20.04.2010
TERREMOTO E REPRESSIONE IN CILE
I PROCESSI FALSA CONTRO I MAPUCHE
Oltre il terremoto del 27/2/2010 che ha colpito duramente il Cile, in
special modo il territorio del sud,che come tutti sappiamo è abitato in
maggioranza dai Mapuche, lo Stato Cileno non solo non ha fatto niente per
soccorrere e portare aiuti alla popolazione colpita che si sono viste distrutte
le poche infrastrutture di base create da loro stessi e che gli permettevano di
vivere.
Oggi siamo davanti a un fatto peggiore del terremoto stesso, nei mesi di
aprile e maggio del corrente anno saranno processati 19 Mapuche che rischiano
condanne che vanno dai 40 a 60 anni di carcere e inoltre lo Stato chiede
contro Héctor Llaitul Carillanca 103 anni di carcere.
Tutto questo avviene perché nel 2008 nel Comune di Tiriua all’epoca in un
sector chiamato Puerto Choque e i comuneros Ranquilhue e Pascual erano
mobilitati in massa dalle attività per il recupero della terra, occupando la
terra dei latifundio La Puntilla e proprio lì,in quel territorio che era
fortemente militarizzato si è presentato il fiscal Mario Elgueta con un forte
gruppo armato e con l’evidente intenzione di cacciare via i Mapuche dall’
occupazione.
E’ nato uno scontro e ad essere cacciato via è stato il fiscal e le sue
guardie armate e da allora dal 2008 a oggi l’istruttoria del processo vede come
imputati 19 comuneros Mapuche e uno dei suoi dirigente più in vista nella
zona nel conflitto per le terre Héctor Llaitul Carrillanca per il quale il
Pubblico Ministero chiede che venga condannato a 103 anni di carcere.
A questo processo che si terrà nel tribunale del Comune di Canete (pronuncia
Cagnete), il Pubblico Ministero chiama a testimoniare 36 testimoni contro i
Mapuche che di solito i tribunali sostengono che sono protetti , pertanto si
presentano a dichiarare incappucciati, così nessuno possono sapere chi sono ed
è per questo che i Mapuche sostengono da sempre che tutti i processi fatti
contro di loro sono processi falsa, delle vere montature e il tutto per
proteggere le imprese forestali a quelli della cellulosa che traggono grandi
benefici economici e sfruttando il territorio Mapuche con piantagioni di pino
eucalipto per la lavorazione della carta.
Inoltre le Associazioni ambientalisti e i Mapuche, denunciano da anni il
disastro ecologico e ambientale del territorio, perché non solo si sono
appropriati della zona, hanno anche impiantato le cartiere e la lavorazione
della carta scaricando tutti i rifiuti tossici e nocivi direttamente nei
fiumi.
Héctor di professione Assistente Sociale e padre di 5 figli è stato arrestato
il 15/7/2009 nel sector Rahue Bajo de Osorno, era già in clandestinità perché
aveva diversi ordini di detenzione dal tribunale di Canete e dalla fiscalia
militare di Concepcion che lo indicavano come l’autore intellettuale dell’
imboscata contro il fiscal Mario Elgueta . Al momento del suo arresto Llaitul
si identificò come dirigente Mapuche e denunciò di essere vittima da parte del
Pubblico Ministero definendo la criminizzazione della causa Mapuche e la
politica dello Stato che perseguita reprime,tortura,
incarcera e uccide.
Héctor si era già fatto un anno di carcere tra il 2006 e il 2007 con le stesse
montature e le stesse accuse che erano state mosse sempre all’interno del suo
impegno nelle lotta per il recupero delle terre, ma nel 2008 era stato assolto
dalla accusa di incendio porto d’armi e ricettazione nel tribunale di Temuco.
