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[Tav] Un Berlusconi istigatore
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10.05.2009

[Tav] Un Berlusconi istigatore

"Tav, anche l’esercito per far rispettare le ragioni dello Stato"

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Berlusconi apre la campagna elettorale

BEPPE MINELLO

TORINO

Continua a ostinarsi a parlare di tunnel del Frejus, ma Berlusconi non ha dubbi su qual è il dovere suo e del governo sulla Tav: «In Piemonte come in Campania siamo decisi a far valere le ragioni dello Stato. In questo modo a Napoli siamo venuti a capo della tragedia dei rifiuti. E anche in Val di Susa lo Stato deve avere come suo primo impegno quello di garantire la legalità, anche attraverso l’uso della forza, del suo esercito, delle sue forze dell’ordine. Non ci sarà alcuna possibilità per le comunità organizzate di opporsi a decisioni assunte democraticamente dagli organi nazionali e regionale».

Anche se con male al collo, le cure a base di cortisone e lo stop di due giorni imposto dai medici («Non mi fermo da un paio di mesi»), è un Berlusconi pimpante quello che irrompe via etere nella stracolma Sala dei 500 del Lingotto, dove si tiene la festa dell’Europa, splendida occasione per l’eurodeputato uscente Vito Bonsignore di aprire la campagna elettorale per tornare a Strasburgo e, visto che lo stato maggiore del Pdl, Ghigo e Ghiglia in testa, è presente al gran completo, anche quella di Claudia Porchietto, candidata presidente alla Provincia, che ha mobilitata la figlioletta Gaia, 6 anni oggi, impegnata a sfilare con la bandiera europea e sotto le note dell’«Inno alla gioia». Momenti sereni durati lo spazio di un mattino ché appena la presidente Bresso, più volte evocata al Lingotto e mai con parole benevole, ha letto le dichiarazioni del Cavaliere è partita lancia in resta. «Ha ragione Berlusconi: lo Stato deve farsi rispettare - è la replica dell zarina - ma cosa c’entri questo con il minacciare schiaffoni a destra e a manca non si capisce. Il rispetto nasce dalla credibilità». Credibilità che per Bresso lo Stato avrebbe perso perché «non mantiene i patti» non avendo stanziato «un solo euro per la Torino-Lione» e «non garantendo nemmeno i 200 milioni frutto di un accordo firmato da Berlusconi con me a gennaio, soldi che con i nostri farebbero partire subito lavori per potenziare il nodo ferroviario di Torino, lavori propedeutici all’alta capacità».

Parole precedute da quelle del deputato azzurro Osvaldo Napoli, va da sè di segno opposto: «Berlusconi ha detto cose che ogni persona di buonsenso si aspetta da un presidente del Consiglio». Mezz’ora ha parlato Berlusconi toccando l’universo mondo, dalle veline («Una montatura letta con intelligenza dagli italiani visto che il loro consenso nei miei confronti non è calato, anzi») alla Fiat: «Torino è al centro dell’attenzione mondiale per questa Fiat che sta realizzando un sogno che ci rende tutti orgogliosi. Un’azienda simbolo della solidità dell’Italia la quale grazie a questa solidità uscirà prima e meglio dalla crisi». Il Cavaliere, sollecitato da Bonsignore e Ghigo, ha promesso che verrà a Torino per la campagna elettorale della Porchietto e a Stresa per le elezioni nel Vco e di Novara. «Vi porterò anche le veline» ha scherzato. Elezioni che sono state ovviamente il cuore della manifestazione pre-Berlusconi.

Ghigo e Ghiglia sono entrati a piedi uniti sui temi del giorno. E cioè la polemica sulla Bresso prestatasi fare da testimonial per un consorzio vinicolo («Dice che l’ha fatto per il bene del Piemonte: per il bene della regione dovrebbe andarsene!») e l’ipotizzato ingresso dell’Udc nella giunta Chiamparino: «Vietti già si propone quale arbitro della competizione elettorale - ha detto Ghigo -. Credo che non ne avremo bisogno: il candidato Udc è una soluzione di ambiguità nei rapporti di potere della nostra città che noi vogliamo sconfiggere».