volantino distribuito sabato prossimo
I
nostri manifesti lo gridano da anni:
la libertà tolta agli squatter, agli anarchici e a quelli che
lottano apertamente contro lo stato, verrà tolta a tutti.
Noi
siamo le cavie, torino il laboratorio, il luogo dove si lavora a
provare nuove forme di privazione della libertà.
Lo
stanno sperimentando sulla loro pelle gli operai della tanto
decantata città operaia. Lo stanno sperimentando le fascie più
deboli della popolazione, zingari ed immigrati.
L’impennarsi
della repressione nel periodo preolimpico (2005) era solo l’inizio
di un nuovo pesante giro di vite. Sgomberi, aggressioni fasciste agli
squat, manifestazioni antifasciste caricate o troncate, pesantissime
denuncie di massa per saccheggio e devastazione e relativi arresti.
All’attacco
frontale dell’apparato repressivo di stato al movimento di torino,
corrisponde l’apertura
di nuovi fronti ed all’ingresso in campo di forze nuove
(vecchissime) per la repressione.
E
così i fascisti che prima facevano gli attentati agli squat ed
ai centri sociali, seguendo le mode lanciate dal linciaggio mediatico
diretto dall’alto, ora tirano molotov ai campi zingari, impuniti e
protetti in entrambi i casi.
Anche
gli immigrati, tanto bramati in italia per il mercato del lavoro dai
nostri sfruttatori, sono oggetto di aggressioni sempre più
frequenti dei fascisti. Anche se pare che agli immigrati ci pensino
ancora cc e ps uccidendoli nel corso di “normali controlli di
polizia”. Una cade dal tetto, l’altro dalla finestra, l’altro
annega nel Po, all’altro sparano in testa per sbaglio…
Ma
l’esperienza che ha marchiato a fuoco questa città è
la strage degli operai della Thyssen & Krupp. 7 operai bruciati
vivi e nessuno che proponga uno sciopero generale. È questo
quello che resta della torino operaia. I sindacati di stato CGIL,
CISL e UIL indicono subito uno sciopero dei soli metalmeccanici per
limitare al massimo i disagi per la produzione industriale. I
sindacati di base CUB e COBAS non hanno il coraggio politico e la
statura etica di indire lo sciopero generale. I lavoratori da soli
mostrano di non saper intraprendere lo sciopero selvaggio, nonostante
i 7 bruciati vivi.
È
una grande vittoria padronale, forse superiore alla famosa marcia dei
40000 crumiri FIAT. Dai risvolti politici e sindacali gravissimi che
ci godremo molto presto. Ma per ora gli stessi padroni, sbirri e
sindacalisti istituzionali sono ancora stupiti dalla nullità
delle capacità di difesa e contrattacco dei lavoratori.
Ma
l’acuto repressivo è ancora una volta appannaggio
dello stato. L’agguato combinato messo a punto per colpire le
residue libertà di manifestare, per sopprimerle, è
quasi completamente riuscito.
I
processi per saccheggio e devastazione di genova e milano contro i
manifestanti accusati di essere i più accesi, sono andati in
porto. Unica nota stonata proprio torino, dove gli uomini della
repressione cercavano di chiudere il triangolo repressivo. Il gioco
non è riuscito perfettamente. L’accusa è caduta
contro gli antifascisti torinesi (comunque condannati). Da questo
momento torino è sparita dal palcoscenico mediatico della
repressione, con grande rammarico dei vari Laudi, Tatangelo, Dodero e
dell’eterno Maddalena, che cercheranno di rimediare al più
presto sfornando qualche nuova montatura, magari dalle “prove
granitiche”.
A
genova dove cc e ps hanno assassinato Carlo Giuliani e torturato alla
scuola Diaz e a Bolzaneto, i magistrati complici dei birri, hanno
ignorato la sentenza di torino appena sfornata, dando un bell’esempio
di cosa sia la vendetta di stato. Infliggendo centinaia di anni di
condanna a chi è stato riconosciuto fra i manifestanti contro
il G8 del 2001. il colmo è la condanna a 11 anni per
l’anarchica Marina Cugnaschi colpevole appunto d’aver partecipato
alla manifestazione. Il reato è il solito saccheggio e
devastazione, quello che i teoremi repressivi dei PM han cercato di
far passare a torino e a milano. L’obiettivo: la criminalizzazione
di tutte le manifestazioni non istituzionali sgradite al potere, che
dopo una breve carica decisa dagli sbirri, potranno essere
incriminate di saccheggio e devastazione, da addossare agli elementi
considerati più attivi.
Inutile
dire che gli sbirri più sputtanati nel massacro di genova sono
già stati gratificati dai loro mandanti ai vertici dello
stato, con vistose promozioni.
Se
dovesse essere confermata la clamorosa sentenza contro Marina
Cugnaschi
e gli altri imputati, si sancirebbe la perdita della libertà
di manifestare per tutti.
Anche
sul fronte della lotta del popolo NOTAV l’orizzonte si oscura.
La
partecipazione della componenente istituzionale del movimento
(sindaci e amministratori vari) all’Osservatorio Virano,
sbandierata come una grande vittoria ottenuta grazie alla riconquista
del cantiere di Venaus (8 Dicembre 2005) si è rivelata un
tranello di stato in cui i sindaci sono caduti volentieri e sembra
facciano molta fatica ad uscirne. Intanto, grazie alle assicurazioni
dell’Osservatorio l’europa ha concesso un finanziamento di 670
milioni di euro per la realizzazione del tunnel tra francia e italia.
Infatti se i sindaci, che rappresentano la popolazione, trattano, il
TAV si potrà fare. Le “ sacche di estremisti NOTAV ” si
elimineranno con le maniere forti. Non è così. Ma il
finanziamento è partito e, per mettere le mani su quei soldi
devono iniziare i lavori. I nostri mafiosi del cemento di destra e di
sinistra manderanno avanti lo stato con i suoi carabinieri e con i
suoi poliziotti, come ci ha promesso Prodi. Hanno 2 anni di tempo
sennò i fondi saranno revocati. Hanno fretta di rubare e per
rubare devono devastare l’ambiente con le loro colate di cemento.
Per noi è di nuovo ora di mettere gli scarponi.
fott.inpropstrad
del barocchio
turinsquatter per
l’abolizione dello stato

