feeds rss   a -  A +

14.09.2009

news dal cie

per tutti i documenti video ed audio clicca http://www.autistici.org/macerie/

La chiave

Diario
Alcuni fatti di questi giorni ci lasciano supporre che ancora vi siano equivoci diffusi sul ruolo esatto che giocano dentro alla “macchina delle espulsioni” tutta quella serie di organizzazioni “umanitarie” o “assistenziali” che hanno in mano la gestione dei 13 Centri di Identificazione ed Espulsione che se ne stanno disseminati sullo stivale. Parliamo della Croce Rossa, intanto, ma anche della Misericordia, dei consorzi di cooperative Connecting People e Self, solo per fare i primi nomi che ci vengono in mente. Tutte le volte che si pone la questione sul tappeto c’è sempre qualcuno che si alza in piedi e dice: «ma perché ve la prendete con loro?», «se non ci fossero loro a curare i “trattenuti”, chi lo farebbe?». Soprattutto quando si parla di Croce Rossa, poi, sembra quasi che il suo ruolo dentro ai Centri sia di organizzare i turni in infermeria, controllare la data di scadenza dei medicinali e vegliare sul rigoroso rispetto dei “diritti umani” dentro alle gabbie. Non è così.

Continua a pag. 19353

macerie @ Settembre 12, 2009

Risa

Diario
Ridevano. I crocerossini ridevano quando, la settimana passata, un recluso di via Corelli ha tentato il suicidio prima impiccandosi e poi tagliandosi alla gola. La sua storia la sapete già, ve la abbiamo già raccontata. Quello che non sapete ancora è che è stato trasportato all’ospedale ammanettato e scortato, con il fiato della polizia addosso anche mentre, al Pronto Soccorso, il dottore gli ricuciva la ferita. Ora è di nuovo al Centro, e si sposta solo trasportato di peso dai suoi compagni, che provvedono pure a trovargli qualche cosa di liquido da ingurgitare ogni giorno, perché non può ancora masticare.
Noi diciamo Cie. I reclusi oramai dicono Guantanamo, dicono Abu Ghraib, si sentono come gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale: «mancano solo i forni, mancano solo le camere a gas».
Ascolta questa testimonianza da via Corelli:
 

macerie @ Settembre 12, 2009

Coniglio a chi?

Diario, Lingua francese
Un recluso marocchino, trasferito qualche giorno fa da Lamezia Terme dove aveva già trascorso tre mesi, è stato picchiato selvaggiamente e senza motivo da tre Alpini sotto il compassionevole sguardo di un crocerossino, ieri sera verso le 23, mentre tornava dalla terapia. Il ragazzo, molto gracile e con una gamba già malmessa da una vecchia frattura, è stato sommariamente curato con una pomata e un po’ di garza, e rimandato in cella.
Oggi invece, un altro recluso è stato convocato dall’Ispettore. L’hanno fatto sedere a un tavolo con cinque Alpini e gli hanno fatto sentire la sua voce registrata mentre denunciava il violento pestaggio di ieri. Al termine dell’intervista, gli Alpini hanno cominciato ad applaudire e a schernirlo. Ecco il dialogo tra l’ispettore e il recluso:
- Era la tua voce questa?
- Sì, è la mia voce.
- Bravo, sei proprio un coniglio.
- Io continuerò a raccontare tutte le cose brutte che succedono qui dentro. E tu?
- Cosa?
- Sei tu che hai picchiato il mio amico ieri sera?
- No.
- E allora il coniglio sei tu.
(Di fronte al continuo peggiorare delle condizioni di reclusione all’interno di corso Brunelleschi, di fronte al protagonismo inedito e violento dei militari, di fronte alla cecità dei crocerossini, di fronte a questi orrori, non sappiamo quanto possa ancora servire telefonare. In ogni caso, vi ricordiamo i numeri per protestare, comodamente, da casa: 011.558.99.18 - 011.558.87.78 - 011.558.98.15)
Leggimi in lingua francese
Continua a pag. 19283

macerie @ Settembre 11, 2009

Miguel

Diario
Si chiama Miguel, il “sovversivo” del quale abbiamo raccontato la storia l’altroieri. Non sta affatto bene: ha ancora una pila in pancia e dentro al Centro non lo stanno curando.
Se volete dargli una mano, telefonate al Cie di Ponte Galeria per protestare: 06.65854215 - 06.65854228

