24.06.2010
VERITA’ E GIUSTIZIA PER FRANCESCO MASTROGIOVANNI
Lunedì prossimo 28 giugno presso il tribunale di Vallo della Lucania inizierà il processo contro
19 tra medici ed infermieri accusati della morte di Francesco Mastrogiovanni lasciato morire di fame e di sete all’interno della struttura psichiatrica locale, per quattro giorni legato mani e piedi ad un letto di contrizione e con evidenti ferite e segni di percosse.
Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare di Castelnuovo Cilento nato il 2 ottobre 1951, è morto il 4 agosto 2009 nel reparto psichiatrico dell'Ospedale San Luca di Vallo della Lucania in circostanze decisamente poco chiare, in conclusione di una vicenda davvero delirante. Secondo la versione ultima (all'inizio si era favoleggiato di una serie di fantomatici incidenti a catena che avrebbe provocato)è stato fermato, con uno spiegamento di mezzi notevole, dalle forze dell'ordine nel suo luogo di vacanza per una ipotetica e per di più banale contravvenzione al codice stradale, essendosi, a dire del Sindaco di Pollica, immesso contromano in una strada. In seguito a ciò è stato arrestato (quindi per futili quanto
inesistenti motivi) e condotto all’ospedale per un T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio).
Ma il “maestro più alto del mondo”, come veniva affettuosamente chiamato dai suoi allievi, era anche un Compagno, un Anarchico. Oltretutto con una storia politica travagliata alle spalle. Infatti Francesco era amico di Giovanni Marini, all’epoca impegnato in una contro-inchiesta su uno strano incidente stradale che aveva provocato la morte di cinque anarchici calabresi, avvenuto il 27 settembre 1970 a pochi chilometri da Roma dove si stavano recando per consegnare ad altri compagni i risultati di una loro inchiesta sulle stragi fasciste che avevano cominciato ad insanguinare l’Italia. Le carte e i documenti non furono mai ritrovate. Giovanni doveva accertare se era stato un incidente casuale oppure organizzato e per questo aveva ricevuto molte minacce. Era il 7 luglio del 1972 quando insieme ad altri compagni tra cui Mastrogiovanni, si difese, dopo essere stato provocato in precedenza, da una aggressione fascista nel corso della quale perse la vita uno dei suoi aggressori: il fascista Carlo Falvella. Lo stesso Mastrogiovanni venne ferito ad una gamba da una coltellata.
In anni successivi il nostro, fermato da un vigile urbano per una banale infrazione del codice stradale, venne condotto in questura e qui malmenato.
Sicuramente le vicissitudini occorse a Francesco, gli fecero maturare a ragion veduta una naturale avversione nei confronti degli uomini in divisa. Ciò spiega perchè nel momento dell'arresto avvenuto nell'agosto dello scorso anno, egli si diede alla fuga. Quello che invece è difficile da comprendere è per quale motivo ne sia uscito morto da questa triste vicenda.
Come risulta difficile capire le morti assurde che in questi ultimi anni hanno colpito persone fermate dalle forze del (dis-)ordine statale, anche per reati minori, e da questi ultimi ammazzati a suon di botte.
Vengono subito alla mente i casi più eclatanti di Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri e Stefano Cucchi. Per non parlare delle violenze durante e dopo il G8 di Genova del 2001, della scuola Diaz e di quanti sono finiti in carcere in quei giorni: azioni degne dei peggiori regimi sudamericani! E poi Pinelli, Serantini… e l'elenco sarebbe troppo lungo da stilare.
Ma purtroppo tutto ciò è inscritto nella natura violenta e coercitiva dello stato e dei suoi servitori, nel modello gerarchico su cui stato e istituzioni trovano la loro base fondante. Di qualsiasi stato, democratico e/o fascista che sia. Contro questa logica perversa noi come anarchici, antifascisti e libertari non possiamo tacere e non denunciare tutto ciò. Quindi sabato 26 giugno a due giorni dal
processo di cui sopra, saremo presenti in corso Roma ad Alessandria a partire dalle ore 16,30 e per tutto il pomeriggio con una mostra fotografica e con proiezione video delle ultime ore di agonia di Francesco Mastrogiovanni.
AD ALESSANDRIA, COME ALTROVE, GLI ANARCHICI NON DIMENTICANO!
Laboratorio Anarchico PerlaNera, C.S.A. Lacandona, Federazione Anarchica del Monferrato

