09.11.2007
Solidarietà @ Asilo Squat
SOLIDARIETÀ ALL’ASILO SQUAT
La solidarietà del Barocchio Squat Garden all’Asilo è scontata, ma
nonostante questo ci teniamo ad esprimerla oltre a quella significativa di
altre realtà, gruppi, squat e centri sociali: Saldatura, Mezcal Squat,
Askatasuna, Federazione Anarchica Italiana fra i più noti.
Ma poi c’è qualcosa in più. Infatti il Barocchio e l’Asilo sono stati il
fulcro del movimento squatter di Torino, che è riuscito a portare in
città da più di quattro lustri lotte radicali contro il potere. Un
movimento voluto e formato da anarchici ma non solo. Chi ha proposto
l’occupazione dell’Asilo viene dal Barocchio ed insieme occupammo 20 anni
fa El Paso.
Dunque una profonda affinità di scelte e di percorsi di vita ci accomuna
all’Asilo con una solidarietà di cuore.
Per questo volevamo dire alcune cose ai politicanti guidati dal Podestà
Chiamparino, che intrigano per conto dello Stato nel palazzo comunale o
nelle squallide circoscrizioni, secondo un piano prestabilito di attacco
alle occupazioni in città. Se l’Askatasuna ha parlato chiaro nel suo
comunicato affermando che non lascerà sgomberare l’Asilo, noi vorremmo
essere ancora più espliciti.
L’eventuale sgombero dell’Asilo si presenta come un attacco politico al
cuore dell’esperienza degli squatter di Torino, all’idea e alla pratica
dell’anarchia nei suoi aspetti fondamentali di azione diretta ed
autogestione. E non solo ci opporremo con tutte le forze, ma vi assicuriamo
che, da quando è stato minacciato dall’assessore di turno, lo scontro si
può spostare in qualunque momento nel centro della città.
Non si illudano poi che cessino le occupazioni, visto che sono la risposta
ad esigenze sociali e non una strategia politica.
Facciano dunque attenzione politicanti, burocrati e sbirri, magistrati
forcaioli e giornalisti asserviti che, come tutti gli autoritari, odiano
visceralmente ogni esperienza d’autogestione, che per loro rappresenta lo
spettro della disoccupazione.
La rabbia per le violenze, le intimidazioni, la repressione subite,
acuitasi da quando 10 anni fa i nostri amici Sole e Baleno, già occupanti
dell’Asilo detenuti sono morti impiccati, non si è mai sopita,
rinfocolata semmai da sgomberi a catena, arresti, denunce, processi,
pestaggi polizieschi e aggressioni fasciste. Noi siamo sempre pronti.
Da un paio d’anni era partita la proposta della Bellavita, ovvero la
pratica sociale della gratuità dei rapporti fra individui, iniziava
l’abolizione del denaro fra di noi che poi si sarebbe estesa anche ad altri
movimenti. Era il 1997 e scrivevamo su Tuttosquat che la città avrebbe
dovuto trasformarsi in un grande campo di gioco. Voi avete ribadito con
la forza che qui non c’è posto per il gioco e per il piacere, per la
libera creatività. Perchè la vostra società è una galera, che ha ucciso
anche due di noi nel più drammatico dei modi, e galera deve restare pur di
garantire l’ingiustizia sociale dei vostri privilegi. Voi ne tenete le
chiavi.
Avete trasformato la vita sociale ad immagine e somiglianza dello Stato.
Sempre più sfacciatamente, una società securitaria fondata sulla paura e
sul proliferare della galera. 22 nuove carceri ed una vergognosa sequela di
campi di concentramento per chi porta la colpa di non essere europeo: i
CPT.
Noi desideriamo la rovina di tutto ciò e ci comportiamo di conseguenza.
Quello che vi diciamo stavolta è che verremo a trovarvi nel centro della
città vetrina e direttamente nei vostri Palazzi, come abbiamo già fatto.
Se l’Asilo dovesse essere realmente attaccato, nonostante la sua
occupazione prosegua a gonfie vele da 13 anni, che sia abitato da almeno 20
persone comprese famiglie e che delle sue attività si parli nel resto
d’Europa, troverete lungo!
Dopo il successo dell’esempio dei pionieri leghisti e socialisti di Milano
nella lotta contro il centro sociale Leoncavallo, la sinistra istituzionale
ha calcolato di catturare facilmente anche i voti di destra capeggiando
queste imprese sbirresche e proponendosi più in generale come partito
d’ordine, più realista del re, più a destra dei fascisti, di fronte ad un
popolo di piccoli proprietari incatenati a forza sul territorio dal lavoro
per pagare mutui per la famiglia.
