02.10.2006
LA BANDA DEGLI STRANGOLATORI TORNA ALL’ATTACCO!
La Banda degli Strangolatori
torna all’attacco!
Pietiva i biglietti gratis per la partita il giudice sportivo Maurizio Laudi,*l’uomo immagine della procura torinese imposto dai poteri forti dello Stato. Dal momento in cui si è saputo è costretto a tenere un profilo assai più basso. La sua simpatica faccia non compare più tutte le settimane su La Stampa e Repubblica.
Ma questo non gli impedisce di continuare nell’ombra la sua attività forcaiola. E’ di questi giorni l’arrivo di una raffica di denunce contro alcuni manifestanti che avevano contestato durante il consiglio comunale l’infamia dei lager-CPT, sei anni fa!…
Relegato momentaneamente Laudi alle corvée da caporale, il lavoro sporchissimo di repressione ad alto livello tocca al suo complice e protettore abituale, Marcello Maddalena, Procuratore Capo del Palazzo di Ingiustizia di Torino, suo complice dal tempo degli anni di piombo ed incaricato dai servizi di proteggere e garantire i suoi intrighi omicidi.
Ufficialmente Maddalena era entrato un po’ in ritardo nella gestione della repressione giudiziaria del movimento No-TAV, un annetto fà, sulla scia e a rinforzo di Laudi che già gestiva questo settore. Quando l’uomo dei servizi non basta per una rapida ed efficace repressione di ogni intralcio alle poderose speculazioni di Stato, gli si affianca il Procuratore Capo di Torino.
Ora che per un po’ Laudi deve farsi dimenticare come personaggio pubblico, Maddalena esce allo scoperto ed assesta un colpaccio ad un suo collega, tale Ermete Bogetti, Procuratore Contabile, che si era permesso di procedere a riguardo dei maneggi e delle carte spudoratamente false dei tecnici di LTF (Lyon Turin Ferroviaire) che, la notte in cui polizia e CC spazzavano con le ruspe e manganellavano il presidio No-TAV di Venaus (6-12-2005), prendevano possesso dei terreni utili al futuro cantiere TAV impedendo la presenza ai proprietari espropriati e allo stesso sindaco di Venaus, compilando atti grossolanamente falsificati.
Dall’alto del suo grado, il Procuratore della Repubblica Marcello Maddalena ha deferito per incompetenza il collega di fronte al Procuratore Generale della Corte dei Conti, col chiaro intento di stoppare l’azione giudiziaria contro gli speculatori di LTF.
Vediamo ancora una volta la “giustizia” di Stato utilizzata come un randello contro chi si oppone agli interessi supremi dei devastatori ambientali al servizio dello Stato e non dubitiamo dell’efficacia dell’operato del Procuratore Capo Maddalena. Siamo certi infatti che la denuncia contro LTF sarà vanificata.
E che la grande associazione a delinquere di stampo mafioso e terroristico chiamata Stato segnerà un altro importante punto a suo favore contro la debolissima e sparuta dissidenza interna e contro i movimenti popolari come quello No-TAV che si oppongono alle sue trame.
Non contiamo su di loro - contiamo su di noi!
*Ricordiamo a chi non lo sapesse ancora, o a chi ha la memoria corta che fu il procuratore Maurizio Laudi a seppellire sotto una montagna di imputazioni da ergastolo (associazione sovversiva, banda armata finalizzata all’eversione dello Stato, attentati vari…) Sole Silvano e Baleno. Imputazioni, poi rivelatesi tutt’altro che “granitiche”, utilizzate proprio per impartire un segnale forte e preventivo a chiunque nella Valsusa o altrove avesse voluto opporsi fattivamente al passaggio del TAV, oltre ad infliggere un duro colpo alle case occupate e al movimento anarchico in generale.
Già alla fine degli anni ‘90 Maddalena era intervenuto per proteggere Laudi, smascherato dalla campagna di controinformazione degli squatter. Chi veniva sorpreso ad attaccare manifesti contro Laudi veniva fermato, schedato, interrogato e denunciato. Fu il caso del manifesto con “il piede di Laudi”.
Ricordiamo ancora che Laudi intratteneva rapporti privilegiati con “Tex”, il maresciallo dei CC di Susa reclutatore dell’informatore-serial killer di Stato Fuschi ed emissario del Sisde in valle.
Quando Germano Tessari (Tex) vorrà liquidare -anonimamente - Fuschi (dopo 14 omicidi poi confessati), lo denuncerà al compare Laudi e non ai magistrati che già stavano indagando. Laudi e Tessari erano spesso in tour insieme per le scuole della valle a spiegare cos’è il terrorismo… certamente la sapevano lunga.
