17.05.2006
sullo sgombero dell’Osservatorio Ecologico IV
torino 15 maggio 2006
Il nostro sindaco “morbido e lassista” - perché così era stato definito chiamparino solo pochi giorni fa su la stampa – colpisce ancora…
ecco salire a 13 il numero degli sgomberi avvenuti a torino nellÂ’ultimo anno:
alla lista possiamo aggiungere l’osservatorio ecologico IV ‘dietro la mole’ che è stato sgomberato e murato in giornata.
LÂ’osservatorio è un luogo espressamente occupato per aprire in città uno spazio di controinformazione contro le devastazioni ambientali che hanno investito e investiranno il nostro territorio, dai giochi olimpici del 2006 alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocita’ in Valle di Susa: due imprese che devasteranno il territorio per la sete di denaro di forsennati speculatori.
Percio’ e’ stato sgomberato per la quarta volta, per tappare la bocca a chi contesta apertamente la disinvolta e sistematica distruzione del territorio.
Dal mattino alla sera la piccola via riberi, una tranquilla strada pedonale tra la Mole e Palazzo Nuovo, è stata presidiata militarmente da polizia e carabinieri. Era presente sul posto un numero spropositato di forze dell’ordine per un semplice sgombero, se si pensa che l’edificio, di cui da nove giorni era stata dichiarata l’occupazione, era evidentemente vuoto e nessuno degli occupanti vi si era trasferito stabilimente: allora forse la loro funzione poteva essere quella di security per i muratori che hanno lavorato per dieci ore di seguito per chiudere con antiestetici blocchi di cemento porte, finestre e qualsiasi apertura.
Grazie a un faticoso e minuzioso lavoro di muratura ora la bella struttura – un edificio storico abbandonato da più di dieci anni - potrà riposare in pace e in silenzio per chissà quanto altro tempo.
O forse siamo noi i soliti scettici: sempre su la stampa un articolo intero era stato dedicato alla descrizione delle opere d’arte – gessi scultorei e quadri di valore - teoricamente presenti all’interno…probabilmente a breve vi nascerà un nuovo museo data la fretta dello sgombero!
Staremo a vedere se ancora una volta non si è trattato della solita volontà repressiva da parte del comune, che nonostante come giunta di sinistra predichi grande apertura al dialogo, ha già più volte dimostrato la facilità con cui cerca di soffocare qualsiasi voce critica verso l’operato dei potenti.
Siamo infatti giunti alla quarta sede per l’osservatorio ecologico: il casello n.1 ora è di nuovo abbandonato e senza tetto grazie all’intervento delle forze dell’ordine, il feramiu, altro edificio storico e abitabile, non esiste più e al suo posto sta sorgendo un parcheggio, ennesima opera che contribuirà alla morte del vecchio balon, l’arsenale è ancora in piedi ma chissà per quanto ancora sarà lasciato in stato di abbandono, in attesa che i numerosi contendenti (loro sì con le giuste credenziali) si accordino su chi se lo aggiudicherà .
L’edificio di via riberi 6 è stato sgomberato con il pretesto che verrà a breve utilizzato dal museo del Cinema. Il balcone esterno è già stato puntellato, il primo piano non dà grandi garanzie di stabilità , tutto ciò grazie all’incuria e all’abbandono in cui è stato lasciato per anni. Noi eravamo pronti a ridare vita a questo spazio, e dato che ci è stata tolta questa possibilità staremo ad aspettare che qualcun altro lo faccia con grande celerità , come dichiarato.
Mancano meno di due settimane alle elezioni comunali e si sa che in clima di campagna elettorale bisogna dare l’impressione che tutto funzioni per il meglio. Sicurezza ed Efficienza prima di tutto! Isolare gli estremisti e far vedere che il comune garantisce la sicurezza dei i cittadini, dato che siamo così pericolosi…forse perché inizia a dare troppo fastidio che ci sia qualcuno che si oppone ai loro progetti devastatori, ai loro intrighi, agli inciuci di potere e li smaschera semplicemente parlando di ciò che i giornali troppo spesso tralasciano…
Ma la storia dell’osservatorio sicuramente non finisce qui. Spazi lasciati vuoti dalla speculazione ce ne sono tanti, noi continueremo a occuparli. E ogni volta che ci mancheranno gli spazi per ambientare le nostre attività , il nostro spazio tornerà ad essere la strada.
