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06.12.2009

Lettera della Cą Neira @ Vicini di casa

  Lettera ai vicini
Salve,
siamo i vostri nuovi vicini di casa.

Da molti anni lo spazio che ospitava le vecchie aule di via Zandonai era vuoto, abbandonato. Da oggi è tornato a vivere. Non l’abbiamo comprato e non l’abbiamo affittato, l’abbiamo semplicemente occupato. Già occupato. E sin dalle prime ore del mattino abbiamo cominciato a pulirlo e metterlo in ordine perché diventi un posto aperto e vivo.
A Torino da ormai molte settimane il sindaco e la sua giunta assieme a Lega e fascisti chiedono a gran voce che la polizia sgomberi tutti i posti occupati, cancellando esperienze di autogestione che hanno segnato la nostra città per decenni.
Dicono che le case e i posti occupati siano focolaio di violenza, sovversione, disprezzo per le istituzioni, disobbedienza alle leggi.
Noi pensiamo che in un paese dove ci sono leggi che permettono che i bambini muoiano annegati nel Mediterraneo, l’amore per le leggi sia una questione di parte. E noi stiamo dalla parte dei bambini. Anche se sono nati in Africa e non parlano una parola d’italiano.
L’Italia è in guerra: il parlamento mette i militari nelle nostre strade e manda truppe ad ammazzare in Afganistan – solo ieri altri mille. Per noi la violenza è quella di chi bombarda, tortura, stupra. Noi pensiamo che il rispetto per le istituzioni sia una questione di parte. E noi stiamo dalla parte delle popolazioni vittime di guerre. Perché siamo senzapatria e disertori. Da sempre.
Viviamo in una città dove tanti, troppi, fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, perché il lavoro non c’è e quello che c’è è pericoloso, malpagato, precario. Le leggi sul lavoro ci hanno resi schiavi e ricattabili, alla mercè di padroni che ogni giorno lucrano sulla nostra vita. Noi pensiamo che il rispetto per un ordine fatto di fatica, morte e sfruttamento sia una questione di parte. E noi stiamo dalla parte di chi lotta per un mondo senza servi né padroni.
In questa città e ogni dove nel nostro paese molti non possono permettersi una casa decente, un luogo dove vivere con decoro mentre i soliti ricchi&potenti vivono nel lusso di ville e palazzi. Tanti preferiscono far marcire le case, lasciandole vuote. La legge stabilisce che la proprietà è sacra. Noi pensiamo che – di fronte al lusso e alle case abbandonate - il rispetto della proprietà sia una questione di parte. E noi stiamo dalla parte di chi vuole un mondo dove tutti abbiano una casa.
Siamo i vostri nuovi vicini. Quelli di Cà Neira. Non abbiate timore. Non siamo qui per turbare i vostri sonni, ma solo quelli di una giunta che si è schierata dalla parte dei potenti contro la povera gente.
Alcuni di noi abitano da anni in questo quartiere e vogliamo che Cà Neira ne diventi parte, un posto che tutti possano frequentare volentieri.
Veniteci a trovare. La porta è aperta. Saremo felici di conoscervi e di scambiare due chiacchiere. Non vogliamo arrecarvi disturbo: se per caso succedesse non fatevi problemi a bussare alla porta.
Sui giornali avrete letto che siamo gente strana, con strane abitudini.
Scoprirete che siamo gente che lavora e studia. Alcuni sono pensionati, altri hanno figli che vanno a scuola, altri sono ragazzi appena affacciati alla vita.
Certo qualcosa di strano, almeno di questi tempi, l’abbiamo. Un insopprimibile amore per la libertà, l’uguaglianza, le relazioni solidali.

Benvenuti a  Cà Neira !
 

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