volantini anarchici farmacisti spie
Articolo (per ora indisponibile on line)
su La Stampa di Mercoledì 22 Ottobre 2008
pag 47 & 55 scritto dal sopracitato Massimo Numa
Qui
sotto il commento sull’articolo da parte della FAI Torinese
“Volantini
anarchici “Farmacisti spie”. Questo il titolo di un articolo di Massimo Numa in
prima pagina della cronaca cittadina del quotidiano “La Stampa” del 22 ottobre.
Le citazioni
tra virgolette sono tutte tratte dal comunicato “Farmacisti spie” diffuso dalla
Federazione Anarchica di Torino il 3 ottobre.
Nell’articolo
in questione Numa esordisce dichiarando che gli “anarcoinsurrezionalisti
torinesi, dopo la campagna d’odio contro gli alpini, le forze dell’ordine a S.
Salvario e Porta Palazzo (…), hanno dichiarato guerra ai farmacisti.” In questa
frase si condensano i consueti stereotipi contro gli anarchici, che non hanno
ragioni ma solo sentimenti di odio generico e insensato, un odio che travalica
sino ad investire i miti farmacisti. Numa parla di “telefonate di minaccia, ora
al vaglio della Digos, manifestini e comunicati che denunciano l’attività di
‘spie’” di alcuni farmacisti.
L’articolo
prosegue con le dichiarazioni del presidente dell’Associazione titolari di
farmacia, Luciano Platter, che definisce la campagna di denuncia delle
farmaspie “pericolosa, perché diffonde falsità”. L’articolo va avanti tra
citazioni del comunicato da noi diffuso e dichiarazioni di Platter che nega
tutto, limitandosi a dichiarare che i farmacisti si sono limitati “ad
accogliere l’invito del Comune, per aiutare (…) gli anziani dei quartieri più
difficili, soli e senza aiuti”.
Platter è
preoccupato perché in fondo ai manifestini diffusi in questi giorni c’è
l’elenco delle 15 farmaspie pioniere di Torino “trasformate in facili bersagli
per i violenti”.
Il quadro è
completato dall’immagine fosca degli “anarchici dell’assemblea antirazzista”,
gli stessi che hanno imbrattato i muri di Porta Palazzo (“alpini assassini”),
che hanno preso di mira la
Croce Rossa e i suoi dirigenti seguiti da puntuali citazioni
dal comunicato della FAI torinese.
L’assemblea
antirazzista – è un fatto noto - è un insieme di individui che si raggruma
intorno all’urgenza di resistere ed opporsi alle leggi e ai regolamenti
razzisti, alla repressione che colpisce ogni giorno per le nostre strade i
poveri, gli immigrati, i senza documenti. Partecipano all’Assemblea persone
diverse per sensibilità ed orientamenti politici, alcuni sono anarchici, altri
no, ma tutti sono concordi sulla necessità di mettersi in mezzo, di agire
concretamente contro la barbarie che tutti, da destra come da sinistra,
chiamano “sicurezza”. Ma il dirlo avrebbe rovinato la violenta dinamicità
dell’articolo.
Da un lato i
bravi farmacisti che ascoltano e segnalano le difficoltà degli anziani soli e
malati dei quartieri “difficili”, dall’altra gli anarchici cattivi che li
attaccano senza ragione. Gli anarchici in particolare e gli antirazzisti in
generale escono dall’articolo di Numa come pazzi che agiscono senza ragione se
non, immaginiamo, la creazione del caos fine a se stesso.
Verrebbe da
ridere se la situazione sociale nella quale siamo forzati a vivere non fosse
ben poco allegra.
Sgomberiamo
il campo dai dubbi.
Siamo –
assieme a tanti altri antirazzisti – quelli della campagna contro i militari
nelle strade. Lo abbiamo scritto e lo riscriveremo che gli “alpini sono
assassini”, perché l’omicidio, la strage è lo scopo di chi fa il mestiere delle
armi, perché dalla Somalia all’Afganistan i nostri soldati hanno ammazzato,
stuprato e torturato.
