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Lettera di Tobia dal carcere
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28.07.2005

Lettera di Tobia dal carcere



Cari compagni (maschi e femmine)
Non vi ho scritto prima perche’ solo ora sono riuscito a procurarmi carta penna e francobollo.
Innanzitutto desidero ringraziare tutti coloro che ci hanno espresso la propria solidarieta’, e sono tanti (oltre a voi dell’Asilo, il Barocchio, Radio Blackout, il Gabrio, l’LSO, il Laboratorio Zeta di Pianezza, il Perlanera l’USI e la FAI di Alessandria, la Federazione Anarchica Torinese, il Fenix, l’Askatasuna, i Murazzi insieme ad altre realta’ extra-Piemonte e a numerose individualita’).
Io sto bene e le persecuzioni non otterranno altro scopo che quello di ritemprarmi per continuare a lottare.
Non spreco parole per parlare del carcere, tutti noi sappiamo com’e’.
Confermo, e’ peggio.
Non ho intenzione di piangermi addosso. Quello che ci e’ capitato e’ cosa di ordinaria amministrazione per quelli come noi che inseguono il sogno di un mondo nuovo e praticano costantemente la rivolta contro quello vecchio.
Quello che fa rabbia e’ che i responsabili dei nostri guai sono sempre gli stessi, gli assassini di Sole e Baleno, promossi e ringalluzziti.
Giuseppe Petronzi che ha coordinato le indagini e le operazioni relative al nostro arresto (sai che lavoro, un vero Sherlock Holmes, ha messo insieme un po’ di riprese e le false testimonianze dei suoi mastini).
Ricordo che quando ero in questura c’era aria di festa. I Digos, di
ritorno dal Fenix, col carrello della spesa contenente quattro bastoni, sembravano un’orda di mercenari a cui il capitano avesse finalmente dato il permesso di stupro.
Il PM Marcello Tatangelo, uno dei maggiori responsabili della morte di Sole e Baleno (insieme al suo compare Maurizio Laudi) e’ colui che ha condotto l’inchiesta contro di noi.
Come sapete, nel mio libro, “Le scarpe dei suicidi”, non ho pesato le
parole, ma ho svelato senza mezzi termini tutte le loro montature, e da ogni pagina veniva fuori a chiare lettere la loro qualifica di BOIA ASSASSINI.
Evidentemente Tatangelo non vedeva l’ora di poter regolare i suoi conti personali con me. Non mi fa paura. Mi dispiace solo che ci sono andati di mezzo gli altri ragazzi miei coimputati.
Un barlume di coscienza e un minimo di dignita’ avrebbero preteso che lui si astenesse dal portare avanti azioni nei miei confronti e passasse la palla ad un altro magistrato, ma dignita’ e coscienza sono cose da uomini.
L’ho incontrato dal GIP, livido, tetro, bilioso, meschino, pronto a
ricorrere ad ogni piccolo cavillo pur di danneggiarci, anche se con
risultato minimo.
L’ho guardato negli occhi e mi ha fatto una profonda pena. In fondo sono piu’ felice io, rinchiuso in una fetida galera, forte del vostro amore e della vostra solidarieta’, con la coscienza di essere coerente con i miei ideali e di non aver mai fatto del male a nessuno. Io posso guardarmi allo specchio senza sputarmi in faccia, non ho mai fatto morire nessuno, io.
Tatangelo non mi spaventa minimamente. Lui, forte dei birri e del potere che lo Stato gli da, non puo’ fare altro (se trova dei complici che lo sostengono) che lasciarmi a marcire in galera. Io sono piu’ forte. Posso smontare pezzo per pezzo le sue manovre e ricordargli pubblicamente le sue colpe, senza nemmeno parlare, senza insultarlo, solamente ridendogli in faccia. E il ridicolo lo seppellira’.
Ha avuto persino la faccia tosta di scegliere come data del nostro arresto un anniversario doloroso per tutti noi, quello della morte di Carlo Giuliani. LO STATO UCCIDE, e noi continueremo a gridarlo, forte e sempre.
Spero abbiate ricevuto l’atto di accusa che vi ho fatto pervenire dove si puo’ vedere a quali livelli di schizofrenia Tatangelo ricorre per suffragare le sue tesi.
Il corteo era stato indetto solo “formalmente” per protestare contro
l’aggressione al Barocchio, i manifestanti erano armati con “picconi e spranghe di ferro”, le fiamme della barricata erano alte “alcuni metri”.
Noi siamo tutti responsabili di cio’ che e’ successo dopo la carica
perche’, quand’anche non ci fossimo messi daccordo prima, avremmo dovuto prevedere che se uno di noi spingeva uno sbirro qualcun altro avrebbe potuto rubare il gelato.
Nel suo insano livore chiede persino che, in caso di condanna, non ci
venga concessa la condizionale.
E’ chiaro come il sole che sta approfittando del suo ruolo di
magistrato per risolvere le sue vendette personali nei miei confronti.
Tempo e fatica sprecati. Quelli come lui possono rinchiuderci ma non
riusciranno a fermarci.
SOLE BALENO CARLO vivono nei nostri cuori.
Ho saputo delle iniziative che state portando avanti, sono contento, non date alcuna tregua. Svelate le montature e ridicolizzate i montatori.
Altro non ho da dirvi.
Il Fenix risorgera’ dalle sue ceneri!
Un forte abbraccio a tutti. Sempre vostro per la lotta.
Saluti Ribelli.
NO PASARAN!
Tobia