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ultima festa al Takuma prima della chiusura
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17.10.2009

ultima festa al Takuma prima della chiusura

 sabato 17 Ottobre 2009
dalle ore 21:30
Ultima festa allo Spazio Sociale Takuma prima dell chiusura
Spazio sociale Takuma - Avigliana via cav. di vittorio veneto ex ospedale
PDF Document ultima_festa_17102009.pdf
 
 

 Sei anni da protagonisti: 19 Ottobre 2009 il Takuma chiude ibattenti…

Raccontare cosa ha significato un luogo come il Takuma non è semplice. Quello spazio non era solo un luogo di ritrovo per i giovani e neanche unicamente un posto in cui  svolgere attività culturali e ricreative. Nasceva certamente per dare risposta a queste esigenze, ma con il tempo è diventato molto di più.
Il Takuma è stato per molti ragazzi di Avigliana e della Valle un luogo dove crescere, dove essere protagonisti iniziando ad usare la propria testa per esprimere le proprie idee. E’ stato un laboratorio sociale che ha permesso di concretizzare la possibilità di sperimentare un modo diverso di stare insieme, basato sulla condivisione e il rispetto dell’altro. E’ stata una piccola scuola di vita senza maestri,

Sono centinaia le persone che hanno animato i locali dell’ex ospedale Beato Umberto, centinaia di giovani e meno giovani ognuno con il suo bagaglio di risorse e di problemi, ognuno con la propria storia, semplice o difficile, ognuno con le difficoltà che la vita pone ogni giorno, specie se si proviene da un paese lontano o se si ha  avuto la sfortuna di essere definiti come “persona affetta da disturbi mentali”.
Ecco, questo è stato il vero valore del Takuma, non solo feste, serate informative, cene, ma anche e soprattutto capacità di integrazione ed accoglienza.

Al Takuma, il rischio di marginalizzazione non è mai esistito nonostante sia stato frequentato anche da  persone che la società di oggi si affretta ad etichettare come “diversi”. Quel “diverso” che noi, ragazzi e ragazze del Takuma, non abbiamo mai visto  come un problema, ma come una ricchezza capace di farci crescere insieme, instaurando rapporti umani sinceri, travalicando ogni barriera, mettendo al centro le persone con la loro umanità.

Per chi osserva il mondo attraverso le regole e la burocrazia, che uccidono la gioia e la spontaneità dello stare insieme, ci saranno senz’altro molti problemi in meno.

Basta concerti delle giovani band valsusine, basta con la sala prove e la possibilità di uscire dal circuito musical-commerciale. Niente più “Cinepiola” del lunedì con il suo ampio pubblico e con le sue discussioni costruttive. Non ci sarà più il teatro né gli altri laboratori artistici. Basta con le cene con centinaia di commensali e le raccolte fondi  per l’Africa, per un presidio NO TAV, per finanziare progetti culturali o anche solo per un amico nei guai con la legge.

Non ci saranno più le riunioni dei gruppi che animavano il Takuma, né le serate informative o le proiezioni per affermare e far conoscere ciò che i media tacciono.

Non avrà più una sede il Centro di Documentazione sulle Resistenze con i suoi scaffali di libri, filmati, faldoni zeppi di articoli e volantini, nulla più che continui a raccontare con un approccio accattivante il filo rosso che lega la Resistenza alle lotte dei giorni nostri in Valle di Susa e non solo. Un lavoro di anni che perdendo una sede e un’esposizione perderà anche i suoi fruitori.

Tutto questo sarà perso, ma per coloro che si sono limitati a guardare il Takuma dal di fuori probabilmente non sarà nemmeno percepibile il cambiamento che questa sua chiusura porterà nel tessuto sociale di Avigliana

La televisione, le shopville e il divertimento mercificato non chiudono, anzi, e queste persone sapranno come continuare a riempire il loro tempo libero. Per i nostri politicanti è un peso in meno avere giovani che basano la loro vita e i loro rapporti umani su ciò che la TV mostra come reale, è tutto di guadagnato. Il loro scopo è avere dei cittadini che  non disturbino il manovratore.

Per chi invece crede e pratica, nella semplicità della quotidianità, un mondo diverso e migliore di vivere insieme, la chiusura del Takuma è un duro colpo. Il non essere più i veri protagonisti di uno spazio, il non poterlo più gestire con i nostri linguaggi e valori rischia di far disperdere quel patrimonio umano che sopra raccontavamo. Non è la perdita di un luogo fisico che ci preoccupa, ma quello che quel luogo rappresentava per molte persone. A chi piaceva avere un’alternativa che cosa resta?

Allora è fondamentale alzare la voce, far sentire a tutti che dal 19 ottobre Avigliana e la Valle di Susa saranno più povere. Dove sta l’impoverimento ci si può chiedere? In una nazione dove ogni giorno nascono leggi discriminatorie, dove cresce la violenza intollerante verso il “diverso” di turno, dove non è più permesso qualsiasi tipo di dissenso, dove ogni aspetto della vita sociale e privata viene mercificato, dove i governanti ostentano ricchezza e potere (sopraffazione) diventando l’esempio per il popolo. In un contesto di questo tipo il Takuma, con la sua esistenza, è stato una piccola sacca di resistenza, capace di produrre anticorpi a questo modello di società: anticorpi che hanno nomi e cognomi ed un età molto bassa.

Tutto questo ad oggi è  destinato a scomparire.

Nonostante nessuna alternativa da noi proposta sia stata accolta e nonostante nessuna soluzione plausibile sia stata presentata, ci rimboccheremo le maniche e non ci rassegneremo facilmente.

Gli spazi possono essere tolti, demoliti, cancellati…le idee no!

 Determinazione, gioia e forza di volontà non ci mancano…un nuovo Takuma sarà il nostro prossimo obiettivo.

 

Noi continueremo a trovarci e a costruire iniziative.
Per chi fosse interessato ci ritroveremo
presso la ex-pescheria in P.za del Popolo ad Avigliana.
A breve saranno definiti orari e giorni.


 

Giornata in solidarietà con il TAKUMA


DOMENICA 25 OTTOBRE 2009

ore 15.00 - in Piazza Conte Rosso
AVIGLIANA


 

banchetto-mostra sulle attività del Takuma
esposizione materiale del Centro di Documentazione
musica, teatro e molto altro…


ore 18.00 Aperitivo partecipato
(ognuno porti qualcosa da condividere)