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24.11.2004

Stato terrorista

Le previsioni della fine dicembre 2003 si stanno avverando. In Italia, dopo le Brigate Rosse, la repressione cerca gli anarchici. Decine di anarchici italiani sono stati investiti dalla macchina repressiva dello Stato, a piu’ riprese, soprattutto durante l’estate 2004, molti sono sotto l’inchiesta di nuove montature, qualcuno e’ stato arrestato in nome di queste, qualcuno se ne e’ andato.

CONTRO OGNI LIBERTA’

“lo Stato, dal canto suo, deve (…) istituire un complotto costante e preventivo contro tutte le istanze di rivolta.” (Riccardo D’ Este, 3/11/1994)

Nello scritto del 19 Dicembre (dittatura democratica) dove si prevedeva quanto ci sta succedendo, si diceva anche dellÂ’obiettivo di fondo del ministro degli Interni, di tutti i ministri e di tutti i governi: restringere - tendendo a zero - la liberta’ individuale. UnÂ’attivitĂ  che si incentiva in vista di un lungo periodo di crisi economica e di prevedibile instabilita’ sociale.
Come sempre, per rafforzare il loro potere, gli uomini di Stato cominciano attaccando chi li critica in modo radicale negando ogni legittimita’ allo Stato ed invitando apertamente alla rivolta contro di esso. Si parte dunque colpendo i piu’ accaniti avversari dell’idea e della pratica di Stato, quasi sempre gli anarchici, per arrivare attraverso stati di emergenza reiterati all’infinito a togliere sempre piu’ liberta’ a tutti. E’ una vecchia storia, conclamata negli anni ‘70 e mai piu’ finita. Le leggi eccezionali di allora ci sono ancora. Ma il ministro dice che non bastano, le trova troppo blande.

ONE MAN BAND (meteor)

Le proposte del ministro degli Interni Pisanu per l’anno nuovo 2004 sono di istituire nuovi reati dove si possa punire il singolo individuo per reati politici eversivi, con la stessa pesantezza con cui lo Stato colpisce le associazioni sovversive. E che per fare questo bastino le dichiarazioni di intenti, anche senza prove di colpevolezza, poichĂ© e’ l’attitudine ribelle ed il cattivo esempio che può dare, che bisogna sradicare. Meglio di cosi’ si muore.
C’erano gia’ state avvisaglie di questa estrema tendenza forcaiola nell’arringa finale dell’accusa contro Silvano Pelissero, nelle dichiarazioni del P.M. Marini nel corso della montatura antianarchica che porta il suo nome e nel preteso delitto genovese di concorso - psichico. Il ministro le ha raccolte e sintetizzate in una proposta che vorrebbe abbattere le residue liberta’ individuali, allargando in modo incontrollabile la discrezionalita’ di sbirri e magistrati di arrestare e punire. Dopodiche’ il sollecitissimo PM anti-anarchici D’Ambruoso ha anche inventato un nome: 270 tris.
Naturalmente il pretesto cui i vari governi fanno appello per arrivare a creare un controllo sociale totale e schiacciante e’ il “Terrorismo”.

CONTRO OGNI LIBERTA’ II

Le ridicolaggini snocciolate dal ministro degli Interni sul pericolo montante del terrorismo anarchico che sorpassa e predomina quello delle BR, superano le precedenti sull’improbabile alleanza anarchici - BR, ma sono state portate avanti e sviluppate con scrupolo e pedanteria dalle polizie italiane, pubbliche e segrete, e puntualmente amplificate dai media.
Il ministro sta li’ apposta per dare lavoro ai suoi uomini. E sono tanti.
L’Italia possiede il piu’ poderoso apparato poliziesco d’Europa, distanziando i tedeschi, secondi classificati, nel rapporto numerico sbirri - cittadini. Gli italiani possono vantare e godersi il piu’ alto numero di sbirri nel continente.
Ma tutte queste centinaia di migliaia di sbirri sfaccendati, foraggiati dallo Stato, pronti ad intervenire ad un cenno dei loro padroni, devono essere in qualche modo giustificati. Di qui il continuo allarme mediatico sulla criminalita’ comune. Ma evidentemente non basta.
Ecco la necessita’ di simulare uno stato di emergenza grave della pubblica sicurezza, che con tutta evidenza e’ un’invenzione.


