Saldatura- Giornata NoTav a Torino
saremo in Piazza XVIII Dicembre(Porta Susa) dalle Ore 14:00.
Torino i No Tav, il
traffico e la questura
A Torino vogliono bloccare
il traffico per 30 anni e allora vietano di bloccarlo per 30 minuti.
Sabato 28,
in occasione della giornata No Tav
torinese, la questura di Torino ci ha comunicato che per motivi di viabilità
dobbiamo fermare la nostra camminata in piazza Statuto.
Forse preferiscono che
prendiamo il treno alla più vicina stazione?
Confermiamo il programma
della giornata No Tav di sabato 28, invitando tutti ad essere presenti con tante
bandiere NO TAV.
250.000
torinesi verranno investiti dal Tav. Per quest’opera inutile e devastante
verranno spesi miliardi di soldi pubblici, sottratti a sanità, trasporti,
istruzione.
Giornata
No Tav sabato 28 giugno, in occasione della conclusione dei lavori
dell’osservatorio Virano e della prossima presentazione dei tracciati.
-
Porta Susa ore 16: assemblea di piazza.
-
Ore 17,30/18 si parte! "camminata" fino a corso Francia e ritorno a
Porta Susa per via Cernaia e piazza Solferino.
Saremo
dotati di carriole di sabbia e badili per l’allestimento di un cantiere.
Interverranno anche numerosi sindaci con la fascia per la posa della prima
pietra.
Invitiamo
tutti a portare caschetti da cantiere, giacche gialle e arancio, secchi, pale
e… tutto quello che la fantasia vi suggerisce.
Al
termine, a Porta Susa, merenda sinoira con toma, birra, musica e interventi di
chiusura.
Ci saranno banchetti
informativi, banda musicale, teatranti e uno spazio allestito per far giocare i
bambini.
Il governo, si sta preparando
a far partire i lavori cominciando da Torino: fermarli è possibile, fermarli è
necessario.
La marcia del popolo No Tav
non si ferma né in piazza Statuto né a Porta Susa.
Per info: 338 6594361
Di seguito il volantino che
stiamo distribuendo in questi giorni a Torino
250.000 torinesi a rischio
TAV… il super treno investirà anche te
In questi giorni il governo
ha dichiarato che l’accordo per la realizzazione di una nuova linea ferroviaria
ad Alta Velocità tra Torino e Lyon è ormai alle sue fasi conclusive, perché le
popolazioni interessate approvano il Tav e “l’anomalia” No Tav ormai riguarda
solo pochi irriducibili estremisti.
Gran parte degli
amministratori della Val Susa si è schierata sul fronte del “come Tav”, rinunciando
all’opposizione all’opera e schierandosi con il sindaco di Torino che pretende
che i lavori comincino dal capoluogo. Ma hanno fatto i conti senza le
popolazioni interessate che in Val Susa e, in maniera crescente anche a Torino,
si oppongono al Tav.
I nuovi progetti che vengono
presentati come “novità” non sono altro che ipotesi scartate in passato perché
ancor più devastanti e assurde di quelle del 2005.
Un inganno che si unisce alla truffa del Tav, un’opera che non serve, un’opera
dannosa per l’ambiente e dispendiosissima per noi tutti, perché interamente
pagata con denaro pubblico.
Quest’opera, oggi come
quindici anni fa, serve solo agli interessi di chi la costruisce, una lobby
politico affaristica, che, dopo tangentopoli, ha trovato nelle grandi opere il
modo assicurarsi ingenti quote di denaro pubblico senza dover inciampare nelle
maglie della legge. Il Tav non è altro che una truffa legale. Una truffa voluta
da tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, tutti interessati a
dividere una ricca torta.
In molti credono che il TAV
Torino-Lyon sia solo un affare valsusino ma si sbagliano: l’impatto dell’opera
e dei cantieri che per 30 anni sventreranno la nostra città sarà fortissimo.
