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Marco Camenish - Informazioni sullo sciopero della fame del Feb.08
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26.05.2008

Marco Camenish - Informazioni sullo sciopero della fame del Feb.08

da

http://www.informa-azione.info/marco_camenish_informazioni_sullo_sciopero_della_fame_del_feb_08 

cari/e compagni/e e amici/che
Vi mandiamo una scritta che Marco ha tradotto dal francese di un giornale contro i prigioni.
Si svolge del sciopero della fame internazionale tra il 18 e il 29 di febbraio 2008 nel quale marco faceva parte. Il testo contiene una lettera del anarchico spagnolo incarcerato gabriel pombo da silva e un volantino che compagni/e del argentina hanno distribuito davanti a una galere in solidarietà. fa vedere un po' la discussione tra i/le prigionieri/e e i/le compagni/e fuori su il sciopero della fame e i suoi limiti come misura di lotta.
Non siamo d'accordo con il citare di friedrich nietzsche.
Rifiutiamo il riferimento positivo a un antisemito e proto-fascista. Sembra che la sua lingua e anche il contenuto delle sue scritte siano in un certo modo attraenti per alcuni anarchici.
Fa schifo.
Saluti solidali
alcuni/e amici/che e sostegnatori/trici di marco camenisch

Trad. da mc, lager di morte Regensdorf, CH, aprile 08, dal francese da “La Cavale, correspondance de lutte contre la prison”, aprile 2008, n° 12, per “Alcune considerazioni” di Gabriel, è invece trascrizione del testo ricevuto già in italiano)
Alcune considerazioni di Gabriel Aachen, 4 gennaio 2008
Guardate i buoni e giusti! Chi è più odiato? Quello che rompe le tavole dei valori, il perturbatore, il trasgressore, ma si tratta di un creatore. Guardate i fedeli di tutte le credenze! Chi è più odiato? Quello che rompe gli schemi dei valori, il perturbatore, il trasgressore, ma si tratta di un creatore.
Compagni per la vostra strada cercate i creatori e non i cadaveri, né le greggi di credenti. Compagni nella creazione cercate i creatori, che scrivano nuove regole sulle nove tavole. Compagni cercate i creatori, che sappiano affilare le falci. Si chiameranno annichilatori e dispregiatori del bene e del male. Ma saranno i raccoglitori e i celebranti delle feste. Compagni per la creazione cercate Zarathustra, compagni per la raccolta e per le feste cercate Zarathustra: cos'Â’ha che fare lui con greggi, pastori e cadaveri!”
F. Nietzsche (Così parlò Zarathustra)
Mentre scrivo queste parole penso alla frase che ho letto da qualche parte o che qualcuno ha scritto in una determinata occasione: “Osservare la realtà è difficile, raccontarla ancor di più”…
Questa frase allÂ’'apparenza anodina può non avere valore o, invece, destare in noi il desiderio di approfondirne il sensoÂ…
Qualcuno potrebbe dire (e non avrebbe torto) che visualizzare il “reale” (altri potrebbero chiedersi di quale realtà concreta parliamo) non può essere difficile perché lo stiamo vivendo con i nostri occhi e pertanto descrivere ciò che vediamo è “dar voce alla nostra visione”…
Ma accade che, persino quando diversi individui osservano una qualsiasi realtà concreta (come tale), ognuno di essi tende ad interpretare ciò che sta vedendo in maniera diversa dagli altriÂ… Perché, se tutti vedono lo stesso, si ha la tendenza ad interpretare le cose in maniera diversa dagli altri?
A questo punto potremmo dire che le differenze e/o divergenze non sono “nellÂ’oggetto” di ciò che si osserva, ma “nellÂ’interpretazione” che ogni individuo fa “della realtà” che ha vistoÂ… ed è così perché “la soggettività” di ognuno di noi è mille volte più potente della presunta “oggettività” della filosofia materialista della quale siamo tutti impregnatiÂ…
Come individui quali siamo, tendiamo sempre ad interpretare le cose con il cervello e con la panciaÂ… e sebbene alcuni vorrebbero avere il “grande manuale” da utilizzare per avere tutte le risposte alle domande sulla vita, sullÂ’amore e sulla libertà, si scopre subito che tutte queste cose le apprenderemo sulla base di errori, balbuzie, intoppi, prove e riprove, codifiche e decodifiche di questo mondo di parole, idee, concetti, sentimenti, emozioni, ecc.
Credo di poter affermare di non possedere una “ideologia”, bensì delle idee allo stesso tempo (e come tutti gli individui) ho delle “opinioni” sulle cose.
Le mie opinioni su molte cose non devono essere eguali a quelle di coloro con cui condivido “idee” di carattere politico e/o filosofico.
Questa piccola introduzione mi serve per chiarire e rispondere ad alcune “critiche” che dei compagni (noti e ignoti) hanno rivolto a proposito del mio ultimo comunicato: “Siamo in sciopero” pubblicato, tra gli altri, su “La Cavale” n° 11.