I TERRORISMI

“Ma dobbiamo occuparci delle castagnole degli anarchici?” (Kossiga, a Ballarò, Rai 3, 13 gennaio 2004)

Nel precedente scritto, parlavo dello spauracchio, del fantasma, agitato dagli apparati di Stato, del terrorismo islamico che potrebbe colpire, ma che si ostina ad ignorare la nostra bella “Itaglia”.
Non potendo presentare neanche un attentato islamico in Italia, il ministro deve ripiegare su di uno spettacolo meno esotico e proporre una qualche altra minaccia, seppure modesta, per le nostre sacre istituzioni, per giustificare la pletora di sbirri che infesta il paese.
Ed ecco spuntare dal cilindro ministeriale, piuttosto scarso di risorse e molto legato alla tradizione, un classico: il pericolo anarchico.
Il bel paese sarebbe percorso da pericolosi bombardieri anarchici semi-sconosciuti, semi-incontrollabili, semi-pericolosi, semi-impazziti. Per questo motivo ricorrono su giornali e tv poderose analisi sul crescente pericolo del terrorismo anarchico.
Per questo il piu’ insignificante petardo viene presentato come una bomba (vedi il comizio di Fini a Bologna, con decine di feriti… come hanno fatto?) e, dove non c’e’ neanche quello, si fa finta che ci sia. Clamorosa la vicenda del parroco della chiesa di S. Giulia a Torino che prende a calci un tubo di ferro pieno di calce o cemento, che poi gli inquirenti (Digos) faranno coscienziosamente brillare. Spariscono le prove e si annovera finalmente una nuova bomba nell’elenco ricchissimo, continuamente riproposto dai media, che tanto piace al ministro e che tanto dovrebbe spaventare la gente. Persino le cariche non innescate e le confezioni fatte per non-scoppiare vengono presentate come letali.
Nel TG 2 delle ore 18,30 del 19 ottobre 2004 il SISDE presenta gli inquietanti dati rispetto allÂ’incremento degli attentati politici nel primo semestre del 2004: 54 attentati. Il 42% in piu’ dello stesso periodo del 2003, di cui ben 9 “hanno una matrice anarchica” ! Per fortuna in Italia vi sono ancora delle oasi di pace esenti dalle azioni terroristiche, sono: “Calabria, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo e Valle DÂ’Aosta”. (Gnosis, 19/10/04).
Ma nella presentazione della loro nuova rivista Gnosis, alla presenza compiaciuta del ministro Pisanu, gli specialisti in terrorismo del SISDE specificano: non rientrano nell’elenco degli attentati terroristici “gli attentati falliti o incompiuti (ordigni inesplosi o ordigni resi inoffensivi).” (Gnosis, 19/10/04).
Ci dispiace, ma non ce la beviamo.
Sappiamo che la menzogna e’ unÂ’arma ancestralmente affine agli autoritari, e che lo Stato, massima espressione organizzata dellÂ’autoritarismo, si profonde nel suo uso fin dallla notte dei tempi.
Ma, oltre ad aver ben chiare queste nozioni generali, bisogna aggiungere recenti, brucianti conferme.
La storia drammatica di Baleno, che si conclude con lÂ’impiccaggione, comincia qualche anno prima con il ritrovamento nella sua officina di ciclista ad Ivrea di un petardo sbriciolato, che lo portera’ al primo lungo arresto (2anni).
La dozzina di attentati addossati allÂ’inconsistente firma “Lupi grigi”, con cui il PM Laudi stringera’ il cappio al collo a Sole e a Baleno e che costera’ a Silvano Pelissero 4 anni di detenzione, e’ un elenco raffazzonato di piccoli sabotaggi (esempio: una bottiglia molotov contro una chiesetta abbandonata o una fucilata contro un ripetitore eccÂ….) assolutamente irrilevante dal punto di vista dei danni, mischiato ad un paio di attentati ad alta tecnologia.
Ma anche qui, per fare numero, per aggravare la posizione dei presunti attentatori anarco-squatter, sbirri e giudici non esitano a buttare sulla bilancia della loro giustizia cieca episodi insignificanti. Questa operazione e’ gestita direttamente dai Servizi, la cui oscura attivita’ in Val Susa e’ stata denunciata persino dai giornali locali. Pare che poi qualche giornalista abbia perso il posto.
Per questi motivi, che ancora ci bruciano vivi, non ritengo attendibile, ma volutamente fuorviante, la dichiarazione del SISDE sulla classifica-bombaroli.
Si nota, inoltre, che la proposta di legge liberticida del ministro Pisanu va in senso contrario alle affermazioni del SISDE: per essere condannati basta lÂ’intenzione.
Nelle migliori tradizioni di Stato, i suoi servizi segreti mentono e lo fanno con arroganza, negando l’evidenza, contando sull’ignoranza e la memoria corta dei cittadini che vogliono vivere in pace. Mentono per arrivare ad un obiettivo preciso: dimostrare che ci troviamo in un’epoca di emergenza a causa del crescente “Terrorismo”.

