Deprecated: Function set_magic_quotes_runtime() is deprecated in /investici.org/asilosquat/html-tuttosquat.net/_header.inc.php on line 36
Lettera aperta al movimento No Ponte per la ripresa delle mobilitazioni
feeds rss   a -  A +

02.02.2009

Lettera aperta al movimento No Ponte per la ripresa delle mobilitazioni

Da troppo tempo il movimento di opposizione al Ponte sullo
Stretto sta affacciato alla finestra ad aspettare che siano
gli eventi a dirgli se è necessario o no tornare in
piazza. Questo atteggiamento attendista sta lentamente
disarmando l’opposizione al Mostro, che rischia, nelle sue
frange meno militanti e politicizzate, di cadere in preda
alla rassegnazione. Il raffreddamento della lotta, provocato
dall’atteggiamento ambiguo del governo Prodi, che non ha
cancellanto il progetto né ha chiuso la società Stretto
di Messina, autentica macchina mangia soldi, ha finito per
ridimensionare quel tanto che era stato faticosamente
costruito.
Se è vero che alcune dichiarazioni dei sostenitori del
Ponte hanno il sapore degli annunci propagandistici, è
anche vero che in questa fase storica la lobby dei pontisti
non ha molti ostacoli sul suo cammino, essa è fortemente
rappresentata dai governi Berlusconi e Lombardo ed ha
sostenitori anche nella cosiddetta opposizione politica e
sindacale. La recente interrogazione parlamentare di un
gruppo di deputati siciliani del PD va in questo senso: essi
infatti, si limitano a chiedere la “modifica”
dell’opera nel senso di scelte “maggiormente
affidabili” e “meno costose”.
Il rifinanziamento da parte del Cipe della Società Stretto
di Messina, rilancia l’intera questione. Andare a
disquisire se l’opera sarà conclusa o rimarrà a
metà, se sarà fattibile oppure incontrerà ostacoli
tecnici insormontabili, in questa fase è deleterio. Una
cosa è certa: la lobby del Ponte e delle grandi opere è
pronta a partire e partirà; più ostacoli incontrerà
sul suo cammino, più i tempi si dilateranno, più i
cantieri dureranno e le spese lieviteranno. L’obiettivo
primario di fare aprire la borsa dei conti pubblici sarà
raggiunto, a prescindere dalla conclusione dell’avventura.
Ma con conseguenze certe: il disastro ambientale nell’area
dello Stretto; lo scempio urbanistico; il foraggiamento
finanziario delle cosche delle due sponde; la
militarizzazione dell’area; l’inquinamento di ogni
ambito sociale, politico e culturale, attraverso pressioni,
infiltrazioni, compravendite, per saldare un consenso che
fino ad oggi non appare scontato.
Tutto questo impone la ripresa di un dibattito nel movimento
e fra tutti i settori che hanno lottato contro il Ponte, e
l’indizione di forti mobilitazioni, caratterizzate dallo
sforzo di esportare i motivi dell’opposizione al Mostro
anche oltre l’area dello Stretto, più di quanto non lo
si sia fatto fino ad ora, ed in maniera più determinata.
La costruzione, o comunque l’inizio dei lavori del Ponte,
saranno (sono già) sfruttati e venduti come occasione per
rilanciare l’economia, rimettere in circolo denaro
pubblico, creare posti di lavoro. Se non si è in grado di
rispondere a queste argomentazioni false e strumentali; se
non si è tra la gente a confutare la propaganda pontista,
fortissima e attrezzatissima, noi perderemo ancora prima di
avere combattuto.
Questa battaglia è oggi più urgente che mai; essa può
rappresentare la base di una vertenzialità meridionalista
contro il potere centrale e contro il capitale, nelle sue
varie sfaccettature (politico, economico, mafioso,
religioso), per l’affermazione di idee, proposte,
obiettivi basati sull’autodeterminazione e su un ritrovato
protagonismo sociale e popolare incamminato sulla via
dell’autogoverno.

La FAS propone l’apertura di un dibattito che confluisca
in una prima assemblea regionale di confronto e di azione,
da tenere a Messina (o in altra località si decidesse),
entro e non oltre il mese di marzo

Federazione Anarchica Siciliana


Enna, 1-2-2009