I nostri compagni hanno scritto quanto segue: (nel testo ricevuto in francese, tradotto in italiano dal trascrivente mc)
A proposito della lettera « noi siamo in sciopero »
Come anarchici siamo per la distruzione di tutte le prigioni. Dubitiamo fortemente che i comunisti autoritari delle differenti organizzazioni armate marxiste-leniniste in Turchia (MLKP, DHKP, …) possano essere degli alleati in questa lotta. Noi siamo sicuri che condividono molto poco le convinzioni sulle quali basiamo la nostra lotta contro la prigione (solidarietà con la lotta di tutti i prigionieri ribelli, rifiuto di distinzioni tra prigionieri politici e sociali, rifiuto delle categorie legali o giuridiche, come colpevole o innocente, ecc). Per queste stesse ragioni, noi pensiamo che il nostro posto non è al Simposio Internazionale contro l'Â’Isolamento, che è dominato da tendenze politiche autoritarie.
[…]
Bene, non credo d'’aver parlato in quel comunicato su come stabilire “alleanze” di nessun tipo con autoritari di ogni genere.
Non ho nemmeno suggerito un'Â’idea simile.
Semplicemente, noi abbiamo dato la nostra solidarietà, con lo sciopero della fame dal 14 al 17 dicembre, ricordando il massacro che lo Stato turco condusse contro i membri della resistenza comunista turca allÂ’interno delle prigioni e della successiva reazione di questi militanti (sciopero della fame in cui perirono alcune centinaia di questi combattenti) con la loro lotta.
Possiamo (di fatto lo siamo) contrari a qualsiasi organizzazione di carattere verticista ed autoritario, ma non dobbiamo mai perdere la prospettiva (locale e globale) di tutte le coseÂ… e aspetto più importante: giammai dovremmo restare indifferenti allÂ’assassinio impune (e in carcere ci sono molte maniere per assassinare un detenuto) di qualsiasi prigioniero, politico e/o sociale che sia.
Se perdiamo di vista il fatto che molte delle violenze provengono dal capitalismo, dalle sue politiche ed organizzazioni/istituzioni e dagli interessi che sostengono/perseguono queste “bestie grigie” nel mondo intero, faremmo una magra figura al momento di essere sequestrati/uccisi, distinguendoci in “libertari” e/o “autoritari”.
Io penso e difendo il mio modo di organizzarmi e di relazionarmi, di vivere e persino di lottare rispetto ai militanti di organizzazioni “avanguardiste” come quelle che voi avete menzionato ed altre che conosco nello Stato spagnolo e nel mondo intero, ma ciò non vuol dire che neghi la mia solidarietà a quelli che vengono torturati e sterminati nelle carceri per difendere la propria dignità (umana, politica, ecc.) e di mostrare la resistenza contro quelli che vivono proprio della sofferenza altrui.
A quanto pare alcuni compagni credono nellÂ’abito che fa il monaco, dimenticando che ciò che ci deve definire o mostrarci agli altri non sono tanto le etichette (o prodotti preconfezionati) ma il contenuto e lÂ’essenza delle nostre idee, e con esse non solo le nostre “critiche”, ma anche le proposte e i contributi.
In tal senso saluto lÂ’iniziativa/tavola rotonda che alcuni compagni mi hanno fatto pervenire per dibattere/analizzare il perché abbiamo “fallito” nel FIES come “movimento” anticarcerario nello Stato spagnolo.
Considero molto importante il testo dal titolo: Aproximación critica a la lucha contra el FIES del los años 1999-2002, così come gli altri scritti che mi sono giunti…
Spero che presto i compagni riescano a renderli pubblici, in modo che compagni che in altri Stati stanno lottando contro le carceri possano risparmiarsi dagli “errori” che noi non siamo stati capaci di evitare. Presto invierò la mia risposta ai compagni dello Stato spagnolo per dare il mio contributo sul tema.
Lo stesso, spero di essere utile ai compagni che hanno osato avviare un dibattito sulla F.A.I. (Informale) ed altre forme per intendere “le lotte insurrezionali.
Non dobbiamo avere paura di parlare su ciò che pensiamo e desideriamo e non dobbiamo “camuffare” i nostri timori con retoriche di merdaIl “Che” Guevara disse una volta: “Ci sono alcuni che portano la rivoluzione in bocca per vivere di essa ed altri che la portano nel cuore per morire di essa.
E, per concludere, annuncio che io ed alcuni compagni saremo in sciopero della fame dal 18 al 29 febbraio per dare un ulteriore impulso alle lotte contro le prigioni, gli isolamenti (41bis in Italia, FIES in Spagna, carceri F-Typ in Turchia, e in Germania sebbene non abbiano un nome specifico sono peggio delle altre), gli ergastoli palesi o camuffati, e tutti i centri di sterminio per gli “stranieri”, per i minori, ecc.
Avanti compagni! Contro lÂ’'Europa del capitale e dei suoi carcerieri!
Un abbraccio libertario!
Gabriel

