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16.03.2009

LUN 16 MARZO URGENTE DAL CPT/CIE

Torino Lunedì 16 Marzo 2009
Intorno alle 9,30 abbiamo ricevuto una segnalazione, tramite Radio Blackout, di una grossa perquisizione in corso dentro al Cie di Corso Brunelleschi: poliziotti schierati, cani, minacce.
La questura ha dichiarato che si tratta di "normale amministrazione". Dai modi, dalla tempistica e da quanto ci raccontano da dentro, invece, si tratta di una ritorsione. Un ragazzo dentro, infatti, è da due giorni che non mangia (sono scaduti i sessanta giorni e continuano a tenerlo) per protesta, poi c'è stata la storia dei tunisini di sabato e il video che è uscito da dentro e che sta circolando in rete.
Già in molti, grazie alla celerità di Radio Blackout, stanno facendo pressione perché la piantino, telefonando ai numeri di telefono del Centro e della Croce rossa. La cosa un po' sta funzionando ed ora gli sbirri sono più tranquilli, anche se continuano la perquisizione. E' quindi il caso di continuare, per lo meno finché la perquisa è in corso. Se poi qualcuno postesse andare in zona, oppure farsi sentira altrove sarebbe un'altra vita.

I numeri sono questi:

Centralino del Cpt (011.5588778-  011.5589815)
Croce Rossa provinciale: via Bologna 171 – tel. 0112445497 – fax
0112475012 – e-mail: cr.piemonte@cri.it
Croce Rossa militare: 011.8959719.
letto su indymedia piemonte

Aggiornamento
 
Torino. Fronte del CIE: perquisizioni e corde al collo

Non accenna a placarsi la tensione al CIE di corso Brunelleschi a Torino:
il prolungamento della detenzione a sei mesi e i “normali” soprusi
quotidiani innescano ogni giorno nuove proteste.
Questa mattina – è lunedì 16 marzo – la polizia in assetto antisommossa
con cani e bastoni è entrata nella sezione “rossa”, agitando i manganelli
e minacciando pestaggi. I reclusi hanno temuto il peggio e si sono
attaccati al cellulare, chiamando gli antirazzisti.
Un veloce giro di sms e presto al centralino del CIE sono fioccate le
telefonate dei tanti che non apprezzano queste prigioni per immigrati e
sostengono le lotte dei senza carte che vi sono reclusi.
La sezione “rossa” è quella dei tre tunisini che sabato hanno evitato la
deportazione tagliandosi braccia e mani o ingoiando oggetti. Uno di loro è
adesso in carcere perché, nonostante le ferite, ha tentato invano di
guadagnare la libertà fuggendo dall’ambulanza che lo portava all’ospedale.
Il terzo uomo sta male, perché dopo una radiografia e la promessa di
un’operazione per togliere gli oggetti ingoiati, è stato riportato al CIE
e lasciato senza cure.
La perquisizione si è conclusa dopo alcune ore, senza dare alcun esito:
volevano fare un po’ di paura e magari mettere le mani sul video spedito
ieri agli antirazzisti. Nelle immagini si vedeva uno dei prigionieri in
una pozza di sangue nel cortile del CIE.
Mentre era in corso la perquisizione, in un’altra sezione un ragazzo si è
fatto una corda e ha tentato di impiccarsi, un altro non mangia da due
giorni: è al CIE da due mesi e proprio due giorni fa sarebbe dovuto
uscire. La nuova norma consente allo Stato italiano di sequestrarlo per
altri quattro mesi.

Federazione Anarchica Torinese – FAI
Corso Palermo 46
La sede è aperta ogni giovedì dopo le 21
fai_to@inrete.it
338 6594361