Era stato un anno in carcere preventivo per una causa relazionata con un
attentato registrato il 26/12/2006 nel lattifundo Las Praderas della
multinazionale Mininco nel Comune Cholchol:
La difesa di Héctor l’aveva fatto l’ ex magistrato Cileno Juan Guzmain Tapia
(aveva tentato inultilmente di processare il dittatore Pinochet senza nessun
esito e così si ritirò come giudice e
ha ripreso a fare l’avvocato) denunciò eloquamente che si trattava di una
montatura e di una macchinazione delle imprese forestali:
Dopo la detenzione, l’anno scorso la Coordinadora Arauco-Malleco rivendicò a
Llaitul come uno dei suoi dirigenti segnalando:”
La detenzione risponde alla politica repressiva dello Stato Cileno contro il
popolo Mapuche e così che la intendiamo questa montatura,Il vero obbiettivo
della politica repressiva è fermare il processo del recupero territoriale e
politico portato avanti dalle comunità in lotta e della Coordinadora Arauco-
Malleco cercando di fermare l’avanzata degli imprenditori nella zona dal
conflitto che si traducono in investimenti forestali e minerari nel nostro
territorio” questo ha sottolineato l’organizzazione (C.A.M)
Il processo contro Llaitul e i 19 comuneros che si trovano già in carcere
comincerà il 10/5/2010 e a quanto pare lo Stato Cileno, le forestali e i
tribunali vogliono infliggere una condanna molto pesante che intende con questo
rompere la volontà e l’unità di questo popolo in lotta dando centinaia di anni
di carcere ai dirigenti di base che hanno come unico obbiettivo legittimo il
recupero delle proprie terre usurpate dallo Stato e messe a disposizione alle
imprese multinazionali che distruggono il territorio e il medio-ambiente
naturale, Noi conosciamo i Mapuche e sappiamo che è un popolo molto legato al
territorio e non a caso si chiamano “FIGLI DELLA TERRA” e siamo sicuri che le
loro ragioni e la loro lotta sarà sostenuta dalla
SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA
IL POPOLO CILENO E IL POPOLO MAPUCHE HANNO BISOGNO DI SOLIDARIETA’!
CHI VUOLE AIUTARCI PUO’ FARLO PRENDENDO I CONTATTI CON L’ASS. COMITATO
LAVORATORI CILENI ESILIATI
CEL. 3356990774 - 3206784640 oppure al n. 0144/372860
email ascolace@gmail.com
O versando direttamente sul c/c del
COMITATO LAVORATORI CILENI ESILIATI
CASSA DI RISPARMIO DI RIVALTA BORMIDA
CODICE IBAN IT 20 U 06075 48550 000000015604
Oltre il terremoto del 27/2/2010 che ha colpito duramente il Cile, in
special modo il territorio del sud,che come tutti sappiamo è abitato in
maggioranza dai Mapuche, lo Stato Cileno non solo non ha fatto niente per
soccorrere e portare aiuti alla popolazione colpita che si sono viste distrutte
le poche infrastrutture di base create da loro stessi e che gli permettevano di
vivere.
Oggi siamo davanti a un fatto peggiore del terremoto stesso, nei mesi di
aprile e maggio del corrente anno saranno processati 19 Mapuche che rischiano
condanne che vanno dai 40 a 60 anni di carcere e inoltre lo Stato chiede
contro Héctor Llaitul Carillanca 103 anni di carcere.
Tutto questo avviene perché nel 2008 nel Comune di Tiriua all’epoca in un
sector chiamato Puerto Choque e i comuneros Ranquilhue e Pascual erano
mobilitati in massa dalle attività per il recupero della terra, occupando la
terra dei latifundio La Puntilla e proprio lì,in quel territorio che era
fortemente militarizzato si è presentato il fiscal Mario Elgueta con un forte
gruppo armato e con l’evidente intenzione di cacciare via i Mapuche dall’
occupazione.
E’ nato uno scontro e ad essere cacciato via è stato il fiscal e le sue
guardie armate e da allora dal 2008 a oggi l’istruttoria del processo vede come
imputati 19 comuneros Mapuche e uno dei suoi dirigente più in vista nella
zona nel conflitto per le terre Héctor Llaitul Carrillanca per il quale il
Pubblico Ministero chiede che venga condannato a 103 anni di carcere.
