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Libera.Uno sgombero politico
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31.10.2008

Libera.Uno sgombero politico

-Uno sgombero politico.
Lo sgombero violento di Libera è stata una stupida e arrogante prova di forza.
E' sconcertante che a 3 mesi dallo sgombero i lavori non siano ancora iniziati.
E perché allora tanta fretta nello sgombero? E perché bisognava immediatamente demolire lo stabile se mancava ancora il nulla osta della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici?
Semplice, era l'ultimo agosto prima delle elezioni che si terranno nell'aprile/maggio 2009 e se fosse passato agosto, con gli studenti sul piede di guerra sarebbe stato molto più difficile, quindi perché aspettare a novembre la fine del comodato gratuito?
Lo ribadisco ancora una volta se necessario, la responsabilità della giunta e dei partiti che l'appoggiano è pari a chi ha voluto imporre alla città tutto il progetto autodromo, sgombero compreso.
La responsabilità di quelle manganellate è anche dei Frieri, dei Monticelli, degli Orlando e così via per gli altri/altre ed è identica a quella dei Marino/Sitta/Pighi, è del PD come dell'Italia dei Valori.
E se gli scavi archeologici bloccassero l'area per uno o due anni che bisogno c'era di uno sgombero come quello?
Uno sgombero politico dunque e una figuraccia che pighi pagherà cara.
Libera ha combattuto una lotta per anni con straordinaria coerenza, ha perso tutto ma non il senso, l'etica e la propria dignità.
La lotta ambientale non si fermerà certo per uno sgombero.
Anche la lotta contro l'autodromo non è finita e speriamo ancora di salvare in termini ambientali quell'area, e questa sarebbe una grande vittoria.
Colby
-La lotta ambientale continua.
Oggi i quotidiani locali riportano il fatto che il cantiere dell'autodromo non ha ancora aperto. Sitta grida al sabotaggio e rassicura che si tratta solo di formalità, nello specifico invece ci sono due fatterelli nuovi. Il primo è l'esposto di Italia Nostra che chiede come mai per un progetto di “utilità pubblica” che fra 55 anni diventerà proprietà del Comune non è stata fatta una gara d'appalto pubblica ma è stata individuata Vintage e a lei è stato assegnato il diritto di costruire. Seconda cosa manca il nulla osta della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, essendo l'area sottoposta a vincolo di controllo preventivo di interesse archeologico.
In tutta la provincia i comitati contro le cave, la cispadana o a tutela dei territori si stanno autoorganizzando a difesa degli interessi collettivi.
Sui quotidiani inoltre ci sono due lettere interessanti.
La prima, appassionata e sofferta, scritta da chi ama la natura e i propri luoghi, denuncia che il torrente Scoltenna ormai è stato ridotto ad un tubo e scrive: “nel solco del degrado di civiltà””è così che a Montecreto la bellezza, la potente vitalità e l'armonia del torrente Scoltenna sono per il Sindaco locale caratteri marginali”e conclude con”i corsi d'acqua, patrimonio grande di noi tutti, debbano essere premurosamente rispettati e non risucchiati ciecamente in un groviglio di piccoli e grandi affari2.
Nella seconda lettera invece Luigi Tollari, segretario generale della UIL di Modena si stupisce degli investimenti strampalati del Comune di Modena e riferendosi al progetto autodromo dichiara:”per non parlare del progetto autodromo: tempio della velocità e del rischio per giovani viziati”.
Come è facile capire, la nostra lotta continua.

-“Scuola Libera”
Un aula autogestita dagli studenti in ogni scuola.
“Scuola Libera” è un collettivo nato dall'unione di individualità appartenenti all'USI modena, al collettivo de “Gli Agitati” e allo spazio sociale Libera.
Il compito che il collettivo si è dato è la diffusione della pedagogia libertaria e la sperimentazione di una scuola altra, non coercitiva e non finalizzata alla produzione ma impegnata al completo sviluppo intellettuale e manuale dell'individuo.
La creazione di una scuola libertaria è un progetto a medio periodo che darebbe senso compiuto al lavoro culturale e pedagogico che il collettivo intende svolgere.
Il collettivo è formato da studenti, da insegnanti e da semplici individui che ritengono la pedagogia fondamentale per un cambiamento sociale radicale e duraturo.
Entrando nel merito della legge Gelmini e delle altre che l'hanno preceduta il giudizio del collettivo è sicuramente negativo.
Una delle cose da “fare subito” è lottare per avere un'aula autogestita dagli studenti (aperta al contributo positivo degli insegnanti) in ogni scuola, dove discutere delle varie leggi e dei vari movimenti di lotta che si sono sviluppati all'interno della scuola nei vari anni.
Il collettivo “Scuola Libera” sta realizzando una mostra sulla scuola e la pedagogia libertaria che sarà esposta al Dopolavoro USI di via S. Agata 13, sede del gruppo.
Scuola Libera.