[Tav] Un Berlusconi istigatore
"Tav, anche l’esercito per far rispettare le ragioni dello Stato"
Berlusconi apre la campagna elettorale
Continua
a ostinarsi a parlare di tunnel del Frejus, ma Berlusconi non ha dubbi
su qual è il dovere suo e del governo sulla Tav: «In Piemonte come in
Campania siamo decisi a far valere le ragioni dello Stato. In questo
modo a Napoli siamo venuti a capo della tragedia dei rifiuti. E anche
in Val di Susa lo Stato deve avere come suo primo impegno quello di
garantire la legalità, anche attraverso l’uso della forza, del suo
esercito, delle sue forze dell’ordine. Non ci sarà alcuna possibilità
per le comunità organizzate di opporsi a decisioni assunte
democraticamente dagli organi nazionali e regionale».
Anche se con male al collo, le cure a base di
cortisone e lo stop di due giorni imposto dai medici («Non mi fermo da
un paio di mesi»), è un Berlusconi pimpante quello che irrompe via
etere nella stracolma Sala dei 500 del Lingotto, dove si tiene la festa
dell’Europa, splendida occasione per l’eurodeputato uscente Vito
Bonsignore di aprire la campagna elettorale per tornare a Strasburgo e,
visto che lo stato maggiore del Pdl, Ghigo e Ghiglia in testa, è
presente al gran completo, anche quella di Claudia Porchietto,
candidata presidente alla Provincia, che ha mobilitata la figlioletta
Gaia, 6 anni oggi, impegnata a sfilare con la bandiera europea e sotto
le note dell’«Inno alla gioia». Momenti sereni durati lo spazio di un
mattino ché appena la presidente Bresso, più volte evocata al Lingotto
e mai con parole benevole, ha letto le dichiarazioni del Cavaliere è
partita lancia in resta. «Ha ragione Berlusconi: lo Stato deve farsi
rispettare - è la replica dell zarina - ma cosa c’entri questo con il
minacciare schiaffoni a destra e a manca non si capisce. Il rispetto
nasce dalla credibilità». Credibilità che per Bresso lo Stato avrebbe
perso perché «non mantiene i patti» non avendo stanziato «un solo euro
per la Torino-Lione» e «non garantendo nemmeno i 200 milioni frutto di
un accordo firmato da Berlusconi con me a gennaio, soldi che con i
nostri farebbero partire subito lavori per potenziare il nodo
ferroviario di Torino, lavori propedeutici all’alta capacità».
Parole precedute da quelle del deputato azzurro
Osvaldo Napoli, va da sè di segno opposto: «Berlusconi ha detto cose
che ogni persona di buonsenso si aspetta da un presidente del
Consiglio». Mezz’ora ha parlato Berlusconi toccando l’universo mondo,
dalle veline («Una montatura letta con intelligenza dagli italiani
visto che il loro consenso nei miei confronti non è calato, anzi») alla
Fiat: «Torino è al centro dell’attenzione mondiale per questa Fiat che
sta realizzando un sogno che ci rende tutti orgogliosi. Un’azienda
simbolo della solidità dell’Italia la quale grazie a questa solidità
uscirà prima e meglio dalla crisi». Il Cavaliere, sollecitato da
Bonsignore e Ghigo, ha promesso che verrà a Torino per la campagna
elettorale della Porchietto e a Stresa per le elezioni nel Vco e di
Novara. «Vi porterò anche le veline» ha scherzato. Elezioni che sono
state ovviamente il cuore della manifestazione pre-Berlusconi.
Ghigo e Ghiglia sono entrati a piedi uniti sui temi
del giorno. E cioè la polemica sulla Bresso prestatasi fare da
testimonial per un consorzio vinicolo («Dice che l’ha fatto per il bene
del Piemonte: per il bene della regione dovrebbe andarsene!») e
l’ipotizzato ingresso dell’Udc nella giunta Chiamparino: «Vietti già si
propone quale arbitro della competizione elettorale - ha detto Ghigo -.
Credo che non ne avremo bisogno: il candidato Udc è una soluzione di
ambiguità nei rapporti di potere della nostra città che noi vogliamo
sconfiggere».



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