A questo processo che si terrà nel tribunale del Comune di Canete (pronuncia
Cagnete), il Pubblico Ministero chiama a testimoniare 36 testimoni contro i
Mapuche che di solito i tribunali sostengono che sono protetti , pertanto si
presentano a dichiarare incappucciati, così nessuno possono sapere chi sono ed
è per questo che i Mapuche sostengono da sempre che tutti i processi fatti
contro di loro sono processi falsa, delle vere montature e il tutto per
proteggere le imprese forestali a quelli della cellulosa che traggono grandi
benefici economici e sfruttando il territorio Mapuche con piantagioni di pino
eucalipto per la lavorazione della carta.
Inoltre le Associazioni ambientalisti e i Mapuche, denunciano da anni il
disastro ecologico e ambientale del territorio, perché non solo si sono
appropriati della zona, hanno anche impiantato le cartiere e la lavorazione
della carta scaricando tutti i rifiuti tossici e nocivi direttamente nei
fiumi.
Héctor di professione Assistente Sociale e padre di 5 figli è stato arrestato
il 15/7/2009 nel sector Rahue Bajo de Osorno, era già in clandestinità perché
aveva diversi ordini di detenzione dal tribunale di Canete e dalla fiscalia
militare di Concepcion che lo indicavano come l’autore intellettuale dell’
imboscata contro il fiscal Mario Elgueta . Al momento del suo arresto Llaitul
si identificò come dirigente Mapuche e denunciò di essere vittima da parte del
Pubblico Ministero definendo la criminizzazione della causa Mapuche e la
politica dello Stato che perseguita reprime,tortura,
incarcera e uccide.
Héctor si era già fatto un anno di carcere tra il 2006 e il 2007 con le stesse
montature e le stesse accuse che erano state mosse sempre all’interno del suo
impegno nelle lotta per il recupero delle terre, ma nel 2008 era stato assolto
dalla accusa di incendio porto d’armi e ricettazione nel tribunale di Temuco.
Era stato un anno in carcere preventivo per una causa relazionata con un
attentato registrato il 26/12/2006 nel lattifundo Las Praderas della
multinazionale Mininco nel Comune Cholchol:
La difesa di Héctor l’aveva fatto l’ ex magistrato Cileno Juan Guzmain Tapia
(aveva tentato inultilmente di processare il dittatore Pinochet senza nessun
esito e così si ritirò come giudice e
ha ripreso a fare l’avvocato) denunciò eloquamente che si trattava di una
montatura e di una macchinazione delle imprese forestali:
Dopo la detenzione, l’anno scorso la Coordinadora Arauco-Malleco rivendicò a
Llaitul come uno dei suoi dirigenti segnalando:”
La detenzione risponde alla politica repressiva dello Stato Cileno contro il
popolo Mapuche e così che la intendiamo questa montatura,Il vero obbiettivo
della politica repressiva è fermare il processo del recupero territoriale e
politico portato avanti dalle comunità in lotta e della Coordinadora Arauco-
Malleco cercando di fermare l’avanzata degli imprenditori nella zona dal
conflitto che si traducono in investimenti forestali e minerari nel nostro
territorio” questo ha sottolineato l’organizzazione (C.A.M)
Il processo contro Llaitul e i 19 comuneros che si trovano già in carcere
comincerà il 10/5/2010 e a quanto pare lo Stato Cileno, le forestali e i
tribunali vogliono infliggere una condanna molto pesante che intende con questo
rompere la volontà e l’unità di questo popolo in lotta dando centinaia di anni
di carcere ai dirigenti di base che hanno come unico obbiettivo legittimo il
recupero delle proprie terre usurpate dallo Stato e messe a disposizione alle
imprese multinazionali che distruggono il territorio e il medio-ambiente
naturale, Noi conosciamo i Mapuche e sappiamo che è un popolo molto legato al
territorio e non a caso si chiamano “FIGLI DELLA TERRA” e siamo sicuri che le
loro ragioni e la loro lotta sarà sostenuta dalla
SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA
IL POPOLO CILENO E IL POPOLO MAPUCHE HANNO BISOGNO DI SOLIDARIETA’!
CHI VUOLE AIUTARCI PUO’ FARLO PRENDENDO I CONTATTI CON L’ASS. COMITATO
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COMITATO LAVORATORI CILENI ESILIATI
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