Sciopero della fame internazionale
Dal 18 al 29 febbraio unÂ’iniziativa è stata presa da parte dÂ’alcuni anarchici in prigione; dieci giorni di lotta contro tutte le prigioni, contro lÂ’isolamento, la tortura e la repressione. Alcuni compagni in carcere hanno iniziato uno sciopero della fame.
Senza dubbio è un passo in avanti se il coordinamento internazionale tra prigionieri anarchici, fondato su delle iniziative di lotta, cresce. Va da se che i compagni prigionieri, come anche i compagni allÂ’esterno, mettono i propri accenti ed avanzano le proprie idee – con la lotta contro ogni forma di prigione in comune. Ci sembra ormai importante di sviluppare dei metodi ‘nuoviÂ’; una prospettiva che avanza, quando Thomas Meyer-Falk (Germania) afferma la sua solidarietà ma rifiutando dÂ’iniziare uno sciopero della fame perché non è dÂ’accordo con il metodo specifico.
Nello stesso tempo è chiaro che la solidarietà dallÂ’'esterno è stata limitata per diverse ragioni (a parte qualche eccezione lodevole). Intensifichiamo dunque il coordinamento ed appuntiamo lÂ’'arma della solidarietà – partendo dalle proprie idee e situazioni.

Azioni di solidarietà
18/02 Argentina – A Buenos Aires lancio di bombe alla vernice contro la facciata di una succursale della banca Itaú in solidarietà con i prigionieri anarchici in sciopero della fame.
24/02 Argentina – Assemblea davanti alla prigione di Devoto in solidarietà con i prigionieri anarchici in sciopero della fame e per la distruzione di tutte le prigioni. Dei volantini sono stati distribuiti, tra lÂ’altro a chi veniva per i colloqui.
27/02 Uruguay – A Montevideo lÂ’istituto Goethe è attaccato in solidarietà con i prigionieri anarchici in sciopero della fame e con tutti i prigionieri ribelli. Tutti i vetri sono rotti. [n.d.r Sempre in Uruguay vengono bloccate le serrature della camera di commercio Svizzera-Uruguay]
29/02 Italia – A Torino un distributore di biglietti della Deutsche Bank è sabotata con la colla in solidarietà con i prigionieri in sciopero della fame.
1/03 Svizzera – A Dietikon (cantone di Zurigo) la macchina del consigliere di Stato Socialista Markus Notter (ministro cantonale di giustizia) è incendiata davanti alla sua casa. La facciata della casa è pure danneggiata dal fuoco. LÂ’azione è rivendicata, tra lÂ’altro, in solidarietà con il prigioniero anarchico Marco Camenisch.

