Primo maggio della FAT
Azione diretta contro lo Stato e il
capitale!
Spezzone rosso e nero.
Cronaca e foto
“Scherza con i santi ma lascia stare gli
infanti”, questo striscione della Rete No Sindone era appeso al camion
di apertura dello spezzone anarchico al corteo del Primo Maggio a
Torino. Non per caso. Quest’anno piazza S. Carlo, dove tradizionalmente
si concludono le manifestazioni della giornata dei lavoratori, è stata
colonizzata dai cattolici che se ne sono appropriati per preparare la
scenografia per la performance del loro boss il giorno successivo. Il
corteo si è così concluso in piazza Castello.
Come
ogni anno la Federazione Anarchica di Torino ha dato vita ad uno
spezzone rosso e nero che, infischiandosene delle complesse alchimie di
piazza del Primo Maggio torinese, si è collocato al centro del corteo
con lo striscione “Azione Diretta contro lo Stato e il Capitale”. Gli
studenti del Cast hanno sfilato con “Il lavoro salariato è per servire,
l’autogestione è per vivere”. In bella vista sul camion anche lo
striscione “Né CIE né Frontiere. Ribellarsi è giusto”.
Presenti
anche compagni e compagne dalla Val Susa, da Asti, da Cuneo, da
Alessandria, che hanno dato vita ad un settore del corteo, che
attraversando via Po nel momento del massimo affollamento, si è fermato
più volte per comizi volanti. Lunghi applausi hanno accolto il passaggio
degli anarchici, che parlavano dei temi che toccano la vita di tutti:
la crisi che morde la vita dei lavoratori ma lascia intatti i profitti
dei padroni, la guerra che continua in Afganistan, la solidarietà con i
lavoratori migranti, la precarietà per legge. La critica verso
l’invadenza clericale e l’enorme dispendio di denaro pubblico per le
spese dell’ostensione ha suscitato ampio consenso, che si è fatto
ovazione quando si è citata la resistenza dei lavoratori greci che, il
quotidiano “La Stampa” ha descritto come ostinati nella difesa dei
propri “privilegi”.
A metà
percorso il camion si è guastato, ma non ci siamo persi d’animo: olio di
gomito ed un sorriso sulle labbra l’abbiamo spinto sino alla fine del
corteo. In piazza Castello – dove la rete “No Sindone” aveva piazzato un
enorme striscione che invitava alla piazza No Ratzinger del giorno
successivo - ci siamo fermati a lungo al “cavallo”, di fronte ad una
folla attenta e partecipe. L’invito all’autogestione delle lotte, al
rifiuto della delega, alla necessità di una nuova resistenza ha concluso
tra gli applausi il nostro intervento, in una piazza che i tristi
istituzionali avevano già abbandonato da tempo.
Purtroppo
la lunga mattinata ha avuto un brutto epilogo. In fondo al corteo lo
spezzone anticlericale è stato bloccato all’ingresso di piazza Castello
da un cordone di carabinieri. La questura, ben decisa a tacitare i senza
religione, non poteva tollerare una papessa assisa su una sedia
gestatoria a forma di vagina gigante. Ne è seguito un parapiglia, nel
quale il vicequestore Sertorio si è preso una bandierata in testa. Per
questo fatto un anarchico è stato arrestato poco dopo e tradotto alle
Vallette: lunedì, all’udienza di convalida, il giudice ha confermato
l’arresto e disposto l’immediata scarcerazione.
Sertorio,
oggi a capo del commissariato di Dora Vanchiglia, è uno che tutti
conoscono per le retate contro gli immigrati al tempo che comandava a
Porta Palazzo. Indimenticabile per noi la sua “testimonianza” su un
nostro compagno, nel processo contro gli antifascisti del 18 giugno
2005.
La
nostra giornata si è poi conclusa come sempre con il pranzo e la festa
del Primo Maggio nella sede della Federazione Anarchica in corso Palermo
46.
Per
info e contatti:
Federazione
Anarchica – Torino
Corso
Palermo 46 – ogni giovedì dalle 21
338
6594361 – 338 6594361











