato del TAV, SOLE e BALENO, nella loro casa occupata a Collegno. Nonostante questo furono sacrificati sull’altare dell’alta velocità, perché anarchici. Morti impiccati in stato di detenzione, SUICIDATI DALLO STATO per intimare un avvertimento forte a chi lotta contro l’alta velocità. Era il 1998, da allora gli squatter partecipano al movimento anti-TAV.
Abbiamo cercato di portare le CONOSCENZE ACQUISITE SULLA NOSTRA PELLE al movimento popolare di opposizione all’alta voracità del potere. Abbiamo raccontato in decine di assemblee e di volantini COME FUNZIONANO LE MONTATURE POLIZIESCHE E GIUDIZIARIE fabbricate per criminalizzare i movimenti scomodi, quelli che toccano i grandi interessi del potere. È stato scritto un libro, LE SCARPE DEI SUICIDI.
I tre OSSERVATORI ECOLOGICI occupati in città sono stati sgomberati a tempo di record. Evidentemente ai poteri locali e forse anche più in alto, non andava bene che ci fosse uno spazio di informazione a Torino dedicato a trattare della NOCIVITÀ DELLE GRANDI OPERE, DALLE OLIMPIADI AL TAV.
GLI INTERESSI INCONCILIABILI DEGLI SPECULATORI DEL TAV E DEGLI ABITANTI DELLA VALLE vennero a conflitto il 31 ottobre, quando il movimento bloccò per un’intera giornata nei boschi di castagni di Mompantero le TRUPPE DI OCCUPAZIONE, 1200 uomini dello Stato, al servizio degli speculatori.
Soltanto ingannando gli amministratori e tutta la comunità riuscirono a passare, di nascosto, di notte. L’autore della truffa, uno specialista, è Giuseppe Petronzi, capo della Digos di Torino, già impegnato ad accusare Sole, Silvano e Baleno.
Ma il movimento si mostra troppo forte. TUTTA LA VALLE SI BLOCCA, NON SOLO LA STRADA PER LE TRIVELLE.
Scatta a questo punto un piano predisposto. Un volentino inneggiante alla lotta armata è il pretesto per fare entrare in ballo il pool antiterrorismo diretto dal procuratore MAURIZIO LAUDI - IL BOIA DI SOLE E BALENO - CHE DA TEMPO SCALPITA PER ENTRARE IN GIOCO.
Poi l’immancabile bomba-pacco ed i proiettili imbucati alla Bresso. Poco sforzo per dare l’idea di “terrorismo“.
Un pretesto altrettanto inconsistente, una bomboletta di camping-gaz sotto un auto, fa intervenire NIENTEMENO CHE IL PROCURATORE CAPO DI TORINO, MARCELLO MADDALENA.
Il movimento non si distrae ed organizza la sua più poderosa manifestazione con la marcia Bussoleno-Susa del 16 Novembre: 70.000 persone contro il TAV.
Ma già il giorno seguente Laudi va a Ropma a conferire con i capi dei Servizi Segreti, per elaborare e promuovere nuove forme di terrorismo. Manca quello vero, con grande scorno di Pisanu, bisogna inventarne uno nuovo.
Perchè non ALLARGARE LA SOGLIA E PROMUOVERE A TERRORISMO ANCHE PUBBLICHE MANIFESTAZIONI, SE MOLESTANO LE GRANDI SPECULAZIONI COME TAV E OLIMPIADI?
Intanto con la massima arroganza il potere annuncia l’inizio dei lavori di scavo del tunnel TAV di Venaus per Mercoledì 30 Novembre.
Ma a sorpresa la notte del fra lunedì 28 e martedì 29 Venaus viene occupata militarmente, alla faccia degli amministratori locali che continuano ad essere ingannati o tenuti all’oscuro. Immediata la risposta, già all’alba del 29 Venaus si riempie di gente che inizia a presidiare il cantiere.
La notte di lunedì 5 dicembre alle 3.30 la ritorsione. 1300 uomini fra polizia e carabinieri piombano sul presidio tenuto da 200 persone, sfondano con una ruspa della polizia la barricata verso Susa, contemporaneamente attaccano il presidio della pro-loco di Venaus e picchiano tutti quelli che possono, senza escludere donne e anziani. Tende divelte. Presidio cancellato. Martedì, di nuovo, la valle si blocca per intiero.