Il nostro sindaco “morbido e lassista” - perché così era stato definito chiamparino solo pochi giorni fa su la stampa – colpisce ancora…
ecco salire a 13 il numero degli sgomberi avvenuti a torino nellÂ’ultimo anno:
alla lista possiamo aggiungere l’osservatorio ecologico IV ‘dietro la mole’ che è stato sgomberato e murato in giornata.
LÂ’osservatorio è un luogo espressamente occupato per aprire in città uno spazio di controinformazione contro le devastazioni ambientali che hanno investito e investiranno il nostro territorio, dai giochi olimpici del 2006 alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocita’ in Valle di Susa: due imprese che devasteranno il territorio per la sete di denaro di forsennati speculatori.
Percio’ e’ stato sgomberato per la quarta volta, per tappare la bocca a chi contesta apertamente la disinvolta e sistematica distruzione del territorio.
Dal mattino alla sera la piccola via riberi, una tranquilla strada pedonale tra la Mole e Palazzo Nuovo, è stata presidiata militarmente da polizia e carabinieri. Era presente sul posto un numero spropositato di forze dell’ordine per un semplice sgombero, se si pensa che l’edificio, di cui da nove giorni era stata dichiarata l’occupazione, era evidentemente vuoto e nessuno degli occupanti vi si era trasferito stabilimente: allora forse la loro funzione poteva essere quella di security per i muratori che hanno lavorato per dieci ore di seguito per chiudere con antiestetici blocchi di cemento porte, finestre e qualsiasi apertura.
Grazie a un faticoso e minuzioso lavoro di muratura ora la bella struttura – un edificio storico abbandonato da più di dieci anni - potrà riposare in pace e in silenzio per chissà quanto altro tempo.
O forse siamo noi i soliti scettici: sempre su la stampa un articolo intero era stato dedicato alla descrizione delle opere d’arte – gessi scultorei e quadri di valore - teoricamente presenti all’interno…probabilmente a breve vi nascerà un nuovo museo data la fretta dello sgombero!
Staremo a vedere se ancora una volta non si è trattato della solita volontà repressiva da parte del comune, che nonostante come giunta di sinistra predichi grande apertura al dialogo, ha già più volte dimostrato la facilità con cui cerca di soffocare qualsiasi voce critica verso l’operato dei potenti.
Siamo infatti giunti alla quarta sede per l’osservatorio ecologico: il casello n.1 ora è di nuovo abbandonato e senza tetto grazie all’intervento delle forze dell’ordine, il feramiu, altro edificio storico e abitabile, non esiste più e al suo posto sta sorgendo un parcheggio, ennesima opera che contribuirà alla morte del vecchio balon, l’arsenale è ancora in piedi ma chissà per quanto ancora sarà lasciato in stato di abbandono, in attesa che i numerosi contendenti (loro sì con le giuste credenziali) si accordino su chi se lo aggiudicherà .
L’edificio di via riberi 6 è stato sgomberato con il pretesto che verrà a breve utilizzato dal museo del Cinema. Il balcone esterno è già stato puntellato, il primo piano non dà grandi garanzie di stabilità , tutto ciò grazie all’incuria e all’abbandono in cui è stato lasciato per anni. Noi eravamo pronti a ridare vita a questo spazio, e dato che ci è stata tolta questa possibilità staremo ad aspettare che qualcun altro lo faccia con grande celerità , come dichiarato.
Mancano meno di due settimane alle elezioni comunali e si sa che in clima di campagna elettorale bisogna dare l’impressione che tutto funzioni per il meglio. Sicurezza ed Efficienza prima di tutto! Isolare gli estremisti e far vedere che il comune garantisce la sicurezza dei i cittadini, dato che siamo così pericolosi…forse perché inizia a dare troppo fastidio che ci sia qualcuno che si oppone ai loro progetti devastatori, ai loro intrighi, agli inciuci di potere e li smaschera semplicemente parlando di ciò che i giornali troppo spesso tralasciano…
Ma la storia dell’osservatorio sicuramente non finisce qui. Spazi lasciati vuoti dalla speculazione ce ne sono tanti, noi continueremo a occuparli. E ogni volta che ci mancheranno gli spazi per ambientare le nostre attività , il nostro spazio tornerà ad essere la strada.

