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12.11.2007

Sentenza antifa C.so Buenos Aires: 60 anni per gli antifa dell’11 marzo

Postiamo e diamo la nostra solidarietà!
Fenix!
&
Torino Squatters

DEVASTANO le nostre VITE E SACCHEGGIANO il nostro FUTURO

Assemblea martedì 13 novembre ore 21:00 in pergola

60 anni di carcere per 15 degli antifascisti arrestati l’11 marzo 2006.
Due le assoluzioni per non aver commesso il fatto, una condanna a 4 mesi
per porto d’arma impropria.

Questo il risultato del processo d’appello che si è concluso oggi a
Milano dove, in sostanziale continuità con la sentenza di primo grado,
viene confermato il reato di devastazione e saccheggio. Un chiaro
messaggio a tutti coloro che si erano illusi della possibilità, a due
anni dai fatti, di una derubricazione del capo d’imputazione.
La linea tenuta dalla magistratura conferma la volontà di colpire
duramente, attraverso l’utilizzo del concorso morale in devastazione e
saccheggio, le manifestazioni di dissenso e scontro di piazza. Così per
Genova, così per Torino, e così sarà d’ora in avanti…
Un processo che ha voluto essere fin dall’inizio un processo politico sia
nella scelta dei capi di imputazione, che nell’utilizzo indiscriminato
della carcerazione preventiva (4 mesi in galera seguiti più 3 mesi di
domiciliari e altri di obblighi di firma), e infine nelle motivazioni
della sentenza di condanna confermata dalla corte d’appello.
Quell’11 marzo, a seguito dell’autorizzazione a sfilare concessa dalle
autorità cittadine ai nazifascisti della Fiamma Tricolore scoppiarono
scontri tra gli antifascisti, scesi in piazza per impedire la vergognosa
manifestazione, e la polizia.
Agli arresti e alle condanne si è associato il meccanismo di
demonizzazione attraverso i mezzi di informazione, con il consueto
atteggiamento da “sbatti il mostro in prima pagina”, cercando così
d’isolare gli imputati dal tessuto sociale che li circonda e spezzare la
solidarietà.
Una solidarietà che va costruita e alimentata per contrapporre la nostra
verità a quella processuale e mediatica oggi a Milano come a Genova,
altro processo in cui l’accusa chiede condanne esemplari (per un totale
di 225 anni di carcere), sempre attraverso l’utilizzo della devastazione
e saccheggio.

Le giornate del luglio 2001 sono un pezzo della nostra storia, della
nostra memoria, a cui tocca tornare se vogliamo comprendere
l’evoluzione e il consolidamento dei disegni repressivi e delle derive
securitarie in atto oggi in Italia e non solo. Mai come nel caso di
Genova il sistema calò la maschera, mostrandosi in tutta la sua
brutalità, con la violenza in divisa che culminò nella mattanza alla
scuola Diaz.
Mentre gli artefici e i responsabili dei pestaggi in piazza e delle
torture nelle caserme venivano promossi di grado, chi quei giorni era in
strada per manifestare si trovava alla sbarra a doversi difendere da
accuse pesantissime. L’impunità dei picchiatori in divisa non fu un
passo verso l’avvallamento dei disegni di una destra autoritaria che si
apprestava a governare l’Italia per 5 anni, seminando paure per poi
proporre soluzioni forti, consistenti nell’aumento del controllo
sociale ai danni di chi si sceglie di opporsi a un sistema ingiusto,
prepotente e autoritario. In questi sei anni abbiamo visto cambiare
radicalmente le nostre città, con una continua esasperazione del bisogno
di sicurezza cavalcato da politici e mass media, che si è tradotto in
una crescente militarizzazione del territorio, nella continua
criminalizzazione delle diverse forme di dissenso, nell’accanimento
contro le fasce più deboli e marginali della popolazione e in un
rigurgito di razzismi e autoritarismi. Una prassi reiterata dal governo
attuale, e in particolare dai rappresentanti del Partito Democratico.

E’ quindi necessario costruire e organizzare la solidarietà con i 25
compagn* imputati a Genova il 17 novembre. E’ la nostra storia che viene
messa alla sbarra e dobbiamo quindi costruire intorno alla vicenda
processuale un forte momento di risposta e di lotta.
Invitiamo tutti e tutte a riprenderci le strade di Genova per esprimere
la massima solidarietà e complicità con i 25 imputati e per rivendicare
ad alta voce il nostro rifiuto per una società che sembra assomigliare
ogni giorno di più a una prigione.
Mai liberi finchè l’ultimo sarà schiavo!

Libereribelli
Da
http://lombardia.indymedia.org/?q=node/1968