22.12.2005
LETTERE DI ALCUNI NOSTRI AMICI DAI DOMICILIARI
Dai domiciliari…
Siamo più forti di loro
Da 5 mesi siamo privati della libertà, in quella condizione di limbo catatonico che sono gli arresti domiciliari, in cui assapori la libertà nella mezz’ora di tram che ti porta al lavoro,in cui non hai sbarre nè sbirri che ti sorvegliano ma sei tu stesso ad autodeterminare la tua inazione sottostando all’infame ricatto di tornare in galera, ma andiamo avanti con un’unica certezza: non ci piegheranno mai. Da quella notte in cui i barbari ci penetrarono in casa, trascinandoci con loro su ordine firmato dal boia assassino, non sappiamo ancora qual è il nostro destino, qiuando potremo liberamente uscire a comprare le sigarette, un giornale, fare festa con gli amici, partecipare ad un’assemblea, riprendere il nostro posto nella lotta… vivere. Il nostro quotidiano dipende da un giudice che é pagato per decidere se possiamo andare dal dentista o a pagare una bolletta, i caramba ormai sono di casa, un giorno si e uno no l’odiata divisa bussa alla porta e violenta il nostro spazio che ormai é diventato prigione. E così, tra un telegiornale e un abbraccio a chi parte per andare in Val Susa, la vita ci scorre intorno. Non ci resta altra consolazione che sapere che in prigione stanno peggio di noi. “NOI SAPPIAMO CHE LA NOSTRA VITA é SEMINATA DI TRIBOLI - scriveva Malatesta - MA LA SCEGLIEMMO COSCIENTEMENTE E VOLONTARIAMENTE, E NON ABBIAMO RAGIONE DI ABBANDONARLA”. Possono continuare a tenerci in galera, lasciarci ai domiciliari senza motivo plausibile solo per sfogare le loro vendette, ma nel silenzio delle aule dei tribunali i nostri occhi continueranno a gridar loro in faccia: Boia assassini! Sole e Baleno vivono! “MA UN Dì RITORNAREMO PIù FIERI ED IMPLACATI”. siamo più forti di loro.
Tobia
La mattina del 20 luglio la digos e la polizia perquisivano e mettevano sotto sequestro il Fenix di corso S. Maurizio in Torino, congiuntamente venivano eseguiti 10 arresti con imputazioni di: devastazione, saccheggio, resistenza e lesioni. Gli arrestati sono rimasti per circa tre settimane nel carcere delle Vallette. In seguito il tribunale del riesame nonostante le prove inesistenti hanno assegnato a tutti gli arresti domiciliari, rifiutando l’immediata
scarcerazione o l’obbligo di firma. Sono state rifiutate in questi mesi due istanze che chiedevano l’obbligo di firma sostenendo la pericolosità sociale dei soggetti e il pericolo di reiterazione. Non trovo giusto essere giudicato da un sistema in cui non credo e da una giustizia che non mi rappresenta. Per quanto riguarda la stampa ….. se si può dire sono delle merde.
Manu
Scrivere le proprie sensazioni in questo momento, non é facile, dovrei avere un registratore di pensiero per poter registrare ogni istante, ogni mio singolo pensiero in questi lunghi 5 mesi di domiciliari. C’é molta rabbia per l’ingiustizia che stiamo subendo, perché siamo dentro un meccanismo repressivo olimpico enorme, dove ci sono pressioni forti in vista dei giochi invernali. Un governo di destra con un ministro degli interni ossessionato da eversivi, sovversivi, fili rossi, anarchici ovunque, succube delle veline dei servizi, succube anche di se stesso!, e una situazione internazionale non delle più stabili. Il
nostro arresto ( 20 luglio ‘05 ) ha portato in sequenza una serie di sgomberi molto pesanti a Torino, ( un rammarico ce l’ho con tutti quelli che “scoprono la repressione degli sgomberi, a partire da settembre in poi, tralasciando nell’oblio della propria cronologia politica proprio i fatti di luglio). L’ennessimo rifiuto dell’obbligo di firma del 6/12/’05 mostra ancora di più l’intento di tenerci il più lontano possibile da ogni situazione e la commutazione dei domiciliari all’obbligo di firma a uno dei 10 arrestati non é da pensare ad un gesto distensivo o ad un gesto ben augurante per il 22, anzi a parer mio c’é da pensare che l’accusa voglia chiudere tutto entro il 19 gennaio 2006 quando scadranno i termini degli arresti caiutelari. L’esperienza che sto vivendo quanto assurda e negativa sia, é sicuramente arrivata nel momento più felice della mia vita e purtroppo, il destino per ora ha voluto che i tempi non sono scanditi solo da noi, ma anche da persone assetate di carriera e protagonismo sbirresco. Dal 20 luglio la mia libertà è legata a uomini che non
hanno nessun interesse se non quello di rovinarti. Vorrei far capire come difficile é per noi, ma anche per chi vive insieme a noi, questa situazione. Condividere gli scleri, le visite anche notturne dei carabinieri l’umiliante attesa per un permesso d’uscita.Persone care vicine a noi, che tra lacrime e sorrisi condividono LA RABBIA E L’AMORE. A loro ed a tutte le famiglie coinvolte va il mio pensiero. Un pensiero di libertà. Penso come sempre a tutta la solidarietà ricevuta fino ad ora alle iniziative fatte ed a quei momenti belli ed intensi di questi ultimi tempi ( SARA DUra!! ) passati attaccato alla
radio, e che non abbiamo potuto condividere. Alla radio, ai dj, all’informazione, vorrei fare i complimenti perché la radio negli ultimi tempi ha dimostato il proprio valore, la propria forza comunicativa ed espressiva. LA RADIO C’é!. Penso come non mai, come dj della radio, che bisogna continuare così, migliorare per far conoscere sempre di più in ogni situazione le magiche frequenze anche dove le onde libere non arrivino. Non ho voluto scrivere una lettera troppo lunga che farebbe venir noia a chi legge, o scrivere un vero e proprio comunicato, tanto la mia appartenenza é ben chiara. Ho cercato di semplificare e di riuscire a far capire le mie impressioni, il mio modo di vivere, le cose che sto vivendo. Spero a breve di nuovo il momento di riabbracciarvi e condividere di nuovo le cose con voi tutti. Il lavoro rende liberi.
