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Torino, mercato di Porta Palazzo. Il gioco delle tre carte
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15.06.2009

Torino, mercato di Porta Palazzo. Il gioco delle tre carte

All'ombra della Mole le elezioni per la Provincia sono finite in pari.
Così il 23 si gioca la bella con il ballottaggio. Sicurezza e legalità tra
i temi più gettonati della campagna: pompati alla grande da destra, certo
non disdegnati da un PD in salsa Chiamparino che, in piena campagna
elettorale ha licenziato il PRC dalla maggioranza in comune, avviando
trattative con l’UDC. Trattative che portano oggi il candidato di PD e
IDV, Antonio Saitta, a incamerare l’appoggio del partito di Casini contro
la candidata del PDL, Claudia Porchietto.
Domenica 14 giugno, ad una settimana dalla seconda tornata per la
Provincia, Chiamparino ha giocato la sua carta su Porta Palazzo, dove da
mesi e mesi, si combatte la guerra contro il mercato domenicale abusivo
degli immigrati della zona. Un mercato che, come dice certa stampa, è
sostenuto dagli anarchici.
Il comune, in accordo con l’Associazione per la rinascita di Porta
Palazzo, ha organizzato una sorta di festa del mercato. In altre parole ha
promosso l’apertura domenicale dei banchi che, di solito, occupano la
grande piazza dal lunedì al sabato. In tal modo, scrive TorinoCronacaqui,
riferendo le affermazioni bellicose del presidente dell’associazione,
Giuseppe Bellia, “il mercatino abusivo non ci sarà, altrimenti sarà
guerra”.
“Sarà, dice sempre Bellia, una giornata di festa e commercio regolare. Per
un ritorno alla normalità, non altro. Dimostreremo come il quartiere possa
(…) godere anche della propria multietnicità, delle enormi differenze che
rendono questo quartiere un grande laboratorio di cittadinanza”. La guerra
ai poveri in crosta antirazzista: una ricetta targata PD.
Domenica 14 intorno alle 8 e mezza del mattino la grande piazza è tutta un
fervere di attività: gente che piazza i banchi, altri che montano le
giostre, altri ancora che si affollano intorno ad un tizio con i numeri
per farsi assegnare i posti rimasti liberi.
Un tale con fare da uomo di panza alla fine affitta anche gli spazi
“abusivi” dietro alla fermata del tre. Chiede la licenza ma nemmeno la
guarda mentre intasca venti euro per ogni piazzola che disegna sul momento
a terra.
Agli angoli della piazza ci sono camionette di polizia e uomini della
digos con i numeri delle grandi occasioni. Due tizi vicino all’edicola di
corso Giulio, davanti alla vecchia stazione della Cirié Lanzo, dicono
“oggi c’è la guerra agli anarchici per i posti del mercato”.
Davanti alla tettoia dell’orologio un vasto spiazzo è transennato: al
centro c’è un gazebo elettorale del PDL, che per l’intera mattinata sarà
presidiato da macchine di polizia, carabinieri, vigili urbani e alpini.
E gli abusivi? Le donne che vendono il pane e la menta, i ragazzi con i
vestiti taroccati e quelli con la roba cinese, quelli dei cellulari e
quelli dei libri arabi, quelli delle cassette di musica e film…
Sulla destra, dietro la tettoia dell’orologio, nella zona dove gli altri
giorni sono i banchi dei contadini, sin dal mattino presto compaiono i
teli e le merci che, le altre domeniche facevano mostra di se vicino al
Palafuksas. Quelli di The Gate, la sinistrissima associazione diessina che
da sempre aspira alla ruolo di mediatrice tra le istituzioni e gli
immigrati che si arrangiano al mercato, ha fatto la mediazione. Gli
abusivi hanno un posto anche se “ufficialmente” non ci sono, la guerra è
rimandata al dopo elezioni. Tutti felici e contenti. Domani, passata la
festa e gabbato lo santo, si vedrà.
Unici guastafeste, piazzati appena fuori dalla tettoia dei contadini,
antirazzisti e anarchici armati di gazebo e banchetti. Due striscioni, uno
in arabo e l’altro in italiano, appesi all’esterno indicano con una
freccia “mercato abusivo”.
Inutilmente i due di The Gate provano a farli togliere. Uno, in brache
rosse e sandalo da sinistro per bene, argomenta “tu non sai chi sono…” poi
corregge il tiro in un politicamente corretto “tu non conosci la mia
storia personale”.
Intorno all’una un microcampetto di calcio, disegnato a calce con tanto di
porte, compare accanto al “suk” illegale: accanto l’alpino barrato e la
scritta “fuori gli alpini dalle città”. Partono alcune partite di calcio:
giocano i grandi e anche i bambini. È l’ormai celebre “calcio all’alpino”,
simbolo di resistenza e solidarietà tra abusivi, clandestini, poveri,
anarchici.
Più tardi la polizia pressa un po’ ma non si muove. Il mercato, quello
legale con le piazzole e i caporali di giornata, e quello abusivo, che c’è
ma si fa finta che non ci sia, vanno avanti uno accanto all’altro.