Forse i burocrati di sinistra non vogliono che si sappia che dalla strada
dello statalismo non si torna più indietro, ed è ipocrisia pura che per
dissimulare si chiedano fra di loro di dire qualcosa di sinistra che
risulterebbe incomprensibile ad una platea sommersa da beceri appelli
all’ordine ed alla legalità, ripetuti indifferentemente da ex-fascisti,
preti, padroni ed ex-comunisti, tutti saliti in groppa allo stesso cavallo
di battaglia demagogico.
Non vogliono vedere che ricalcando i disastri del ‘22 stanno
spianando la strada ai tardo-fascisti perfettamente a loro agio nel
tradizionale ruolo di bastonatori e di sbirri vigliacchi ed impuniti.
Soltanto che stavolta dopo aver rinunciato alla propria identità,
alle proprie idee, per opportunismo politico e sete di potere si
identificano appieno e sprofondano nei valori e nei programmi di estrema
destra.
Ora sono una grande famiglia, il fronte dell’autoritarismo è finalmente
unito e getta la maschera delle diversità politiche, offrendo al suo
interno differenze sempre più insignificanti fra destra, sinistra e
centro.
In nome della legalità viviamo ormai in uno Stato di polizia, lo stato
europeo con più sbirri rispetto alla popolazione.
Ma in questo quadro desolante, la realtà di Torino rimane speciale
rispetto al resto d’Italia e d’Europa.
Nonostante la canea repressiva abbattutasi sugli squat, a Torino le
occupazioni libertarie continuano ad essere in maggioranza e soprattutto
continuano ad essere trainanti per le lotte più radicali, comprese quelle
più popolari.
Questo movimento che conta su di una vasta solidarietà saprà muoversi
adeguatamente, qualora lo sgombero dell’Asilo si rivelasse qualcosa di più
di una miserabile fantasticheria di burocrati.
IN OCCASIONE DEI 15 ANNI DI OCCUPAZIONE DEL BAROCCHIO RIBADIAMO CON LE
SINCERE PROMESSE CONTENUTE IN QUESTE PAROLE OLTRE CHE CON I FATTI
LA NOSTRA SOLIDARIETA’ INCONDIZIONATA
ALL’ASILO SQUAT PRINCIPE DI NAPOLI, OCCUPATO DAL 1995.
- de corazon -
Barocchio Squat Garden
Torino West Coast
31 ottobre 2007
La solidarietà del Barocchio Squat Garden all’Asilo è scontata, ma
nonostante questo ci teniamo ad esprimerla oltre a quella significativa di
altre realtà, gruppi, squat e centri sociali: Saldatura, Mezcal Squat,
Askatasuna, Federazione Anarchica Italiana fra i più noti.
Ma poi c’è qualcosa in più. Infatti il Barocchio e l’Asilo sono stati il
fulcro del movimento squatter di Torino, che è riuscito a portare in
città da più di quattro lustri lotte radicali contro il potere. Un
movimento voluto e formato da anarchici ma non solo. Chi ha proposto
l’occupazione dell’Asilo viene dal Barocchio ed insieme occupammo 20 anni
fa El Paso.
Dunque una profonda affinità di scelte e di percorsi di vita ci accomuna
all’Asilo con una solidarietà di cuore.
Per questo volevamo dire alcune cose ai politicanti guidati dal Podestà
Chiamparino, che intrigano per conto dello Stato nel palazzo comunale o
nelle squallide circoscrizioni, secondo un piano prestabilito di attacco
alle occupazioni in città. Se l’Askatasuna ha parlato chiaro nel suo
comunicato affermando che non lascerà sgomberare l’Asilo, noi vorremmo
essere ancora più espliciti.
L’eventuale sgombero dell’Asilo si presenta come un attacco politico al
cuore dell’esperienza degli squatter di Torino, all’idea e alla pratica
dell’anarchia nei suoi aspetti fondamentali di azione diretta ed
autogestione. E non solo ci opporremo con tutte le forze, ma vi assicuriamo
che, da quando è stato minacciato dall’assessore di turno, lo scontro si
può spostare in qualunque momento nel centro della città.
Non si illudano poi che cessino le occupazioni, visto che sono la risposta
ad esigenze sociali e non una strategia politica.
Facciano dunque attenzione politicanti, burocrati e sbirri, magistrati
forcaioli e giornalisti asserviti che, come tutti gli autoritari, odiano
visceralmente ogni esperienza d’autogestione, che per loro rappresenta lo
spettro della disoccupazione.