Andrea
Qual è il prezzo della libertà?
Oggi dove tutta ha un prezzo anzi, oggi dove tutto ha un prezzo così basso non c’é valore per la vita umana. Ci sono persone che possono decidere della tua testa senza che tu metta bocca e se ti passasse per la testa di dire la tua beh! un invito a nozze per aggravare la tua situazione. Quindi devi stare zitto e far decidere di te e subirne le conseguenze. Non importa se sei vivo o se non vivi tanto come te ce ne sono a milioni. Io voglio urlare che siamo tutti liberi, tutti uguali e nessuno si può arrogare il diritto di decidere per e su gli altri. Siamo i soli responsabili di noi stessi e avremmo la necessità di
spazzare via chi crede nella superiorità dell’uomo sul mondo. NO TAV e NO OLIMPIADI. Non facciamo che tutto questo passi inosservato ai riflettori che ci stanno puntando addosso. O il TAV si ferma subito o niente olimpiadi. Modestissimo parere di un antifascista che paga preventivamente di esserlo.
Darco
Continua…
Siamo più forti di loro
Da 5 mesi siamo privati della libertà, in quella condizione di limbo catatonico che sono gli arresti domiciliari, in cui assapori la libertà nella mezz’ora di tram che ti porta al lavoro,in cui non hai sbarre nè sbirri che ti sorvegliano ma sei tu stesso ad autodeterminare la tua inazione sottostando all’infame ricatto di tornare in galera, ma andiamo avanti con un’unica certezza: non ci piegheranno mai. Da quella notte in cui i barbari ci penetrarono in casa, trascinandoci con loro su ordine firmato dal boia assassino, non sappiamo ancora qual è il nostro destino, qiuando potremo liberamente uscire a comprare le sigarette, un giornale, fare festa con gli amici, partecipare ad un’assemblea, riprendere il nostro posto nella lotta… vivere. Il nostro quotidiano dipende da un giudice che é pagato per decidere se possiamo andare dal dentista o a pagare una bolletta, i caramba ormai sono di casa, un giorno si e uno no l’odiata divisa bussa alla porta e violenta il nostro spazio che ormai é diventato prigione. E così, tra un telegiornale e un abbraccio a chi parte per andare in Val Susa, la vita ci scorre intorno. Non ci resta altra consolazione che sapere che in prigione stanno peggio di noi. “NOI SAPPIAMO CHE LA NOSTRA VITA é SEMINATA DI TRIBOLI - scriveva Malatesta - MA LA SCEGLIEMMO COSCIENTEMENTE E VOLONTARIAMENTE, E NON ABBIAMO RAGIONE DI ABBANDONARLA”. Possono continuare a tenerci in galera, lasciarci ai domiciliari senza motivo plausibile solo per sfogare le loro vendette, ma nel silenzio delle aule dei tribunali i nostri occhi continueranno a gridar loro in faccia: Boia assassini! Sole e Baleno vivono! “MA UN Dì RITORNAREMO PIù FIERI ED IMPLACATI”. siamo più forti di loro.