Anche Torino è percorsa da 2 cortei spontanei con migliaia di persone, il pomeriggio e la sera.
Per giovedì 8 il movimento fissa la ripresa di Venaus. Un giovedì di festa.
Il corteo di più di 30.000 persone parte da Susa, ma dopo un solo chilometro viene bloccato dai birri al bivio “dei Passeggeri” per Venaus. Qualche scontro, il blocco non cede, il corteo prosegue. E scende dalle strade di montagna sul cantiere, che alle 13 è circondato da migliaia di persone su un perimetro di 2 km. Alle 13.30 la marea montante del popolo anti-TAV sfonda il reticolato su tutto la linea, nonostante il tentativo di alcuni amministratori in fascia tricolore di trattenere i barbari. Il cantiere si rovina invaso dai manifestanti.
Le “Forze dell’Ordine” in pieno marasma sparano in aria e ricevono il PERMESSO DI SPARARE ALLE GAMBE. Lanciano lacrimogeni in mezzo alla folla. OGGI SI CAPISCE BENE CHI SONO I TERRORISTI IN VALLE. I rinforzi che arrivano un’ora dopo sono accolti dalla costruzione immediata di barricate costituite dai reticolati divelti e arrotolati e dai resti del presidio distrutto. Per i picchiatori in uniforme è finita l’epoca del tè e dei biscottini. La propaganda di regime ( TV e giornali) lascia spazio all’esperienza diretta vissuta sulla propria pelle, che ancora brucia.
A fine settimana un gruppo di sindaci No-TAV si reca a Roma con i presidenti delle comunità montane alta e bassa valle (Carena, Lega e Ferrentino, DS) anch’essi No-TAV, insieme al prefetto ed al sindaco di Torino, i presidenti di Provincia e Regione, tutti pro-TAVe tutti di sinistra. Il governo propone loro un impresentabile documento, unilaterale ed immodificabile, di approvazione del TAV, che Chiamparino, Saitta e Bresso si affrettano a firmare. Sindaci e comunità montane non firmano.
Domenica 11 Ferrentino apre l’affollatissima assemblea di Bussoleno rassicurando di non aver firmato l’infausto documento, revocando però la manifestazione di sabato 17. Strano, l’aveva proposta lui mercoledì 7 dicembre!?… Fischi, contestazioni, cori “corteo, corteo”. Non tutti sono smemorati.
L’ASSEMBLEA RIBADISCE PER ORE, NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI INTERVENTI LA NECESSITA’ DI CONTINUARE LA LOTTA CON IL CORTEO PROMOSSO INSIEME, ADESSO CHE IL MOVIMENTO E’ AL MASSIMO DELLA SUA FORZA E CHE HA OTTIME ARMI DA GIOCARE, COME L’EFFETTUAZIONE O MENO DELLE OLIMPIADI INVERNALI IN VALLE. Ma il presidente della comunità montana bassa valle è irremovibile, niente manifestazione. solo spettacolo al parco della Pellerina con attori e comici ambientalisti. Nonostante le dichiarazioni delle componenti più calde, teme scontri, afferma che non c’è tempo per organizzarlo e rifuta proposte alternative. Evidentemente quelcuno l’ha spaventato a morte.
Certo, se il prof. Ferrentino continuerà a frequentare il procuratore Laudi - L’UOMO DEI SERVIZI A TORINO - NON SMETTERA’ DI SPAVENTARSI E DI CAMBIARE IMPROVVISAMENTE IDEA A SCAPITO DEL MOVIMENTO.
QUESTO CORTEO DUNQUE GODE DELA BUONA VENTURA DI ESSERE VOLUTO E AUTOGESTITO DAI COMITATI ANTI-TAV CHE PER PRIMI HANNO INIZIATO QUESTA LOTTA, DA UN CENTRO SOCIALE COME L’ASKATASUNA, CHE DA ANNI VI PARTECIPA, DAGLI SQUATTER DI TORINO DAL CUORE NERO PER SOLE SILVANO E BALENO, DAGLI ANARCHICI, DAI SINDACATI DI BASE: COBAS -CHE HA INDETTO LO SCIOPERO GENERALE PER OGGI - E CUB CHE VI HA ADERITO, CONTRO IL BOICOTTAGGIO DI CGIL CISL E UIL.

LA LOTTA NON DEVE ASSOLUTAMENTE ARRESTARSI, SAREBBE LA SCONFITTA.

osservatorio ecologico volante + fenix per TORINO SQUATTER

15 dicembre 2005