Thyssen & Krupp: nazisti per tradizione!
Nel
1933
Gustav Krupp, il proprietario delle acciaierie Krupp, finanziava
generosamente il partito nazional-socialista tedesco e la sua ascesa
al potere. Negli anni successivi la Krupp guida il riarmo della
Germania, sviluppando il famigerato cannone antiaereo da 88 cm ed i
primi panzer con motore diesel ma soprattutto continua a guadagnare e
sguazzare nel terzo reich. Alla fine della II Guerra Mondiale si
scoprì poi che Herr Alfried Krupp affittava direttamente dalle
SS prigionieri politici a
4 marchi al giorno.
I giudici del processo di Norimberga infatti lo condannano per uso ed
abuso assassino di lavoro forzato a 12 anni di carcere ed alla
cessione del 75% degli averi di famiglia. A riprova ulteriore che i
processi siano un mero esercizio di potere, la condanna nei confronti
dell’ariano Alfried non viene eseguita e l’ultimo Krupp in ordine
di tempo ritorna al comando dell’azienda di famiglia. Nel 1999 il
gruppo Krupp si fonde con le acciaierie di un’altra dinastia
tedesca di aperti sostenitori della dittatura nazista: i Thyssen. Un
mese fa, a Dicembre 2007 il valore finanziario del gruppo Thyssen &
Krupp per nulla scalfito dal massacro di 7 operai a mezzo di olio
rovente era di 23
miliardi di euro. La
salda tradizione famigliare del profitto a tutti i costi e non certo
la mancanza di soldi permette a questi lugubri personaggi di
fottersene delle norme sulla sicurezza è come domandare
l’applicazione delle norme 626 a chi costruisce campi di sterminio.
Il rogo degli operai di Torino va ad aggiungersi alla catasta dei
1375 morti per infortuni sul lavoro che ogni anno avvengono in questo
famoso stato democratico. Una guerra interna che produce migliaia di
morti in nome del guadagno della stessa cricca di becchini travestiti
da imprenditori che da sempre sono molto “disinvolti” nei
confronti delle morti che il loro profitto implica. Il recente
pluriomicidio della ThyssenKrupp ha sollevato anche mediaticamente la
questione della sicurezza sul lavoro: la gestione politica della
vicenda e’ stata al solito Spettacolare. I Sindacati istituzionali
e non si guardano bene dall’indire uno sciopero generale come
richiederebbe la gravità della situazione. La Confindustria,
l’associazione degli industriali, ha invitato a non
strumentalizzare l’accaduto e ha dichiarato il 2008: “anno della
sicurezza sul lavoro”. Poi però, invitata ad espellere le
aziende che violano le leggi sulla sicurezza, la banda dei padroni ha
risposto per bocca dell’attuale capo Cordero da Montezemolo: “il
nostro mestiere è fornire servizi, non fare giustizia”.
“perché invece non pensare a sgravi fiscali per aiutare le
imprese a migliorare la sicurezza?” Si sta avvicinando il tempo dei
rinnovi contrattuali ed i democratici imprenditori quelli che ci
offrono lavoro precario, vita precaria, morte reale si stanno già
preparando. ”Ma perché invece di chiacchierare di sicurezza
questi signori non se ne vanno affanculo?”. Resta infine la
risposta dei lavoratori, degli operai della ThyssenKrupp, di quelli
che hanno visto i propri colleghi morire bruciati mentre cercavano di
usare estintori scarichi: è partita una raccolta firme ricca
di adesioni (sono già più di mille) per “chiedere al
Comune di Torino uno spazio per realizzare un
murales in ricordo della tragedia del 6 Dicembre scorso”. Dopo
un mese della rabbia e del dolore rimane la farsa sbombolettata a
spray.
Gli
avanzi dello stato democratico li smaltirà il servizio di
nettezza urbana. Se passa.
ROMPETE
IL SILENZIO!
TURINSQUATTER
PER L’ABOLIZIONE DELLO STATO
FOTTINPROPPAD
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