solidarietą dal Col. Po
“Non potete fermare il vento, potete solo fargli perdere tempo…” Comunicato 23/02/2010
Diversi
fatti fanno pensare che il “momento elettorale” non sia il teorico
momento culmine dell'espressione democratica di questa società, ma
piuttosto il momento della resa dei conti in cui le cricche sociali non
risparmiano alcun colpo per conservare il loro potere.
Come dimostrato giorni fa con i pestaggi della polizia in Val di Susa,
il sangue e le vite delle persone valgono molto meno degli interessi di
questi signori.
Sono così partite martedì notte le 23 perquisizioni, i 3 arresti
“cautelari” in carcere e altre 3 custodie ai domiciliari contro
l'ennesimo capro espiatorio dipinto da media e funzionari di Stato come
nemico pubblico, contro cui scagliare l'indignazione pubblica.
E' la “giusta” distrazione in periodo elettorale per distogliere i
pensieri dei cittadini da questi tempi bui della società, in cui la
depravazione di istituzioni senza valori né orizzonti non cessa di
produrre disagio sociale, emarginazione e povertà.
Si accusano, così, ingiustamente persone che non esitano a difendere e
a lottare per quei valori di giustizia sociale, libertà e antirazzismo.
Valori di cui noi tutti dovremmo sempre essere fautori.
Invece già in autunno lo stesso pm Padalino, firmatario dell'attuale
operazione, aveva costretto alcune di queste persone al regime di
sorveglianza speciale, misura nata nel ventennio fascista, che prevede
la limitazione della libertà personale e dei diritti di cittadinanza.
La Corte d'appello aveva successivamente annullato il provvedimento in
quanto le uniche attività attribuili a queste persone erano solo
riconducibili ad una militanza politica e dunque inerenti alla sfera
della libertà personale, non ad un fatto di incolumità pubblica.
Per queste ragioni riteniamo che quella che dovrebbe sembrare
un'operazione di Giustizia non sia altro che un'operazione mediatica,
creata ad hoc per la campagna elettorale, che fomenta un clima di
repressione e giustizialismo ad uso e consumo di politici a caccia di
voti. A ciò si aggiungono le calunniose drammatizzazioni della stampa
che cerca la spettacolarizzazione da cronaca nera, che nascondono la
verità al fine di compiacere i potenti e ingannare la gente.
Quanto al procuratore capo Caselli, constatiamo che nessuno strumento
sia da egli risparmiato per annientare politicamente realtà di lotta
cittadine, dall'onda studentesca ai gruppi anarchici, attraverso il
solito clima da “caccia alle streghe”.
Nel nostro paese, ormai, la legalità del sistema viene propinata come
il Giusto alla maggioranza della popolazione, abbindolata dalle belle
favole raccontate da politici interessati a mantenere una situazione di
disinteresse e assopimento, utile solo a difendere i propri interessi.
Allo stesso modo tutte le voci di dissenso che si oppongono a questa
legalità vengono considerate come ingiuste.
Viviamo, dunque, in un mondo in cui i concetti di legalità e giustizia
si sovrappongono e si confondono pericolosamente, dove politiche
razziste che prevedono la reclusione di migranti nei CIE siano
accettate e considerate legali, mentre qualsiasi opposizione ad esse
sia criminalizzata.
In questo clima si inseriscono anche l'avviso di sfratto e la
perquisizione alla sede di Radio Blackout, storica radio libera
torinese che dagli anni Novanta da voce a tutte le realtà sociali che
resistono, ostacolate dalle istituzioni e scartate o ignorate dai media
tradizionali.
E' l'ennesimo atto di censura da parte di un'amministrazione che trova
sempre più difficoltà a gestire un malcontento dilagante che prende
ogni giorno forma nelle lotte studentesche e dei lavoratori, nel
movimento NoTav, nelle lotte dei migranti e nella difesa degli spazi
occupati.
Esprimiamo dunque la nostra solidarietà ai compagni arrestati e
perquisiti, alla redazione di Radio Blackout e avvisiamo partiti e
questura che non ci sarà censura né repressione che fermerà la nostra
voglia di libertà e le nostre lotte.
Le maschere che nascondono i loro sporchi affari presto cadranno!
“Non potete fermare il vento, potete solo fargli perdere tempo…”
Col.Po – Collettivo Politecnico