Abbiamo
“preso di mira” la Croce
Rossa perché la Croce Rossa gestisce una prigione per “senza
documenti”, un posto dove uomini e donne, colpevoli di cercare un’opportunità
di vita nel nostro paese, sono rinchiusi in attesa di essere deportati. Abbiamo
“preso di mira” i suoi dirigenti perché il 23 maggio di quest’anno al CPT di
Torino un uomo è morto di malattia perché un’organizzazione “umanitaria” l’ha
lasciato agonizzare senza rispondere alle richieste di aiuto dei suoi compagni
di prigione.
Abbiamo
“preso di mira” i farmacisti spioni perché un’agenzia (Adnkronos del 25
settembre), un quotidiano (La
Stampa del 26 settembre), un altro quotidiano (Epolis del 26
settembre) ci ha informati in merito.
Se le affermazioni
di Marco Accostato su La Stampa
e di Jan Pellissier su Epolis non erano vere perché mai il presidente
dell’Associazione titolari di farmacia Luciano Platter non ha detto che La Stampa ed Epolis diffondono
“falsità”? O certe cose diventano false solo quando a scriverle sono gli
anarchici che ne denunciano il carattere liberticida?
A proposito…
l’elenco delle farmacie impegnate sin dal primo ottobre a fare da collettore
delle confidenze dei clienti lo abbiamo copiato da La Stampa e da Epolis: dobbiamo
dedurne che il Dottor Platter ritiene che i due quotidiani le abbiano volute
“trasformare in facili bersagli per i violenti”?
Nel suo pezzo
su Epolis “La ricetta contro la delinquenza da oggi è in mano ai farmacisti”
Pellissier scriveva “Esercito, pattugliamenti, controlli e appostamenti vari
non bastano a fermare la spirale di microcriminalità che sta travolgendo
Torino. I Vigili per trovare una soluzione si sono affidati a chi per
eccellenza ha sempre una ricetta in mano: i farmacisti. A loro spetterà il
gravoso compito di ascoltare, registrare e catalogare le lagnanze dei loro
clienti, e poi comunicarle una colta a settimana ai Civc.”.
Accossato,
sulla Stampa del 26 settembre, scriveva che “Vigili urbani e farmacisti
uniscono le forze per contrastare criminalità e degrado nei quartieri di
Torino. Dal primo ottobre una speciale Task-force della polizia municipale farà
tappa nelle farmacie per raccogliere le segnalazioni. (…) Furti, scippi, atti
di vandalismo, ma anche tossicodipendenti e spacciatori sempre in azione, fino
ai giardini minacciati dai vandali, alla presenza di auto abbandonate per
strada e all'illuminazione guasta finiranno su un registro quotidiano dei
vigili. Farmacisti e cittadini potranno segnalare ai vigili anche la presenza
sospetta di nomadi che girano fra le case, di persone che chiedono denaro per
strada, fino agli atti di bullismo dei ragazzini contro altri ragazzini.”
Platter tutto
questo lo chiama “aiutare (…) gli anziani dei quartieri più difficili, soli e
senza aiuti”?
Eppure
Platter almeno Accossato lo conosce bene visto che nel già citato articolo del
26 settembre “Farmacisti sentinelle di degrado e sicurezza” gli aveva
rilasciato ben altre dichiarazioni. Diceva allora Platter “Ormai perfettamente
radicati sul territorio siamo un punto di riferimento dei cittadini, in
particolare dei più deboli, sempre più frequentemente soggetti a episodi di
microcriminalità”.
Questo
Platter lo chiama “aiutare gli anziani”: noi preferiamo definirlo “spia di
quartiere: nel ventennio c’erano i capo fabbricato, oggi è il turno del dottore
di farmacia.”
Ma le spie,
spesso, non brillano per coraggio: il loro agire è nell’ombra, camuffato da
“aiuto” agli anziani, sussurro all’orecchio, confidenza raccolta senza clamore.
Quei
rompiscatole degli anarchici hanno voluto raccontare a tutti questa storia di
autentico “degrado” urbano, scrivendola sui muri. Una verità che fa paura.
A Numa, la
cui penna mai si sottrae alla bisogna di definire gli anarchici come stupidi e
cattivi, vorremmo chiedere se gli capita mai di fare un controllo delle fonti,
una verifica delle dichiarazioni che riporta. In questo caso sarebbe bastato
leggere il quotidiano per cui lavora. “
Federazione Anarchica Torinese – FAI
Corso Palermo 46 – la sede è aperta ogni giovedì dalle
21
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