Torino squatters
torna all’attacco!
Pietiva i biglietti gratis per la partita il giudice sportivo Maurizio Laudi,*l’uomo immagine della procura torinese imposto dai poteri forti dello Stato. Dal momento in cui si è saputo è costretto a tenere un profilo assai più basso. La sua simpatica faccia non compare più tutte le settimane su La Stampa e Repubblica.
Ma questo non gli impedisce di continuare nell’ombra la sua attività forcaiola. E’ di questi giorni l’arrivo di una raffica di denunce contro alcuni manifestanti che avevano contestato durante il consiglio comunale l’infamia dei lager-CPT, sei anni fa!…
Relegato momentaneamente Laudi alle corvée da caporale, il lavoro sporchissimo di repressione ad alto livello tocca al suo complice e protettore abituale, Marcello Maddalena, Procuratore Capo del Palazzo di Ingiustizia di Torino, suo complice dal tempo degli anni di piombo ed incaricato dai servizi di proteggere e garantire i suoi intrighi omicidi.
Ufficialmente Maddalena era entrato un po’ in ritardo nella gestione della repressione giudiziaria del movimento No-TAV, un annetto fà, sulla scia e a rinforzo di Laudi che già gestiva questo settore. Quando l’uomo dei servizi non basta per una rapida ed efficace repressione di ogni intralcio alle poderose speculazioni di Stato, gli si affianca il Procuratore Capo di Torino.
Ora che per un po’ Laudi deve farsi dimenticare come personaggio pubblico, Maddalena esce allo scoperto ed assesta un colpaccio ad un suo collega, tale Ermete Bogetti, Procuratore Contabile, che si era permesso di procedere a riguardo dei maneggi e delle carte spudoratamente false dei tecnici di LTF (Lyon Turin Ferroviaire) che, la notte in cui polizia e CC spazzavano con le ruspe e manganellavano il presidio No-TAV di Venaus (6-12-2005), prendevano possesso dei terreni utili al futuro cantiere TAV impedendo la presenza ai proprietari espropriati e allo stesso sindaco di Venaus, compilando atti grossolanamente falsificati.
Dall’alto del suo grado, il Procuratore della Repubblica Marcello Maddalena ha deferito per incompetenza il collega di fronte al Procuratore Generale della Corte dei Conti, col chiaro intento di stoppare l’azione giudiziaria contro gli speculatori di LTF.
Vediamo ancora una volta la “giustizia” di Stato utilizzata come un randello contro chi si oppone agli interessi supremi dei devastatori ambientali al servizio dello Stato e non dubitiamo dell’efficacia dell’operato del Procuratore Capo Maddalena. Siamo certi infatti che la denuncia contro LTF sarà vanificata.
E che la grande associazione a delinquere di stampo mafioso e terroristico chiamata Stato segnerà un altro importante punto a suo favore contro la debolissima e sparuta dissidenza interna e contro i movimenti popolari come quello No-TAV che si oppongono alle sue trame.
Non contiamo su di loro - contiamo su di noi!
*Ricordiamo a chi non lo sapesse ancora, o a chi ha la memoria corta che fu il procuratore Maurizio Laudi a seppellire sotto una montagna di imputazioni da ergastolo (associazione sovversiva, banda armata finalizzata all’eversione dello Stato, attentati vari…) Sole Silvano e Baleno. Imputazioni, poi rivelatesi tutt’altro che “granitiche”, utilizzate proprio per impartire un segnale forte e preventivo a chiunque nella Valsusa o altrove avesse voluto opporsi fattivamente al passaggio del TAV, oltre ad infliggere un duro colpo alle case occupate e al movimento anarchico in generale.
Già alla fine degli anni ‘90 Maddalena era intervenuto per proteggere Laudi, smascherato dalla campagna di controinformazione degli squatter. Chi veniva sorpreso ad attaccare manifesti contro Laudi veniva fermato, schedato, interrogato e denunciato. Fu il caso del manifesto con “il piede di Laudi”.
Ricordiamo ancora che Laudi intratteneva rapporti privilegiati con “Tex”, il maresciallo dei CC di Susa reclutatore dell’informatore-serial killer di Stato Fuschi ed emissario del Sisde in valle.
Quando Germano Tessari (Tex) vorrà liquidare -anonimamente - Fuschi (dopo 14 omicidi poi confessati), lo denuncerà al compare Laudi e non ai magistrati che già stavano indagando. Laudi e Tessari erano spesso in tour insieme per le scuole della valle a spiegare cos’è il terrorismo… certamente la sapevano lunga.
Torino squatters

