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19.12.2007

Mezcal Squat su ”Luna Nuova”


Collegno - Pirati tra volantini e vin brulè: padiglione 21 apre al pubblico

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fonte lunanuova
Gli squatter invitano. Il sindaco: "Un illecito"
COLLEGNO - "Non siamo cattivi è che ci disegnano così". Potrebbe esser questo, suppergiù il motto con il quale i "pirati" della Certosa hanno provato ad arrembare nel fine settimana appena trascorso le simpatie dei certosini.
Gli squatter del padiglione 21 "okkupato", ribattezzato dai suoi nuovi abitanti "Mezcal Squat", hanno infatti deciso di fare outing, di presentarsi ai collegnesi con l'intenzione di stringere amicizia.
I ragazzi che dall'agosto del 2006 hanno pacificamente invaso il vecchio padiglione abbandonato all'interno del parco Dalla Chiesa devono aver pensato che il miglior modo per fugare ogni dubbio e perplessità è quello dell'accoglienza e della condivisione. Ma soprattutto, quello di farsi vedere in giro dalla gente, per fugare i dubbi di chi magari crede che all'interno del padiglione si celino chissà che esseri bizzarri dotati di antenne e tentacoli, pronti a divorare l'ignaro passante.
Così domenica si sono spostati in drappello in viale XXIV Maggio, armati di volantini e vin brulè, condito con l'immancabile cannella ma anche con una buona dose di sorrisi, per invitare i "concittadini acquisti" a prendere parte alle cene Bellavita, l'evento organizzato ogni mercoledì sera dalle 20 in poi proprio nelle sale della casa occupata. La filosofia è quella dell'apertura a 360° gradi: dunque chiunque bussi alla porta è il benvenuto, purché porti con se qualcosa da condividere con gli altri ospiti.
Che sia una cesta da sei lattine di birra, un panettone, un salame o una teglia di pasta al forno fatta in casa non fa poi tanta differenza: si mette insieme tutto quello che si ha, e poi si mangia tutti insieme, divendo pane e companatico. Il tutto condito da musiche e danze fino a tarda notte. Tanto la casa occupata è al di là del Central Park cittadino, lontana da case e villini, e a parte qualche gatto randagio o qualche uccello notturno non c'è nessuno che possa protestare per le casse sparate al massimo.
Un volantino e un bicchiere di vino caldo speziato ed il gioco è fatto. Del resto, la pubblicità è l'anima del commercio.
Tranne quella della carta stampata evidentemente: le porte e le bocche restano infatti chiuse a tripla mandata davanti a chi bussa con in mano penna e taccuino, per saperne qualcosa di più.
Non è la prima volta che gli squatter collegnesi provano ad uscire dal guscio della palazzina diroccata che abitano oramai da un anno e mezzo, e che hanno tentato di riportare all'onor del mondo con l'arte del fai-da-te e del recupero.
Da quando il Cidiu li ha dotati di una batteria di bidoni per la raccolta differenziata, infatti, si sono dimostrati tra i più solerti persecutori del porta a porta, e nei dintorno non c'è un solo rifiuto fuori posto. Anche gli anziani della bocciofila hanno avuto modo di fare la conoscenza con questo curioso gruppo di giovani, festaioli di notte ma pronti di giorno a dare una mano ai vecchietti delle bocce per rassettare il parco e i suoi vialetti. E non hanno avuto proprio un bel nulla da ridire sui loro vicini.
Chi invece non ne vuole sapere della loro presenza è l'amministrazione comunale, che sin da subito ha chiesto lo sgombero della palazzina da questi "ospiti" non graditi e che tuttora è in attesa dell'intervento della Questura.
"Anche se a Collegno non c'è un'emergenza squatter, si tratta comunque di una presenza illegale, da noi segnalata più volte sia alla Digos che alla questura" dice il sindaco Silvana Accossato. Ed è proprio la pubblica sicurezza, cui sola spetta la decisione sul fatto di intervenire o meno con uno sgombero coatto, che si occupa di monitorare l'andamento del Padiglione 21. "Per quel che ci compete, noi interveniamo con le sanzioni quando vengono posti in essere atteggiamenti scorretti, come l'introduzione di autoveicoli all'interno del parco".
E sull'invito "urbi et orbi" alle feste Bellavita? Secondo il sindaco, questo è proprio uno di quegli "atteggiamenti scorretti" che l'amministrazione intende andare a sanzionare: "Il Padiglione 21 non è un luogo pubblico, e queste feste rappresentano un illecito - dichiara - abbiamo già segnalato la cosa alla Questura: sarà la polizia ora, a dover decidere se e come intervenire"
[N.d.r. Come consuetudine non tutti i contenuti espressi durante l'iniziativa sono stati elencati dalla carta stampata tra le "peculiarità" degli squatter, degli occupanti di case e solidali che sabato han sostato per qualche ora "sorridendo", come scrive l'articolista, ai passanti.
E in particolare la solidarietà agli ergastolani in lotta, con una piccola distro a tema e i contatti per scriver loro. Per un mondo senza galere]
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