Tobia
La mattina del 20 luglio la digos e la polizia perquisivano e mettevano sotto sequestro il Fenix di corso S. Maurizio in Torino, congiuntamente venivano eseguiti 10 arresti con imputazioni di: devastazione, saccheggio, resistenza e lesioni. Gli arrestati sono rimasti per circa tre settimane nel carcere delle Vallette. In seguito il tribunale del riesame nonostante le prove inesistenti hanno assegnato a tutti gli arresti domiciliari, rifiutando l’immediata
scarcerazione o l’obbligo di firma. Sono state rifiutate in questi mesi due istanze che chiedevano l’obbligo di firma sostenendo la pericolosità sociale dei soggetti e il pericolo di reiterazione. Non trovo giusto essere giudicato da un sistema in cui non credo e da una giustizia che non mi rappresenta. Per quanto riguarda la stampa ….. se si può dire sono delle merde.
Manu
Scrivere le proprie sensazioni in questo momento, non é facile, dovrei avere un registratore di pensiero per poter registrare ogni istante, ogni mio singolo pensiero in questi lunghi 5 mesi di domiciliari. C’é molta rabbia per l’ingiustizia che stiamo subendo, perché siamo dentro un meccanismo repressivo olimpico enorme, dove ci sono pressioni forti in vista dei giochi invernali. Un governo di destra con un ministro degli interni ossessionato da eversivi, sovversivi, fili rossi, anarchici ovunque, succube delle veline dei servizi, succube anche di se stesso!, e una situazione internazionale non delle più stabili. Il
nostro arresto ( 20 luglio ‘05 ) ha portato in sequenza una serie di sgomberi molto pesanti a Torino, ( un rammarico ce l’ho con tutti quelli che “scoprono la repressione degli sgomberi, a partire da settembre in poi, tralasciando nell’oblio della propria cronologia politica proprio i fatti di luglio). L’ennessimo rifiuto dell’obbligo di firma del 6/12/’05 mostra ancora di più l’intento di tenerci il più lontano possibile da ogni situazione e la commutazione dei domiciliari all’obbligo di firma a uno dei 10 arrestati non é da pensare ad un gesto distensivo o ad un gesto ben augurante per il 22, anzi a parer mio c’é da pensare che l’accusa voglia chiudere tutto entro il 19 gennaio 2006 quando scadranno i termini degli arresti caiutelari. L’esperienza che sto vivendo quanto assurda e negativa sia, é sicuramente arrivata nel momento più felice della mia vita e purtroppo, il destino per ora ha voluto che i tempi non sono scanditi solo da noi, ma anche da persone assetate di carriera e protagonismo sbirresco. Dal 20 luglio la mia libertà è legata a uomini che non
hanno nessun interesse se non quello di rovinarti. Vorrei far capire come difficile é per noi, ma anche per chi vive insieme a noi, questa situazione. Condividere gli scleri, le visite anche notturne dei carabinieri l’umiliante attesa per un permesso d’uscita.Persone care vicine a noi, che tra lacrime e sorrisi condividono LA RABBIA E L’AMORE. A loro ed a tutte le famiglie coinvolte va il mio pensiero. Un pensiero di libertà. Penso come sempre a tutta la solidarietà ricevuta fino ad ora alle iniziative fatte ed a quei momenti belli ed intensi di questi ultimi tempi ( SARA DUra!! ) passati attaccato alla
radio, e che non abbiamo potuto condividere. Alla radio, ai dj, all’informazione, vorrei fare i complimenti perché la radio negli ultimi tempi ha dimostato il proprio valore, la propria forza comunicativa ed espressiva. LA RADIO C’é!. Penso come non mai, come dj della radio, che bisogna continuare così, migliorare per far conoscere sempre di più in ogni situazione le magiche frequenze anche dove le onde libere non arrivino. Non ho voluto scrivere una lettera troppo lunga che farebbe venir noia a chi legge, o scrivere un vero e proprio comunicato, tanto la mia appartenenza é ben chiara. Ho cercato di semplificare e di riuscire a far capire le mie impressioni, il mio modo di vivere, le cose che sto vivendo. Spero a breve di nuovo il momento di riabbracciarvi e condividere di nuovo le cose con voi tutti. Il lavoro rende liberi.
Andrea
Qual è il prezzo della libertà?
Oggi dove tutta ha un prezzo anzi, oggi dove tutto ha un prezzo così basso non c’é valore per la vita umana. Ci sono persone che possono decidere della tua testa senza che tu metta bocca e se ti passasse per la testa di dire la tua beh! un invito a nozze per aggravare la tua situazione. Quindi devi stare zitto e far decidere di te e subirne le conseguenze. Non importa se sei vivo o se non vivi tanto come te ce ne sono a milioni. Io voglio urlare che siamo tutti liberi, tutti uguali e nessuno si può arrogare il diritto di decidere per e su gli altri. Siamo i soli responsabili di noi stessi e avremmo la necessità di
spazzare via chi crede nella superiorità dell’uomo sul mondo. NO TAV e NO OLIMPIADI. Non facciamo che tutto questo passi inosservato ai riflettori che ci stanno puntando addosso. O il TAV si ferma subito o niente olimpiadi. Modestissimo parere di un antifascista che paga preventivamente di esserlo.
Darco
Continua…