19/02/2008
Dal carcere di massima sicurezza di Marcos Paz, Buenos Aires, Argentina.
Al mio amico Gabriel e a tutt* quell* che lottano contro gli abusi di potere, con il cuore, con la mente, con il sangue e con le armi…..
Voglio comunicarvi la mia solidarietà con lo sciopero della fame che state portando avanti fino il giorno 29 febbraio 2008. Voglio comunicarvi che la mia solidarietà è ideologica, è di cuore, è di fede e di speranza, ma che in questo momento non può essere fisica. "Perchè?" si domanderanno, dove "vivo" prigioniero il sistema di autosterminio del quale fa uso questa Istituzione funziona sopra molti prigionieri qui rinchiusi. In questi momenti la violenza psicologica del Sistema colpisce sulla violenza fisica degli uni contro gli altri.
Accompagnarvi nello scioprero mi farebbe felice, però starei isolato, cosa che non mi spaventa in assoluto, ma lascerei i miei compagni senza la mia presenza e le cose (situazione interna del padiglione) non è di unione sennò di litigio tra bande per dominare (di maniera così ingiusta come quella che lo Stato usa per dominarci) sulla forma di convivenza. Il nostro gruppo è lontano dall'idea di "Potere" sugli altri prigionieri. Cerchiamo la libertà, la fuga, la ribellione e nel nostro obbiettivo ci scontriamo contro i sicari che tentanto di dominare la convivenza protetti dai riguardi della polizia.
Per questo motivo non posso isolarmi nell'accompagnarvi nello sciopero e lasciare ai miei compagni abbandonati alla loro sorte. Sono un compagno nelle buona, nella mala sorte e nella peggiore.
Spero che sappiate comprendermi, il mio cuore è con la libertá, con voi, contro lo Stato e contro quelli che per quanto siano delinquenti negoziano con la polizia per i propri interessi.
Ai compagni in sciopero della fame il mio cuore, la mia solidarietà, la mia amicizia. E a te Gabriel un forte abbraccio.
…. Ai/alle ribelli, ai/alle radicali e a quell* che cercano l'amore!
Organizzazione, Azione Diretta e Libertà.
Diego