L’ALTERNATIVA DI SINISTRA

L’opposizione, dal canto suo, e’ dÂ’accordo ed il baffo di Massimo D’Alema ci spiega in diretta tv, che per lui due dita sono una mano.
Il ministro-ombra degli interni della sinistra Enzo Bianco non smette di sottolineare il pericolo terrorismo, soprattutto anarchico, e pare in questo ancora piu’ invasato del ministro in carica. Forse perchĂ© e’ direttamente interessato ad un’incessante scoperta di terrorismo in qualita’ di Presidente del “COmitato PArlamentare di COntrollo sui servizi di informazione e sicurezza”. Bianco vuole addirittura costituire una “Procura Nazionale Anti-Terrorismo che coordini le inchieste”.
Bianco non si perde in giri di parole e per televisione spiega alle masse che “piu’ sicurezza significa la perdita di un poÂ’ di privacy e di liberta’ per tutti”.

I SERVIZI

Ancora piu’ interessanti le dichiarazioni del capo dipartimento dell’Ufficio Analisi del SISDE, in un recente convegno su “Mafia e Terrorismo” a Nicosia (Enna. Domenica 3 ottobre 2004) che amplia la relazione dei Servizi presentata al Parlamento quest’estate.
Il convegno era presieduto da Giovanni Tinebra, l’ex procuratore di Caltanisetta, attualmente alla guida dell’amministrazione penitenziaria (DAP) un’altro organismo che non smette di gonfiarsi e che contera’ presto 24 nuove carceri per la costruzione delle quali i fondi sono gia’ stati stanziati (TG1, 26 agosto 2004).
L’alto funzionario capo degli analisti del SISDE Dott. Alfredo Mantice dichiara: “esistono energie eversive molto organizzate e radicate, soprattutto nell’asse pedemontano tra Milano e Torino, sono presenti vecchi militanti del partito armato che stanno facendo campagna reclutamento in alcuni Centri Sociali particolarmente effervescenti”. E parte l’elenco. A Milano: il Vittoria di via Friuli, l’Orso di via Gola e la Panetteria Occupata.
A Torino: Murazzi, Askatasuna, Barocchio, “ma anche il Gabrio” come commenta allibito il Manifesto.
L’analista del SISDE continua: “siamo molto preoccupati per la penetrazione di questi nel mondo del lavoro”. Il Giornale di Paolo Berlusconi rincara e citando il Dott. Mantice sostiene che, nel loro obiettivo di “rompere la pace sociale sviluppando una strategia di guerra a bassa intensita’”, questi Centri Sociali “effervescenti” godono del supporto politico esterno dei COBAS e dei CUB. Evidentemente la solidarieta’ ai tranvieri in sciopero selvaggio ha fatto venire i brividi ai padroni e ai loro parenti. Castighi esemplari non si sono fatti attendere. e’ di questi giorni lÂ’annuncio della commutazione in una multa -superiore allo stipendio di un mese- della condanna penale inflitta a 1380 tranvieri di Torino in sciopero fuorilegge e non confederale.
Ma non a’ un volo di fantasia solitario, perchĂ© anche la relazione estiva dei Servizi sosteneva che, per l’autunno caldo, chi si organizzera’ fuori dal sindacalismo confederale sara’ considerato come “eversore”.
Il drammaturgo e fantapolitico Pisanu a fine agosto sull’Espresso declamava: “Anarchici, marxisti e autonomi, si rovesceranno nelle piazze anche contro il Sindacato”.

GLI ANARCHICI

Ma e’ proprio sull’argomento specifico del mitico Terrorismo, che le dichiarazioni del Dott. Mantice si fanno piu’ interessanti.
Parlando del pericolo anarchico, decisamente identificato come prioritario gia’ nella relazione estiva dei Servizi, afferma “si organizzano in vista di scadenze per poi disperdersi”. Questo “li rende molto piu’ sfuggenti, ma meno pericolosi. Non programmano azioni di grande impatto, ma di violenza politica organizzata, piu’ che di terrorismo”. Nella definizione data dal SISDE, per azione terroristica si intende “unÂ’azione violenta, politicamente motivata, volta a colpire obiettivi di valore simbolico”. LÂ’atto di terrorismo, “a differenza di quello di violenza politica (ascrivibile ad individui o gruppi che tendono ad agire a viso aperto), viene di solito compiuto da individui o gruppi operanti in clandestinita’ o sotto copertura o comunque in condizioni di mimetismo allÂ’interno delle societa’ colpite”. (Gnosis, 19/10/04).
Interessanti considerazioni di chi dovrebbe strutturare le ideuzze del ministro in un programma che dia corpo ad un Terrorismo italiano che non esiste. Il SISDE evidentemente considera piu’ pericolosa la piazza, e su quella punta le sue attenzioni.
Le panzane del ministro mostrano la loro inconsistenza persino nelle pezze d’appoggio dei suoi fidi dei Servizi. Infatti, per quella che definiscono “la componente piu’ attiva e pericolosa dell’attuale contesto eversivo nazionale” non si può parlare di “Terrorismo”. Ve lo dice il SISDE.

