feeds rss   a -  A +

28.09.2005

MORTE CIVILE PER SILVANO PELISSERO?

“Molti dell’Imbecilli son canuti: sono i più astuti. Altri Imbecilli tirano al grigio: hanno il cuor ligio alle galere. Altri ancora son calvi: son li spavaldi della menzogna. Ma tutti li Imbecilli sono Gente-per-Bene”. Gian Pietro Lucini, “Nuova Ballata in onore delli Imbecilli di tutti i Paesi” (dedicato a Laudi)

Dopo tutto quello che aveva passato, la morte dei compagni più cari (Sole Baleno), la perdita di tutti i suoi beni, quattro anni di vita rubati (in detenzione), Silvano – continuamente perseguitato dalla Digos - era andato via da Torino, in cerca di altre situazioni.
Dopo circa tre anni dalla fine dei suoi guai ritorna e trova 9 compagni in galera con accuse senza fondamento (devastazione e saccheggio), vede che i responsabili sono ancora gli stessi, gli assassini dei suoi amici Sole Baleno, quelli che gli hanno distrutto -esistenza: i due PM Laudi e Tatangelo.
Silvano - secondo Repubblica - avrebbe partecipato assieme ad altri a una contestazione al PM Laudi che, dopo aver sbattuto in galera gli antifascisti, se ne era andato bello bello a parlare in pubblico al Festival dell’UnitĂ .
Ma Silvano non è un cittadino come gli altri, a lui non è permesso contestare, esprimere il proprio dissenso, pacificamente anche se urlando a squarciagola.
Per lui Laudi e Tatangelo hanno decretato la morte civile.
Il mostro non ha diritto alla parola.
“E in città è tornato Pelissero l’uomo dei blitz contro la TAV”, titola Repubblica (27/9/05) come se a lui, per decreto di polizia, fosse negato ogni diritto di cittadinanza.
E poi cosa sono i “blitz contro la TAV”? Evidentemente lo stesso giornale, che - dopo averlo infangato per intere pagine all’epoca dell’arresto e del processo - ha poi pubblicato un misero trafiletto sulla sentenza di cassazione che lo assolveva dal reato di “associazione eversiva”, oggi non ha più la faccia tosta di parlare di attentati e deve ricorrere a questo ridicolo eufemismo, “blitz”.
Alberto Custodero, autore dellÂ’articolo, non vuol essere da meno del collega della Stampa, lÂ’informatore dei nazi Massimo Numa, e pubblica i nomi e i cognomi di diverse persone presenti alla contestazione. Se si pensa che, quando lo stesso giornale ha pubblicato la notizia dellÂ’arresto del fascio assassino accoltellatore del Barocchio, ha avuto la gentilezza di mettere una banda nera che copriva gli occhi sulla foto di questa merda mentre nomi e foto dei compagni sono sempre in bella vista, si capisce bene il lavoro questurinesco di questi giornalisti infami.
Il giornale poi riporta che Silvano avrebbe indirizzato dei “gesti minacciosi” nei confronti del suo boia e che la DIGOS sta indagando su tutti, coordinata dalla procura di Milano (competente per i reati nei confronti dei magistrati).
A quanto pare in questa nostra libera democrazia non solo non è permesso manifestare, scrivere e parlare, ma d’ora in poi – grazie a Laudi – non sarà più permesso nemmeno gesticolare.
Senza temere il ridicolo questi coglioni parlano di “minacce di morte” al povero boia, minacce gestuali. D’ora in poi chiunque faccia a qualcuno il noto gestaccio con le due mani, quello che tutti interpretano come “ti faccio un culo così”, potrà essere immediatamente accusato da Laudi come possibile sodomizzatore.
Laudi ha dichiarato: “Non sarete voi a farmi cambiare il mio modo di lavorare”.
Lo sappiamo, signor Boia, che non cambierete mai, che resterete sempre carnefice e aguzzino nella vostra intima essenza, e non pretendiamo farvi cambiare. Ma se lo Stato e i vostri amichetti (Chiamparino e Ghiglia) vi danno il diritto (calpestando anche il diritto) di sbattere in galera la gente e di farla morire, fatelo al chiuso, nello squallore dei vostri tribunali e delle vostre galere, nei corridoi delle questure, e non abbiate la faccia tosta di presentarvi in pubblico a parlare di democrazia. Perché noi saremo sempre lì ad inchiodarvi alle vostre responsabilità. Potrete imbavagliarci, o tagliarci le mani (come state cercando di fare a Silvano), ma noi saremo sempre lì - troveremo il modo - a buttarvi in faccia le vostre colpe per la morte di Sole e Baleno.
Il boia deve stare al suo posto, separato dalla societĂ  civile.
El Zapatero