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22.06.2005

LA STAMPA SULLA MANIFESTAZIONE DI TORINO

LA STAMPA SULLA MANIFESTAZIONE DI TORINO
by barocchio squat Tuesday, Jun. 21, 2005 at 12:11 AM mail:

manifestazione antifascista caricata dalla polizia a Torino SULL’APPARATO DI STAMPA E PROPAGANDA DI REGIME

Una nota specifica merita la prestazione eccezionalmente disgustosa dei media. Sempre peggio. Peggio persino del ’98.
Una valanga di menzogne vomitate dagli apparati propagandistici del regime. Un coro unanime di livide falsità. Un’unica velina per tutti i suoi servi: Stampa, Repubblica ed i TG 1,2,3. Unico l’intento di criminalizzare tutto il movimento antagonista con particolare attenzione alle case occupate e agli anarchici.
Mano libera ad ogni bassezza nell’interpretazione dei pennivendoli che devono rendere vivide e suggestive le menzogne sulla pagina e nel riquadro dei mezzi busti televisivi.
Pietosa la sfacciataggine delle balle, intrise di banalità e conformismo provinciale, dei servizi di Gianfranco Bianco del TG 3 e TG 2, che non esita a mentire su tutto e ad insultare apertamente.
Commovente il tentativo di Niccolò Zancan di leggere nel pensiero dei manifestanti e delle signore sulla porta dei bar. Bellissima e significativa la frase “tre anarchici e una ragazza sono stati fermati subito”, ci dà conto della sua apertura mentale.
Spicca nel coro belante dei velinari la performance del -collaboratore di polizia- Massimo Numa, a tempo perso “giornalista” della Stampa. Un vero articolo militante di estrema destra. Grondante odio per ogni forma di diversità.
Visto che i fascisti accoltellano a morte la gente a Torino, lui sulla Stampa fornisce nome e cognome, soprannome e professione di uno dei partecipanti alla manifestazione antifascista, colpevole di aver parlato al megafono per spiegare le ragioni del corteo, mostrando così tutto il suo zelo e la sua organicità agli squadristi oltre che al potere che promuove i pestaggi dei cortei contro la rinascita del fascismo.
Una scelta politica molto grave e rivelatrice da parte della direzione del giornale, lasciare briglia sciolta ad un simile figuro noto per la sua faziosità e le sue collusioni nazifasciste.
Ma le responsabilità di questo clima di linciaggio giungono da molto più in alto. Gravissima l’attitudine egocentrica del ministro al terrorismo Pisanu, che cerca infaticabilmente di scovare trame terroristiche ovunque. A lui si rivolge fiducioso, implorando repressione dura, l’impresentabile on. Agostino Ghiglia, organizzatore di raduni naziskin in Torino.
Gravissima la deriva generalizzata dove anche la sinistra diventa destra gareggiando a chi è più forcaiolo.
Gravi e irresponsabili le dichiarazioni dei politicanti di sinistra. Come l’assessore Elda Tessore, preoccupata per l’immagine della Torino olimpionica e non per i torinesi accoltellati dai fascisti, che invoca la repressione per chi disturba questa immagine, sfoderando tutta la sua profonda sensibilità sociale.
E particolarmente gravi le dichiarazioni del sindaco, che, in vacanza a Taormina, si premura di solidarizzare con i picchiatori in divisa. Nessuna solidarietà, invece, per gli accoltellati o per un corteo antifascista, scaturito naturalmente da una situazione così allarmante.
Anche il vicesindaco non vuole essere da meno e spiega ai giornalisti che il corteo antifascista aggredito dalla polizia è soltanto “problema di ordine pubblico”.
Sullo sfondo l’Unità che vaticina che gli squatter (dopo via Po) metteranno a ferro e fuoco la Valle di Susa, con la scusa del TAV!
Come al solito, peggio del solito. Grazie compagni!
Straordinaria nel rivelare il clima di reazione generalizzata è l’ultima foto offerta da Repubblica di lunedì 20.
Mezzo striscione strappato “CONTRO IL FASCISMO ASSASSINO” mostrato in questura fra i trofei degli sbirri. Antifascismo, sicuramente un corpo di reato.
Ma ci è rimasto l’altro mezzo.
Ci basta per ripartire nella lotta contro il fascismo che evidentemente, in una Torino ormai troppo lontana dalla Resistenza, viene preferito e protetto dalle istituzioni e dai media.

Torino 20 giugno 2005 barocchio squat