Secondo il commissario
straordinario per la
Torino Lyon, Mario Virano, ben 250.000
torinesi dovranno fare i conti con i cantieri del Tav. Uno su 4 di noi. Per 30
anni.
Cagnardi, l’architetto che ha
preparato il progetto per Torino, ha chiamato “birillo” una casa ad otto piani
che si troverà sul percorso del Tav a Torino. Che fine fanno i birilli lo sanno
anche i bambini. Peccato che in questo, come nei tanti altri “birilli” che il
Tav incontrerà sulla sua strada, ci abitino uomini, donne e bambini, gente che
magari ha fatto fatica a mettere insieme i soldi per una casa che verrà
espropriata a basso costo. E parliamo dei “fortunati”, perché gli altri, quelli
cui la casa non la tireranno giù, il Tav se lo vedranno (e sentiranno)
sfrecciare sotto il naso.
La retorica di chi vuole
l’opera ad ogni costo è piena di due parole ripetute come una pubblicità
ossessiva perché entrino nelle teste di ciascuno di noi.
Le parole sono progresso e
collegamento con l’Europa: l’immagine è quella della piccola Italia schiacciata
dietro la catena alpina, mentre fuori corrono veloci treni e autostrade: camion
e vagoni pieni di biscotti, caramelle e copertoni che vanno in Francia mentre
dalla Francia arrivano biscotti, caramelle e copertoni: in entrambe le
direzioni viaggiano le merci prodotte con il sudore e il sangue dei lavoratori
dei mille sud di un mondo dove la globalizzazione della miseria va di pari
passo con la globalizzazione delle merci.
Ma a noi, alla nostra vita,
serve tutto questo?
I dati, confermati anche dai
tecnici governativi, dicono di no. Una linea che collega Torino alla Francia
c’è già e basta e avanza. Far circolare sempre più merci non migliora le nostre
vite ma aumenta i profitti dei soliti pochi.
Chi ogni giorno prende il
treno per andare al lavoro o a scuola vorrebbe carrozze pulite, treni in
orario, gabinetti nelle stazioni, e magari non rischiare la pelle su treni
vecchi, dove negli ultimi anni si sono moltiplicati gli incidenti mortali. Ma
queste “piccolezze” poco importano a chi ci governa, a chi ci governa oggi e a
chi ci governava ieri.
Inoltre il TAV sarebbe
dannoso alla salute a all’ambiente: presenza di uranio e radon, rumori,
vibrazioni, polveri durante il mastodontico cantiere che durerà più di 30 anni,
inaridimento della valle (verranno prosciugate falde acquifere disperdendo tra
i 60 e i 125 milioni di metri cubi all’anno - dati LTF e “Rapporto Europeo
COWI”).
Fare il Tav (cioè costruire
una nuova linea) rende una montagna di soldi ai soliti noti che hanno
saccheggiato e devastato mezza penisola, serve a finanziare i partiti (di tutto
l’arco parlamentare) e ad arricchire le lobby del tondino&cemento e le
banche, a spese della collettività.
Il TAV in Italia è
assurdamente costoso: dagli studi comparati dell’economista Ivan Cicconi,
(reperibili nel sito www.notav-valsangone.eu), il costo effettivo delle tratte
Torino-Milano-Napoli ancora incomplete, già ha raggiunto mediamente i 61
milioni di euro al Km, contro i 10 della Francia e i 9 della Spagna. La nuova
linea Torino-Lyon avrà costi facilmente superiori a 40-50 miliardi di euro.
Impediamo che saccheggino e
devastino ulteriormente la nostra città.
In Val Susa lo hanno già
fatto e lo rifaranno. Adesso tocca anche a noi di Torino metterci di traverso,
e dire no ad un’opera inutile, dannosa, costosa!
Dire no a chi pretende di
decidere sulle nostre teste e sul nostro futuro.
www.saldatura.org
SALDATURA - rete contro le
nocività di Torino e dintorni
http://www.saldatura.org
Scarica il manifesto

