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08.03.2008

Suicidi ad Alta Velocità


Torino - In ricordo di Edo e Sole

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Venerdì 7 Marzo 2008
Questa mattina "La Casa", l'ex obitorio del manicomio di Collegno occupato nel giugno 1996 nel parco della Certosa Reale, sgomberata 10 anni fa in seguito all'inchiesta che vide coinvolti Edo Sole e Silvano, si è risvegliata listata a lutto.
Completamente avvolta da teli neri, capeggiano due striscioni.
Quello frontale su corso pastrengo recitava: Edo e Sole 10 anni nel cuore e nelle lotte
Su quello laterale c'era scritto : Lo stato uccide chi non doma.
Al fondo del primo striscione campeggiava un simbolo: il cuore con il fulmine dell'occupazione e le due date 1998-2008.
L'azione infatti è un'iniziativa per ricordare i dieci anni dall'inizio della vicenda di Sole Silvano e Baleno, incominciata proprio il 5 marzo 1998 con lo sgombero della casa occupata.
I teli di nylon ricoprivano completamente i lati dell'edificio, dal tetto a terra
Sul fronte della casetta, prima di stendere il nylon, è stata attacchinata a caratteri cubitali la scritta:
"Ci vogliono morti
Perché siamo i loro nemici
E non sanno che farsene di noi
Perché non siamo i loro schiavi
Soledad".
Sul tetto invece campeggiavano le scritte "lo stato uccide" (lato Pastrengo) e il cuore col fulmine.

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Segue Comunicato





Sole e Baleno 10 anni di menzogne e di censure





Nel corso di un’operazione antiterrorismo che si articolava anche su altre due case occupate, l’Asilo e l’Alcova, il 5 marzo di 10 anni fa i ROS e la DIGOS irrompevano nella Casa occupata di Collegno, la perquisivano, la sgomberavano e si portavano via Sole e Baleno per sempre. Il terzo occupante, Silvano, veniva arrestato per strada in Val Susa.


Li accusavano di essere i fantomatici Lupi Grigi, pericolosissimi terroristi della Valsusa accusati di ben 13 attentati contro il TAV che allora come adesso per fortuna non c’era ancora, fra cui una bottiglia molotov contro una chiesetta isolata e un colpo di fucile da caccia sparato contro un ripetitore, congiunti ad un sospettissimo attentato realizzato con esplosivo e timer sofisticati e profondissime conoscenze dell’obiettivo.


La montatura giudiziaria, volta a criminalizzare e smembrare il movimento squatter torinese ed a imprimere un potente invito di Stato alla docilità, rivolto alla popolazione della Valsusa ormai refrattaria agli scempi ambientali, era stata concepita dai vari servizi segreti unitamente ai ROS dei carabinieri e all’antiterrorismo della PS.


Il lavoro è stato poi messo in mano ad uno specialista senza scrupoli, famelico di carriera in cui era rimasto un po’ indietro, il procuratore Maurizio Laudi uomo di fiducia dei Servizi. Già noto per le efferatezze commesse negli anni di piombo pur di estorcere confessioni.


Al momento dell’arresto Laudi dichiarerà un falso sfacciato quanto clamoroso, immediatamente amplificato dall’apparato connivente di giornali e televisioni. Laudi affermò categoricamente di possedere “prove granitiche” contro gli anarchici della Casa occupata.


Ma quando il processo farsa montato dagli amici dei Servizi uscirà dal palazzo di giustizia di Torino e passerà alla cassazione di Roma, la montatura si sgretolerà miseramente persino davanti agli stessi colleghi del montatore.


Tutto l’aspetto politico del teorema accusatorio svanirà e Silvano sarà condannato solo per reati comuni, giusto per non dover ammettere di averlo recluso per 4 anni senza alcun motivo e per non sputtanare completamente il simpatico collega di torinese.


Per Sole e Baleno non ci sarà più niente da fare. Entrambi sono morti impiccati in stato di detenzione. A tirarli per i piedi il peso delle accuse da ergastolo che li avevano colpiti.


Laudi e il suo speaker Tatangelo li avevano seppelliti vivi.


Non ci interessa dunque sapere chi materialmente ha stretto il cappio al collo di Baleno e di Sole. Ma che si sappia chi ha commissionato, chi ha ordito la montatura, chi ha seppellito i nostri amici sotto una montagna di accuse, seppure false. Visto il grande, immenso sforzo che gli assassini di Stato hanno fatto per far dimenticare le loro responsabilità, coadiuvati egregiamente dai complici dei media. Di Sole e Baleno poco dopo la morte non se ne doveva parlare più.


Se non fossero stati arrestati Sole e Baleno sarebbero ancora qui con noi a lottare contro quello Stato che li ha uccisi.





