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MENZOGNE E DISINFORMAZIONE
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23.12.2005

MENZOGNE E DISINFORMAZIONE

Disinformazione e menzogne. La Repubblica sullÂ’udienza di ieri agli antifascisti

LÂ’infame di turno veste panni femminili e ha il nome di Sarah (rigorosamente con lÂ’acca) Martinenghi.
Evidentemente trattandosi di un’udienza a porte chiuse non si sa da chi ha avuto le informazioni. Le ipotesi sono due. O dal boia Tatangelo o dai citati avvocati Ennio e Michele Galasso, che si sono costituiti parte civile in rappresentanza di alcuni sbirri “feriti”.
I due azzeccagarbugli, padre e figlio, di AN, fascisti nostalgici (sembra che il padre di tanta progenie non si perda mai un raduno a Predappio per salutare a braccio teso la tomba del nonno dellÂ’attricetta fallita). Pare anche che difendano la merda nazista arrestata per aver accoltellato due persone.
Sì, perché la Martinenghi omette di dire che il corteo in oggetto del processo era stato indetto per protestare proprio contro questa aggressione di una quindicina di nazisti al Barocchio squat.
Ora, siccome i poliziotti feriti (come da referti medici allegati agli atti) hanno riportato solo lievi sbucciature è alquanto strano che paghino degli avvocati per avere un risarcimento che difficilmente potranno incassare, vista la tipologia degli imputati che non appartengono alla categoria di persone abbienti. Quindi è quasi certo che si tratti di un patrocino politico sostenuto da AN.
Ma torniamo alla Martinenghi, nuovo astro dei mentitori rampanti.
Dopo aver rigorosamente ripetuto (caso mai qualche nazi se ne fosse dimenticato) i nomi e i cognomi dei detenuti e ridicolizzato le tesi dei volantini distribuiti al presidio scrive: “le loro parole di sfida non sono arrivate dentro l’aula, dove l’accusa, con in mano fotografie e filmati, ha raccontato i fatti di pertinenza del processo. Come quelli del 18 giugno dove erano stati devastati dehors dei bar, rubati gli incassi, incendiati cassonetti, bloccato un autobus ed erano stati feriti poliziotti e passanti”
Ecco la claque di Tatangelo che parte prima ancora che inizi il processo.
A parte che ieri sono solo state presentate delle richieste dalla difesa (rigorosamente rifiutate) e fissate le date delle udienze successive e quindi l’accusa non ha assolutamente “con in mano fotografie e filmati” “raccontato i fatti di pertinenza del processo”, l’immagine tratteggiata del corteo è assolutamente falsa. E persino peggio di quanto afferma Tatangelo. Non sono stati rubati gli incassi di nessun bar, ma un barista ha lamentato che gli era sparita la cassettina delle mance (ammesso che sia vero, nulla prova che il responsabile sia un manifestante), non sono stati feriti poliziotti perchè quelli difesi dalla fascistissima famiglia Galasso riguardano solo il CPT e non il corteo e i passanti si riducono ad un anziano signore spaventato dal parapiglia che è caduto da solo, senza che nessuno lo abbia urtato, rompendosi un ginocchio.
Le “fotografie e filmati” presentate dall’accusa non dimostrano assolutamente nulla perché per la maggior parte sono precedenti la carica (dove tutto era pacifico) e in quel po’ che riguarda gli scontri non vi è quasi nulla che coinvolga gli imputati.
Tatangelo sta cercando di trasformare in tornado una scorreggia e i giornalisti suoi complici (come allÂ’epoca di Sole e Baleno) gli fanno da grancassa.
Se un ministro dell’interno può dire, mentre sulle televisioni scorrono le immagini dei pestaggi, che a Venaus non è stato picchiato nessuno, perché poi una Martinenghi qualsiasi non può (assieme a Tatangelo) inventarsi di tutto e di più per infangare gli antifascisti torinesi? E preparare il terreno ad un’eventuale condanna?
UnÂ’ultima cosa. AllÂ’aggressione al Barocchio hanno partecipato piĂą di 10 nazi, sicuramente individuati dalla Digos uno (oltre allÂ’arrestato) compare persino negli atti.
Perché le persone accusate per il corteo sono considerate responsabili di tutto quanto è successo, anche se nulla li riconduce a quei fatti?
Perchè se 10 fascisti vanno ad aggredire con i coltelli della gente che dorme in casa propria, è considerato responsabile solo chi ha accoltellato?
Gli schieramenti sono evidenti.
Da un lato i nazi-skin, gli avvocati di AN, la Digos e la procura torinese, i giornalisti.
DallÂ’altro i sinceri antifascisti.
E le persone ragionevoli, i democratici, i garantisti da che parte stanno?