La rabbia per le violenze, le intimidazioni, la repressione subite,
acuitasi da quando 10 anni fa i nostri amici Sole e Baleno, già occupanti
dell’Asilo detenuti sono morti impiccati, non si è mai sopita,
rinfocolata semmai da sgomberi a catena, arresti, denunce, processi,
pestaggi polizieschi e aggressioni fasciste. Noi siamo sempre pronti.
Da un paio d’anni era partita la proposta della Bellavita, ovvero la
pratica sociale della gratuità dei rapporti fra individui, iniziava
l’abolizione del denaro fra di noi che poi si sarebbe estesa anche ad altri
movimenti. Era il 1997 e scrivevamo su Tuttosquat che la città avrebbe
dovuto trasformarsi in un grande campo di gioco. Voi avete ribadito con
la forza che qui non c’è posto per il gioco e per il piacere, per la
libera creatività. Perchè la vostra società è una galera, che ha ucciso
anche due di noi nel più drammatico dei modi, e galera deve restare pur di
garantire l’ingiustizia sociale dei vostri privilegi. Voi ne tenete le
chiavi.
Avete trasformato la vita sociale ad immagine e somiglianza dello Stato.
Sempre più sfacciatamente, una società securitaria fondata sulla paura e
sul proliferare della galera. 22 nuove carceri ed una vergognosa sequela di
campi di concentramento per chi porta la colpa di non essere europeo: i
CPT.
Noi desideriamo la rovina di tutto ciò e ci comportiamo di conseguenza.
Quello che vi diciamo stavolta è che verremo a trovarvi nel centro della
città vetrina e direttamente nei vostri Palazzi, come abbiamo già fatto.
Se l’Asilo dovesse essere realmente attaccato, nonostante la sua
occupazione prosegua a gonfie vele da 13 anni, che sia abitato da almeno 20
persone comprese famiglie e che delle sue attività si parli nel resto
d’Europa, troverete lungo!
Dopo il successo dell’esempio dei pionieri leghisti e socialisti di Milano
nella lotta contro il centro sociale Leoncavallo, la sinistra istituzionale
ha calcolato di catturare facilmente anche i voti di destra capeggiando
queste imprese sbirresche e proponendosi più in generale come partito
d’ordine, più realista del re, più a destra dei fascisti, di fronte ad un
popolo di piccoli proprietari incatenati a forza sul territorio dal lavoro
per pagare mutui per la famiglia.
Forse i burocrati di sinistra non vogliono che si sappia che dalla strada
dello statalismo non si torna più indietro, ed è ipocrisia pura che per
dissimulare si chiedano fra di loro di dire qualcosa di sinistra che
risulterebbe incomprensibile ad una platea sommersa da beceri appelli
all’ordine ed alla legalità, ripetuti indifferentemente da ex-fascisti,
preti, padroni ed ex-comunisti, tutti saliti in groppa allo stesso cavallo
di battaglia demagogico.
Non vogliono vedere che ricalcando i disastri del ‘22 stanno
spianando la strada ai tardo-fascisti perfettamente a loro agio nel
tradizionale ruolo di bastonatori e di sbirri vigliacchi ed impuniti.
Soltanto che stavolta dopo aver rinunciato alla propria identità,
alle proprie idee, per opportunismo politico e sete di potere si
identificano appieno e sprofondano nei valori e nei programmi di estrema
destra.
Ora sono una grande famiglia, il fronte dell’autoritarismo è finalmente
unito e getta la maschera delle diversità politiche, offrendo al suo
interno differenze sempre più insignificanti fra destra, sinistra e
centro.
In nome della legalità viviamo ormai in uno Stato di polizia, lo stato
europeo con più sbirri rispetto alla popolazione.
Ma in questo quadro desolante, la realtà di Torino rimane speciale
rispetto al resto d’Italia e d’Europa.
Nonostante la canea repressiva abbattutasi sugli squat, a Torino le
occupazioni libertarie continuano ad essere in maggioranza e soprattutto
continuano ad essere trainanti per le lotte più radicali, comprese quelle
più popolari.
Questo movimento che conta su di una vasta solidarietà saprà muoversi
adeguatamente, qualora lo sgombero dell’Asilo si rivelasse qualcosa di più
di una miserabile fantasticheria di burocrati.
IN OCCASIONE DEI 15 ANNI DI OCCUPAZIONE DEL BAROCCHIO RIBADIAMO CON LE
SINCERE PROMESSE CONTENUTE IN QUESTE PAROLE OLTRE CHE CON I FATTI
LA NOSTRA SOLIDARIETA’ INCONDIZIONATA
ALL’ASILO SQUAT PRINCIPE DI NAPOLI, OCCUPATO DAL 1995.
- de corazon -
Barocchio Squat Garden
Torino West Coast
31 ottobre 2007