CASE OCCUPATE

e’ un fatto, le occupazioni a Torino languono.
Non certo perchĂ© non ci sia piu’ fame di spazi sociali o abitativi, che con lÂ’arrivo massiccio nella citta’ degl immigrati dal resto del mondo si e’ moltiplicata. Ma perchĂ© la repressione si e’ inasprita, perchĂ© gli edifici vuoti di proprieta’ pubblica, piuttosto che essere lasciati agli occupanti, vengono abbattuti o assegnati alle associazioni che li richiedono. La seconda parte del piano repressivo non e’ che lo sviluppo concreto del vecchio documento riservato sulla gestione degli spazi dismessi, studiato dai compagni tirapiedi (Massucco, Ciari & c.) dellÂ’Assessorato alla Gioventu’ di Torino per sottrarli al pericolo squatter, pubblicato nei suoi passi salienti su Tuttosquat n.2 (primavera Â’95) e “UnÂ’evacuazione senza sforzo”, Torinosquatter (primavera Â’95).
La prima fase, quella piu’ squisitamente repressiva: schedature, intimidazioni, sgomberi, botte, denunce, condanne, galera, eccÂ…. e’ portata avanti con estremo rigore dalle forze poliziesche e della magistratura.
Per gli occupanti di area anarchica del Vespaio (maggio-giugno-luglio 2003) i PM chiedono un anno e mezzo di carcereÂ… mentre, a distanza di 15 mesi, il grande edificio resta vuoto.
Come gia’ detto, gli unici che si possono lanciare nellÂ’impresa di unÂ’occupazione con qualche prospettiva di successo sono i disobbedienti. Grazie ai ricambiati appoggi istituzionali dei partiti di sinistra, specialmente Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, contando sulla non ingerenza dei DS, i disobbedienti provano con una certa costanza e serenita’ ad allargare il loro gruppo, che a Torino non si e’ molto sviluppato, puntando strumentalmenete sulle occupazioni. Ma pur rappresentando lÂ’incarnazione dellÂ’ ”occupante buono” e dialogante con le Istituzioni, che il potere bramava si costituisse per spaccare e sterilizzare le lotte di occupazione di spazi, persino loro incontrano qualche difficolta’.
Il posto ce lÂ’hanno, ma hanno dovuto riprenderselo un paio di volte. Si tratta del centralissimo ex ufficio di collocamento, abbandonato nellÂ’epoca interinale. Hanno lasciato la casa nei quartieri liberty di Torino e si sono spostati a 200 metri dalla stazione di Porta Nuova.
Ingrato, invece, il destino degli occupanti di via Muriaglio (p.zza Sabotino). Provenienti dalla casa sgomberata di via Bligny, avevano rioccupato, ma per loro cÂ’e’ stato un nuovo sgombero irrevocabile nel giro di pochi mesi.
Un cielo plumbeo grava sul mondo delle occupazioni torinesi dalle quali traggono linfa vitale le iniziative di contestazione radicale dellÂ’esistente.
Le nuove dichiarazioni di ministri e soprattutto dei Servizi, fanno chiaramente intendere lÂ’avviarsi di una nuova fase repressiva, ufficialmente contro ogni occupazione, in pratica contro qualcuna non protetta dal preservativo istituzionale.
Anche in questa occasione i tardo-fascisti governativi di AN ne hanno subito approfittato per chiedere “la chiusura dei centri sociali”. Lo hanno fatto a Genova il giorno seguente la lettura della relazione di ottobre del SISDE, lo fanno a Torino, a Milano, a Roma e in Parlamento.
Evidentemente le occupazioni ed i centri sociali sono temuti dal governo, proprio per questo l’attacco diretto contro di loro si dilata nel tempo.
Ciò non toglie che la repressione ruoti attorno alle case occupate ed ai centri sociali, e’ qui che in estate e’ andata a cercare numerose prede. I tempi dell’attacco sono piu’ lunghi del previsto, ma l’offensiva della violenza e dell’intrigo di Stato e’ gia’ iniziata.


Mario Frisetti Schizzo Torino, 25/10/2004
STATO TERRORISTA