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Torino. Defilè antirazzista al Palagiustizia
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24.04.2009

Torino. Defilè antirazzista al Palagiustizia

Torino 23 Aprile 2009
Era il luglio del 2008. A Torino in via Germagnano, tra le baracche dei
rom i bambini giocavano nel fango e tra i topi. L’alluvione di primavera
per poco non si era mangiata le miserabili baracche della parte bassa del
campo, dove vivono i più poveri. Alcune famiglie, stanche di una miseria
che aveva segnato ogni momento delle loro vite, decidono di prendersi la
loro parte di futuro, occupando una palazzina dell’Enel in via Pisa. La
casa era abbandonata all’incuria da molti anni. Uomini donne e bambini
hanno dormito sotto ad un tetto sino al 15 luglio: per alcuni era la prima
volta.
La mattina di quel giorno le truppe dello Stato in tenuta antisommossa
hanno fatto irruzione nell’edificio: i bambini, spaventati, si sono
svegliati urlando. Fuori li aspettava un pullman della GTT che li ha
riportati alle baracche di via Germagnano. Uno dei solidali accorsi venne
arrestato e rilasciato due giorni dopo: aveva osato chiedere notizie sul
futuro di quelli di via Pisa.
Due giorni dopo, era il 17 luglio, in piazza d’Armi, nell’ambito del
festival ARCIpelago era prevista una tavola rotonda. Di “Paure
metropolitane” dovevano parlare politici e professori: tra loro Ilda
Curti, assessore con la delega all’integrazione degli immigrati.
Non potevano mancare gli antirazzisti. Armati di striscione, volantini e
megafono hanno parlato a Curti delle paure di chi, giorno dopo giorno,
vive ai margini di una città che spende per giochi e luci d’artista ma
permette che i bambini crescano senza una casa.
Curti non tollera la contestazione, da in escandescenze ed infine
abbandona il palco. Fila dalla polizia e sporge denuncia per violenza
privata. Prima di andarsene grida “E, io, che c’entro?” Le stesse parole
di Chiamparino di fronte ai bambini che lo inseguivano con lo striscione
dove campeggiava la scritta “casa per tutti”.

Questa mattina in tribunale era previsto il riconoscimento “all’americana”
di quattro antirazzisti, accusati da Curti di “violenza privata”,
“minacce” e “ingiurie”. Roba che in tribunale può costare sino a quattro
anni di reclusione. Tra gli imputati una compagna della nostra
Federazione.
La nostra compagna, per facilitare la memoria degli assessori Curti e
Alfieri, nascosti dietro il vetro della stanza “ricognizioni”, indossava
una maglietta con la scritta “Casa per tutti. Via Pisa non si cancella”.

La dignità degli uomini donne bambini di via Pisa è un forte, silente,
atto di accusa contro chi, in questa città, di fronte alla miseria, alle
baracche, ai bimbi morsi dai topi dice “E io che c’entro?”.

Federazione Anarchica Torinese – FAI
Corso Palermo 46 – la sede è aperta ogni giovedì dalle 21
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