C’è stato un tempo che a Porta Palazzo comparivano fulminei quelli del
gioco delle tre carte, molto diffuso anche nella versione delle tre
campanelle. Tutti sapevano che era una truffa ma tanti giocavano lo
stesso, convinti di essere più furbi dei furbi di professione. Di solito
ne uscivano cornuti e mazziati. Qualche rara volta un amico ti dava la
dritta giusta.
Qualcuno, questa domenica ha provato il gioco con il mercato degli
abusivi. C’è ma non si vede: sollevi la carta e non lo trovi.
Qualche monello però ha indicato con un dito impertinente la campanella
giusta.
Game over.

Prossimi appuntamenti:

Martedì 16 giugno
Dalle 18 alle 24
Punto info antirazzista sul pacchetto sicurezza - in via Po 16
Il consueto incontro del giovedì in corso Palermo è anticipato a martedì
al punto info antirazzista

Giovedì 18 giugno
saremo in piazza Madama Cristina per la serata informativa sul pacchetto
sicurezza promossa da Torino Squatter.
Appuntamento dalle 19.
Saranno presenti gli avvocati Bisacca e Novaro.

Venerdì 19 giugno
Futuro radioattivo
Boccia Squat & FAI Torinese organizzano “Futuro Radioattivo”, serata
informativa sul nucleare.
Interverranno alcuni esperti del settore.
A seguire cena Bellavita, proiezioni a tema, musica fino a notte inoltrata.
Dalle 20 alla Boccia Squat in via Giacomo Medici, 121.

Lunedì 22 giugno
Film antirazzista in piazza
CinePalermo46 si trasferisce in strada.
Dalle ore 21,15 in piazza Madama Cristina
proiezione del film
“Il mondo nuovo” di Crialese.
Quando gli immigrati brutti, sporchi, cattivi, ignoranti e sognatori
eravamo noi.
Banchetto informativo sul pacchetto sicurezza.

Per info e contatti:
Federazione Anarchica Torinese – FAI
Corso Palermo 46 – la sede è aperta ogni giovedì dalle 21
fai_to @inrete.it 338 6594361
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un lazzo a chi non voleva il mercato
un lazzo a chi non voleva il mercato
verso le 12,30 arriva il calcio all'alpino
verso le 12,30 arriva il calcio all'alpino
sul cappello sul cappello che voi portate...
sul cappello sul cappello che voi portate…
via i razzisti dal quartiere
via i razzisti dal quartiere
 un logo sul campo di calcio all'alpino...
un logo sul campo di calcio all'alpino…
 Un commento anonimo apparso su indymediapiemonte:
Figure di merda
author by antirazzistapublication date  «La Questura ce lo ha assicurato: il mercatino abusivo della domenica non ci sarà. Altrimenti sarà guerra». Questo dichiarava ieri ai giornali il portavoce dell’Associazione per la rinascita di Porta Palazzo, tal Giuseppe Bellia. Ne era proprio sicuro: erano mesi, del resto, che aspettava questo momento. Mesi di trattative col Comune e con i Vigili urbani, mesi a raccogliere firme e adesioni e a contattare gruppi musicali e giocolieri e a telefonare in Questura. Il sogno di Bellia era organizzare un mercato enorme, legale, e intanto una grossa festa, per aiutare la polizia a cacciare da Porta Palazzo quelle migliaia di vite abusive che la domenica popolano la piazza, vendono e comprano oggetti di ogni tipo, si incontrano, chiacchierano e ridono o magari litigano.
Un sogno enorme e faticoso, quello di Bellia, ma quasi solitario. E già, perché a parte un paio di ceffi tutti impegnati a diffondere per il quartiere voci minacciose contro “marocchini abusivi e anarchici” e a parte le dichiarazioni di guerra del sempre più nervoso Carlo Verra, l’altra gente del mercato ha preso questa domenica a Porta Palazzo come una semplice domenica di mercato e di festa e non come la battaglia finale della lunga lotta di Bellia contro gli abusivi.
Tanto che, senza neanche troppa fatica e con la sola forza dell’essere in tantissimi, il mercato abusivo si è tenuto tranquillamente, bello, popolato e vivace come al solito ma spostato semplicemente di qualche metro. A nulla sono valse le camionette inviate dalla Questura, la Digos al gran completo, l’esercito schierato e la squadretta dei Vigili urbani. E in più, accanto al mercato abusivo sono ricomparsi sfacciatamente anche la Federazione Internazionale Calcio all’Alpino, i facitori di murales antirazzisti, i virtuosi del gessetto e della bomboletta, i segnalatori di volti e targhe di poliziotti in borghese… insomma tutto quello contro cui il povero Bellia aveva giurato guerra. Una magra figura per il portavoce dell’associazione per la rinascita di Porta Palazzo. Anzi, proprio una bella figura di merda.