macerie @ Settembre 11, 2009

Funzioni pubbliche

Diario
Venerdì 11 settembre alle ore 10 in punto un gruppetto di antirazzisti si presenta davanti alle porte della Prefettura di Torino. Vogliono assistere - e chissà cos’hanno in mente - all’apertura delle buste per il bando di gestione del Cie di corso Brunelleschi per i prossimi tre anni. La cerimonia è aperta al pubblico, “per tutti ma per voi no”, dice la Digos che per una volta li aspettava. Il Dottor Giuseppe Zarcone, al telefono dal gabinetto di cui è capo, assicura solennemente che la cerimonia era stata rinviata per “problemi organizzativi”. Poco convinti delle spiegazioni, gli antirazzisti se ne vanno, mentre la Digos sibila soddisfatta “siete scontati”.
E infatti, pochi minuti dopo, ma molto lontano da lì, praticamente all’altro capo della città, un gruppo di antirazzisti fa irruzione (scontata, forse, ma inattesa) negli uffici dei sedicenti compagni della Cgil - Funzione Pubblica, per chiedere chiarimenti sul comunicato di solidarietà alla Croce Rossa di Torino, occupata per protesta contro i Cie e i suoi collaborazionisti qualche giorno prima. Armati di megafono, volantini e tanta maleducazione, i contestatori vanno dritti dritti all’ufficio di Salvatore detto Totò Chiaromonte, interrompendo un piccolo ricevimento a base di pasticcini. Chiaromonte e sedicenti compagni rivendicano in pieno la paternità di quel comunicato, lasciando intendere che in nome della tutela dei posti di lavoro, lui farebbe la tessera pure ad un kapò. Promettendo quindi di rivedersi ai prossimi cortei, gli antirazzisti se ne vanno, mentre qualche funzionario non molto informato sulla linea del suo sindacato si lascia scappare uno scontatissimo, ma del tutto fuori luogo, “fascisti.” E non parlava di Chiaromonte.

macerie @ Settembre 11, 2009

Una rivolta immaginaria

Diario
Avremmo voluto raccontarvi la storia di un tentativo di evasione dal Cie di corso Brunelleschi a Torino. Così come avremmo voluto raccontarvi la storia di un pugno in faccia sferrato da un fuggiasco a un Alpino di guardia al Centro. Avremmo voluto, eccome, ma abbiamo chiamato dentro e siamo costretti a smentire le notizie de La Stampa. Pare proprio che la storia dell’evasione sia una bufala, per quanto verosimile di questi tempi, inventata di sana pianta dai militari o dalla Questura per giustificare un violento pestaggio da parte degli Alpini - ed è il primo caso documentato di violenza alpina all’interno di corso Brunelleschi - nei confronti di una quindicina di reclusi, esasperati dall’attesa della “terapia”, dagli insulti e dai maltrattamenti. E, ovviamente, tra militari e poliziotti c’era pure un crocerossino, di sicuro un “operatore precario che, nell’assolvere il suo compito, lotta per mantenere pubblica e civile l’assistenza a tutte le persone in difficoltà“: infatti è stato lui a portare i manganelli agli Alpini, evidentemente in difficoltà. E inoltre, è sicuramente vero che “lo spirito che anima gli operatori Cri non è certo quello dei carcerieri”. Infatti il giorno dopo il pestaggio gli Alpini hanno chiesto scusa, il crocerossino invece no.
 
A proposito di crocerossini precari e sindacalizzati leggi il comunicato della Cgil-Funzione Pubblica:
Non si spara sulla Croce rossa
Aggiornamenti. Nella giornata di oggi alcuni dei reclusi pestati dagli alpini ieri sera sono stati trasferiti in altri Cie in giro per l’Italia. Non sappiamo quanti siano né conosciamo tutte le destinazioni. Sicuramente nelle prossime ore saremo in grado di capire di più sia della dinamica dei fatti di ieri che della sorte dei reduci. Finora, di sicuro c’è solo che i relcusi se le sono prese e che almeno un crocerossino ha partecipato attivamente al pestaggio.
macerie @ Settembre 10, 2009