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Solidarietà torinese
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30.04.2009

Solidarietà torinese

Solidarietà per l'antirazzista milanese colpito dalla Repressione.

Torino Squatters
 
Milano 25 aprile 2009


In data 24 aprile u.s., nelle pagine di cronaca milanese, il
Giornale pubblicava un articolo in cui, con lo stile
questurino che lo contraddistingue, dava in pasto al basso
ventre della società "civile" dei suoi lettori un
nostro compagno.

I contenuti quotidianamente razzisti di questo giornale
fanno il paio col metodo utilizzato nel caso in questione.

Non avrà a lamentarsi la sua redazione se avremo modo di
indicarla quale nemica privilegiata di tutti gli/le
antirazzisti/e.


Comitato Antirazzista Milanese


 ilGiornale.it del 24-04-2009
Cacciato Foglio di via all'agitatore degli africani, aveva
già guidato la rivolta di via Adda

Anche martedì e mercoledì è arrivato in piazza con il
suo megafono da passeggio, puntuale come sempre, ogni volta
che in città si prospettano disordini. Nell¹occasione si
trattava dei rifugiati politici scampati dalle guerre civili
del Corno d¹Africa. Ma questa volta ha esagerato
nell¹infiammare la piazza così Fabio Zerbini ha
rimediato un bel foglio di via dalla Questura. Risiede
formalmente a Torino? Bene se ne torni e non rimetta più
piede a Milano. Capello e barbetta ormai bianchi, Zerbini
è un
volto, e un nome, assai noto nella galassia antagonista: di
formazione anarchica ora cane sciolto (nessuna
organizzazione o centro sociale lo vuole vedere nemmeno
dipinto) negli anni si è «specializzato» in stranieri.
Non importa la nazionalità. Negli anni scorsi i suoi
cavalli di battaglia sono stati via Corelli, davanti al
quale si piazzava al primo stormir di foglia e
i nomadi. Lo si è visto, bombole di gas alla mano,
difendere il fortino di via Adda o, brandendo neonati,
Triboniano. L¹importante ci sia lo scontro fisico e dove
non c¹è lo si cerca, lo si coltiva. Come ha fatto nei
due giorni trascorsi dai 100 africani in cerca di un tetto.
Insufflando risposte negative a ogni proposta di
sistemazione, suggerendo resistenza a oltranza
nella speranza ci scappasse qualche bella carica. Sulla
quale spargere, in nome della brutale repressione
poliziesca, fiumi di lacrime «antifasciste e
antirazziste». L¹altra sera la Digos si è presentata
nella casa di Lambrate che divide con la fidanzata con
l¹ordine perentorio: inforchi la sua moto rossa fiammante
e se ne torni in fretta a Torino, qui a Milano ha ormai
rotto.