18-29 febbraio
SCIOPERO DELLA FAME INTERNAZIONALE
Tra il 18 ed il 29 febbraio una serie d'Â’individualità rivoluzionarie anarchiche in carcere in Germania, Svizzera, Argentina e Spagna hanno fatto appello a qualche giorno di sciopero della fame e di mobilitazione contro le prigioni e la repressione, i regimi d'Â’isolamento, la tortura, l'Â’ergastolo, e per la libertà di tutti i prigionieri malati. Sono all'Â’origine di quest'Â’iniziativa di lotta dei prigionieri anarchici Marco Camenisch (Svizzera), Rafa Martinez Zea “Jon Bala” (Puerto III, Spagna), Joaquin Garces (5CP Castellon, Spagna), Gabriel Pombo “Musta” e José Fernández (Germania), Petrissans (che, causa problemi con qualche altro detenuto non può fare lo sciopero della fame, ma aderisce (C.P.F. N2 – Marco Paz, Argentina) e Thomas Meyer-Falk (Germania).
Quest'Â’ultimo non digiunerà perché non condivide il metodo degli scioperi della fame.
In Argentina, nelle carceri ed i commissariati del progresso, si tortura e si porta avanti lÂ’'unica funzione che hanno tutte le prigioni che non è risocializzare ma punire, isolare, sottomettere e denigrare lÂ’'essere umano. Il solo fatto di rinchiudere una persona e di privarla della sua libertà è la peggiore tortura. Come nemici di tutte le prigioni, noi esprimiamo la nostra solidarietà ed allarghiamo la lotta dei nostri compagni. Libertà per tutti i prigionieri.
Viva la libertà, morte alle prigioni!
Degli anarchici
I tre ultimi giorni, José Manuel Garcia (a Puerto III in Spagna) si è aggiunto allo sciopero della fame.
[Questo volantino è stato diffuso in occasione di unÂ’'assemblea davanti alla prigione di Devoto (Argentina) in solidarietà con i prigionieri anarchici in sciopero della fame e per la distruzione di tutte le prigioni.]
Inoltre (nota di mc, fine aprile 08) La Cavale” pubblica anche il mio contributo scritto per quest'Â’iniziativa (che qui non aggiungo), ovviando alle mie lacune con alcune note di spiegazione sulla lotta Mapuche, F-Typ, art. 41bis, sugli arresti del 12.02.08 in Italia e su Jean Marc Rouillan e con una nota di valutazione sullÂ’'efficacia dello sciopero della fame, riferito alla mia valutazione sulla forza che lo sciopero della fame può contribuire a sviluppare: Abbiamo forti dubbi sull'Â’efficacia di uno sciopero della fame, mentre comprendiamo che spesso lo sciopero della fame è uno degli ultimi modi di affrontare la situazione in galera, quando tutte le altre possibilità sono tolte.
Ormai lo Stato (come lo Stato turco) pare spesso fregarsene dei prigionieri che muoiono di fame.
Credo, e spero, che è un segreto di pulcinella per ogni compa che lo Stato se ne frega quando delle prigioniere e dei prigionieri muoiono, di fame o d'Â’altro (ma anche che ogni morte in carcere è un assassinio di Stato!).
Finché i costi sociali, politici ed economici non sono troppo alti.
Credo che è una delle tante questioni di contesto ed insieme di processo sempre multipli, complessi, relativi e contradditori che andrebbero esplorati accuratamente ed a mente a priori aperta.
Partire invece da convinzioni e da posizioni tendenzialmente “pro o contra” mi sembra tempo perso e a rischio di semplificazioni settarie ed escludenti con la tentazione di “lezioni” impartite (moralistiche, ideologiche, di “giusta” linea) come surrogato alle lacune di conoscenze (“storiche”, attuali), di valutazione, nel confronto critico (e nellÂ’'esperienza) sui terreni reali della solidarietà e delle lotte (sono anche molto dÂ’accordo con Gabriel nel suo scritto “Alcune considerazioni” credo con pertinenze a questa mia nota). Surrogato poco utile al rafforzamento delle lotte nei processi di verifica, impiego e modificazione delle contestuali priorità e sovrapposizioni dei vari metodi e delle varie tattiche disponibili. E semmai, ritengo, le “novità” sono da ricercare e “creare” nellÂ’'ambito della verifica, dellÂ’'impiego, dei contesti e delle sovrapposizioni dei vari metodi e delle varie tattiche disponibili ed attuabili. La rinuncia o il legittimo rifiuto di quella o quellÂ’altra tattica/via non è per se la ricerca e lÂ’'individuazione di una “nuova”. E dobbiamo sempre ricordarci che sia il dominio sia noi ribelli fondamentalmente “cuciniamo pur sempre con lÂ’'acqua calda”.
I dubbi li ritengo utili se, invece che detrattivi e/o diffidenti, sono sospensione di giudizio nella misura della consapevolezza dei limiti delle proprie situazioni, idee, e soprattutto esperienze e cognizioni. Dove l'Â’individuazione e la consapevolezza di questi limiti sembra essere, poi, motore del continuo processo individuale e collettivo per il loro graduale superamento.
A te compagno Diego vorrei dire che, anche per esperienze, seppur meno drastiche, proprie sul terreno, ritengo la tua pratica contestuale di non scioperare cosa più che scontata e nel contempo la migliore partecipazione ideale e pratica alla nostra iniziativa collettiva stessa! Non saremmo degni di essere chiamate/i compagne/i e men che mai compagne/i tuoi, se avessimo anche solo una minima incapacità di comprensione e condivisione della tua scontata e doverosa pratica contestuale! Questo vale ovviamente anche per tutti gli altri compagni poiché i contesti sono sempre sia oggettivi che soggettivi.
In questi giorni dÂ’'aprile mi è pervenuta anche notizia dallÂ’'Italia, via Soccorso Rosso Internazionale (da parte dei/delle compas comuniste/i rivoluzionarie/i di Zurigo) delle giornate solidali per le anarchiche e gli anarchici in galera in Italia per denunciare l'Â’isolamento, lÂ’'EIV e le limitazioni/i sequestri della corrispondenza nei loro confronti, iniziativa alla quale ovviamente esprimo tutta la mia solidarietà scontata e pratica nellÂ’'ambito della lotta solidale e permanente contro ogni carcere, repressione e Stato che si svolge dentro e fuori dalle mura, in Italia, Grecia, Spagna, nel mondo!