GLI ASSASSINI CIRCOLANO IMPUNITI E PREMIATI DALLO STATO.



- PRIMO FRA TUTTI Maurizio Laudi, PROMOSSO PROCURATORE CAPO AD ASTI.

- IL SUO PROTETTORE L’INOSSIDABILE Marcello Maddalena.

- LO SPEAKER STIZZOSO, IL PM Marcello Tatangelo, CHE POI TENTERA’ IL REGOLAMENTO DI CONTI PERSONALE INCRIMINANDO L’AUTORE DEL LIBRO “Le Scarpe Dei Suicidi”, CHE LO SMASCHERAVA, DI DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO IN UN ALTRO PROCESSO FARSA INTENTATO CONTRO GLI ANTIFASCISTI GIA’ DECADUTO IN PRIMA ISTANZA. - IL CAPO DELL’ANTITERRORISMO DI TORINO Giuseppe Petronzi, INCARICATO DI SNOCCIOLARE AMENITA’ E ILLAZIONI PROCESSUALI IN MANCANZA DI PROVE CONTRO SILVANO, ORA PROMOSSO CAPO DELLA DIGOS TORINESE.

- I VERTICI SEGRETI DEI ROS CHE HANNO INVENTATO UNA PIPE-BOMB INESISTENTE PER DAR CREDIBILITA’ ALLA MONTATURA TERRORISTICA (PROVA DECADUTA GIA’ IN APPELLO).

I GIUDICI DEI PROCESSI FARSA CONTRO SILVANO: FRANCO Giordana (già deceduto) e Luigi Acordon.

- GLI SCIACALLI DELLA STAMPA E DELLA TELEVISIONE: Marco Travaglio, Alberto Custodero, Ettore Boffano, Paolo Griseri, Meo  Ponte, Gianfranco Bianco, Angelo Conti, Vittorio Feltri, Daniele Genco e molti altri.

- GLI INTELLETTUALI ORGANICI DI REGIME: Gianni Vattimo, Carlo Fruttero, GianPaolo Pansa, Giorgio Bocca, Bifo e numerosi giullari.

 




Noi non dimentichiamo





Torino Squatter








Torino 5 Marzo 1998!
















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A nosotros nos quieren muertos
porque somos sus enemigos
y no les servimos para nada
porque no somos sus esclavos

Ci vogliono morti
perché siamo i loro nemici
e non sanno che farsene di noi
perché non siamo i loro schiavi
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Soledad

Il 5 marzo 1998 a Torino sono stati arrestati tre anarchici che abitavano la Casa di Collegno. Lo squat viene chiuso dalle autorità. Contemporaneamente vengono attaccate altre due case occupate: l’Asilo è sgomberato mentre all’Alcova l’operazione non riesce.
Edoardo Massari (Baleno) Maria Soledad Rosas (Sole) e Silvano Pelissero sono accusati dal PM Maurizio Laudi di essere gli autori di alcuni attentati, avvenuti in Val Susa, contro i primi cantieri del Treno ad Alta Velocità.
I tre arrestati si dichiarano estranei alle accuse avanzate nei loro confronti.
Immediatamente nasce un vasto movimento di protesta contro la montatura di giudici Ros e Digos, che si estende anche in altre città. Decine e decine di persone vengono intimidite, pestate, inquisite, denunciate, processate e condannate.
Televisioni e giornali, di destra e di sinistra, - in servile ossequio al potere - scatenano una canea mediatica volta alla criminalizzazione dei posti occupati torinesi e degli occupanti. Gli squatter diventano il nuovo mostro da debellare.
Il 28 dello stesso mese Edoardo Massari muore impiccato nel carcere delle Vallette.
L’11 luglio successivo muore nell’identico modo anche Soledad Rosas, lei pure in stato di detenzione.
Nel gennaio 1999 Silvano, unico sopravvissuto all’inchiesta di Laudi, è condannato a 6 anni e 10 mesi dal giudice Franco Giordana. Verrà liberato solo nel marzo 2002 dopo quattro anni di detenzione, in seguito alla sentenza della corte di cassazione che riconoscerà l’inconsistenza delle prove relative all’associazione eversiva (art. 270 bis).
Ora che gli abitanti della Val Susa sono “avvisati”, decolla il progetto del treno veloce. A contrastare i programmi ultramiliardari e altamente nocivi del potere, sono solo i pazzi ed i sovversivi. E finiscono male.
Seppelliti i morti, gli Assassini - premiati dallo Stato - vorrebbero dimenticare…

La seconda edizione de LE SCARPE DEI SUICIDI- Autoproduzioni Fenix -uscirà il prossimo mese(Marzo 2008) a dieci anni dai fatti


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libro completo con immagini - file pdf 3.3 mb
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libro ridotto senza immagini - file pdf 1.1mb
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