ultima festa al Takuma prima della chiusura
dalle ore 21:30
Ultima festa allo Spazio Sociale Takuma prima dell chiusura
Spazio sociale Takuma - Avigliana via cav. di vittorio veneto ex ospedale
Sei anni da protagonisti: 19 Ottobre 2009 il Takuma chiude ibattenti…
Raccontare cosa ha significato un luogo come il Takuma
non è semplice. Quello spazio non era solo un luogo di ritrovo per i giovani e
neanche unicamente un posto in cui svolgere attività culturali e ricreative. Nasceva
certamente per dare risposta a queste esigenze, ma con il tempo è diventato
molto di più.
Il Takuma è stato per molti ragazzi di Avigliana e della Valle un luogo dove
crescere, dove essere protagonisti iniziando ad usare la propria testa per esprimere
le proprie idee. E’ stato un laboratorio sociale che ha permesso di concretizzare
la possibilità di sperimentare un modo diverso di stare insieme, basato sulla
condivisione e il rispetto dell’altro. E’ stata una piccola scuola di vita
senza maestri,
Sono
centinaia le persone che hanno animato i locali dell’ex ospedale Beato Umberto,
centinaia di giovani e meno giovani ognuno con il suo bagaglio di risorse e di problemi,
ognuno con la propria storia, semplice o difficile, ognuno con le difficoltà
che la vita pone ogni giorno, specie se si proviene da un paese lontano o se si
ha avuto la sfortuna di essere definiti
come “persona affetta da disturbi mentali”.
Ecco, questo è stato il vero valore del Takuma, non solo feste, serate informative,
cene, ma anche e soprattutto capacità di integrazione ed accoglienza.
Al
Takuma, il rischio di marginalizzazione non è mai esistito nonostante sia stato
frequentato anche da persone che la
società di oggi si affretta ad etichettare come “diversi”. Quel “diverso” che
noi, ragazzi e ragazze del Takuma, non abbiamo mai visto come un problema, ma come una ricchezza capace
di farci crescere insieme, instaurando rapporti umani sinceri, travalicando ogni
barriera, mettendo al centro le persone con la loro umanità.
Per
chi osserva il mondo attraverso le regole e la burocrazia, che uccidono la
gioia e la spontaneità dello stare insieme, ci saranno senz’altro molti
problemi in meno.
Basta
concerti delle giovani band valsusine, basta con la sala prove e la possibilità
di uscire dal circuito musical-commerciale. Niente più “Cinepiola” del lunedì
con il suo ampio pubblico e con le sue discussioni costruttive. Non ci sarà più
il teatro né gli altri laboratori artistici. Basta con le cene con centinaia di
commensali e le raccolte fondi per
l’Africa, per un presidio NO TAV, per finanziare progetti culturali o anche
solo per un amico nei guai con la legge.
Non
ci saranno più le riunioni dei gruppi che animavano il Takuma, né le serate
informative o le proiezioni per affermare e far conoscere ciò che i media
tacciono.
Non
avrà più una sede il Centro di Documentazione sulle Resistenze con i suoi
scaffali di libri, filmati, faldoni zeppi di articoli e volantini, nulla più
che continui a raccontare con un approccio accattivante il filo rosso che lega
la Resistenza alle lotte dei giorni nostri in Valle di Susa e non solo. Un
lavoro di anni che perdendo una sede e un’esposizione perderà anche i suoi
fruitori.
Tutto
questo sarà perso, ma per coloro che si sono limitati a guardare il Takuma dal
di fuori probabilmente non sarà nemmeno percepibile il cambiamento che questa
sua chiusura porterà nel tessuto sociale di Avigliana
La
televisione, le shopville e il divertimento mercificato non chiudono, anzi, e
queste persone sapranno come continuare a riempire il loro tempo libero. Per i
nostri politicanti è un peso in meno avere giovani che basano la loro vita e i
loro rapporti umani su ciò che la
TV mostra come reale, è tutto di guadagnato. Il loro scopo è
avere dei cittadini che non disturbino
il manovratore.
Per
chi invece crede e pratica, nella semplicità della quotidianità, un mondo
diverso e migliore di vivere insieme, la chiusura del Takuma è un duro colpo.
Il non essere più i veri protagonisti di uno spazio, il non poterlo più gestire
con i nostri linguaggi e valori rischia di far disperdere quel patrimonio umano
che sopra raccontavamo. Non è la perdita di un luogo fisico che ci preoccupa,
ma quello che quel luogo rappresentava per molte persone. A chi piaceva avere
un’alternativa che cosa resta?
Allora
è fondamentale alzare la voce, far sentire a tutti che dal 19 ottobre Avigliana
e la Valle di Susa saranno più povere. Dove sta l’impoverimento ci si può
chiedere? In una nazione dove ogni giorno nascono leggi discriminatorie, dove
cresce la violenza intollerante verso il “diverso” di turno, dove non è più
permesso qualsiasi tipo di dissenso, dove ogni aspetto della vita sociale e
privata viene mercificato, dove i governanti ostentano ricchezza e potere
(sopraffazione) diventando l’esempio per il popolo. In un contesto di questo
tipo il Takuma, con la sua esistenza, è stato una piccola sacca di resistenza,
capace di produrre anticorpi a questo modello di società: anticorpi che hanno
nomi e cognomi ed un età molto bassa.
Tutto
questo ad oggi è destinato a scomparire.
Nonostante
nessuna alternativa da noi proposta sia stata accolta e nonostante nessuna soluzione
plausibile sia stata presentata, ci rimboccheremo le maniche e non ci
rassegneremo facilmente.
Gli
spazi possono essere tolti, demoliti, cancellati…le idee no!
Determinazione, gioia e forza di volontà non
ci mancano…un nuovo Takuma sarà il nostro prossimo obiettivo.
Noi continueremo a trovarci e a
costruire iniziative.
Per chi fosse interessato ci ritroveremo
presso la ex-pescheria in P.za del Popolo ad Avigliana.
A breve saranno definiti orari e giorni.
Giornata in
solidarietà con il TAKUMA
DOMENICA 25 OTTOBRE
2009
ore 15.00 - in Piazza
Conte Rosso
AVIGLIANA
banchetto-mostra sulle attività del
Takuma
esposizione materiale del Centro di Documentazione
musica, teatro e molto altro…
ore 18.00 Aperitivo
partecipato
(ognuno porti qualcosa da condividere)

